Assemblea 16 giugno - Milano


#21

Grazie.
Anche io sottoscrivo.


#22

Assemblea molto interessante e utile per capire gli umori della base, molto più viva di quanto fosse si potesse sperare. A parte qualche intervento logorroico e autoesaltante, ce ne sono stati molti fattivi, concreti, spesso critici della gestione da parte della segreteria, ma comunque di buon auspicio per il futuro.


#23

Anche io ne ho tratto una buona impressione generale di vitalità del partito. Se davvero, al di là del risultato e del fatto che in Europa Verde la nostra visibilità fosse vicina allo zero, queste elezioni sono servite a raccogliere interesse per l’apertura di nuovi comitati, ci sono le premesse per una crescita. Condivido la linea di rafforzare Possibile e nello stesso tempo essere aperti al dialogo. Io stessa ho ripreso a lavorare sul mio territorio per provare ad aprire un comitato, anche in vista per noi delle prossime amministrative, ma prima ancora delle politiche, dove mi piacerebbe poter dare una mano concreta, cosa che non posso fare se sono da sola. Mi è spiaciuto che Elly, evidentemente per sua scelta, non ci fosse e mi è sembrato in diversi momenti che fosse l’obiettivo polemico di alcuni interventi, probabilmente anche della segretaria. Sinceramente avrei preferito che se ne parlasse più apertamente e personalmente spero sempre in un riavvicinamento. Inoltre vedo diversi elementi di debolezza nell’organizzazione del partito e prendersene cura potrebbe davvero fare la differenza. Ho visto persone troppo stanche, che spesso, evidentemente, hanno avuto l’impressione di essere state lasciate sole a combattere una battaglia, mentre d’altro canto una parte degli iscritti si è sentita a sua volta sola e ha avuto l’impressione che le cose venissero calate dall’alto. Questo non va bene, vuol dire che banalmente c’è qualcosa che non funziona a livello organizzativo e comunicativo, ma probabilmente anche decisionale. Di questo si è parlato troppo poco e spero ci saranno altre occasioni per discuterne. Io, ad esempio, nemmeno sapevo che sul mio territorio ci fosse un portavoce. Non dico, come qualcuno proponeva, di ritornare alle sezioni del PCI, ma qualcosa in questo senso andrà fatto. Inoltre, il fatto di aver fatto una campagna con pochi soldi è sì motivo d’orgoglio, ma non vuol dire che si possa trascurare la ricerca di una visibilità maggiore sui media, perché non è che una campagna elettorale si può fare tutta con i social, anche con qualche idea geniale come la pagina “io Civati lo voto lo stesso”. Serve un cambio di passo e mi sembra che ci sia la difficoltà di far crescere un gruppo di persone che vuole investire davvero nella politica, nel senso come si diceva ieri che poi nessuno si vuole candidare. Se siamo messi tutti così, che abbiamo famiglia, un lavoro e non c’è nessuno davvero disposto a scendere in campo, per usare una brutta metafora, non potremo andare molto lontano. Le cose sono tante e delicate, ma se c’è dialogo e anche dialettica, una struttura sempre più trasparente e permeabile, a livello comunicativo e decisionale, secondo me si può fare.


#24

Ah ecco, poi un’ultima cosa che vorrei sapere: ma quanti sono gli iscritti e le iscritte a Possibile? Qualche dato si può avere?


#25

Grazie per aver condiviso le tue impressioni.
Ci sono state proposte/decisioni o più semplicemente indicazioni dalla Segreteria sui prossimi passi?


#26

Condivido in pieno. Azzeccatissima la tua analisi.


#27

Credo che continueranno ad essere presenti al tavolo di Europa Verde, nell’ottica soprattutto di un rafforzamento dei rapporti con i verdi sudtirolesi e con gli indipendenti dell’ecologismo nostrano che hanno mostrato interesse per la nostra proposta. È stato detto chiaramente da Francesca Druetti, che ho molto apprezzato, che non c’è nessuna intenzione di derubircare la questione di Fronte Verde a un semplice incidente e credo non ci sia, per fortuna, molto feeling con i verdi di Bonelli. Poi non so se l’idea, avanzata da qualcuno, di chiedere di associarci direttamente agli European Greens verrà portata avanti. Dovrà essere rivista la segreteria organizzativa, non so con quali modalità, visto che sono nuova e poi c’è il politicamp a luglio. Credo di non aver dimenticato nulla.


#28

Qui le mie osservazioni sull’assemblea di Possibile che si è tenuta ieri 16 giugno a Milano. Ovviamente le mie sono sempre e comunque opinioni, del tutto soggettive (non potrebbe essere diversamente) e dunque ognuno tragga le proprie conclusioni e formi le proprie opinioni in merito. Del resto, questo si chiama democrazia, che secondo me però non informa del tutto l’atteggiamento della nostra segreteria. Questo mio messaggio vuole soprattutto indurre ad una partecipazione anche se solo alla discussione.

I punti principali che più mi hanno colpito.

  1. La necessità di consultare la base, non solo per le decisioni finali, ma fin dall’inizio dei procedimenti di analisi e scelta. Alle decisioni importanti si deve partire sapendo sin dall’inizio in che direzione si orienta la base, non stabilire linee di azione per poi alla fine, al bivio finale, chiedere alla base quale strada intraprendere, la scelta secca tra A o B, che magari non corrisponde minimamente a quelle che gli iscritti avrebbero scelto.

  2. La comunicazione. Se la gente non sa cosa rappresentiamo, quali siano i nostri ideali, le nostre proposte, la nostra resta aria fritta nel deserto. Bisogna far sì che non solo gli iscritti, ma anche e soprattutto i potenziali nuovi sostenitori sappiano chi e cosa siamo. (Sì, lo so, mancano i soldi, allora non compriamo spot in TV, ma alternative bisogna trovarne.)

  3. Bisogna partire dai territori, legando l’azione del partito alle esigenze espresse dalle realtà locali. Bisogna che ci sia contiguità tra il nostro manifesto d’intenti e ciò che dice e chiede la gente. Non populismo, niente vox populi vox dei, ma modulare l’azione in base a quelle che sono le richieste autentiche, pressanti degli elettori. Non i grandi pronunciamenti calati dall’alto.

  4. La rappresentanza. Trovare candidati “titolati” che entrino nelle nostre liste evidentemente non è facile, non abbiamo collegi “sicuri” da offrire a chi ci porta un “nome” che possa attirare l’attenzione degli elettori, né tantomeno può andare bene chiunque pur di avere visibilità. E’ altrettanto vero però che candidare degli illustri sconosciuti o sconosciute, per quanto di alte qualità personali, ma senza esperienza pregressa che ne attesti l’affidabilità, la competenza, e soprattutto l’efficacia politica, non ci porta da nessuna parte. Civati per noi era il nostro portabandiera, colui che riassumeva agli occhi della gente, che badate bene non legge i manifesti dei partiti, i valori cui vogliamo dare voce. Lui si è defilato, e gliene faccio una colpa onestamente. Se non c’è soluzione a questo problema, allora bisogna trovare un’altra via per trasmettere e sintetizzare la nostra proposta agli occhi degli elettori. Una via potrebbe essere associarci ad altri, contigui a noi, che hanno della visibilità, ad esempio i Verdi altoatesini (non quelli italiani, per l’amor del cielo!), ma di questo scrivo poi.

  5. Alleanze. Ho votato per allearci con i Verdi italiani, e ritengo che per quanto sia andata male questa alleanza, non credo che ci fossero reali alternative al momento. Certo che non accetto minimamente che si vada avanti ancora con loro, dopo tutto ciò che è successo. Però i Verdi, i Grun, del Trentino, hanno non solo hanno mostrato di avere valori alla pari dei nostri, ma hanno anche un seguito molto consistente, e attraverso loro, e separatamente dai Verdi italiani, ci si potrebbe agganciare al bel movimento Verde che si sta affermando in Europa. Mi pare la strada giusta, unica, da perseguire. Questo però cercando di far affermare Possibile come entità a sé, autonoma, riconoscibile. Sebbene Civati mi pare abbia indicato delle criticità riguardo questo, sia Beatrice Brignone sia molti interventi hanno convenuto sulla necessità, o quanto meno l’opportunità, di questa scelta. Ci vorrà la raccolta delle firme, operazione non facile ma neanche impossibile. Ci vorrà la partecipazione di tutti, ma credo sia una strada ineluttabile.

  6. La segreteria. Molti sono stati critici, addirittura quanto o più di me, della direzione del partito. Non si possono certo addebitare tutte le colpe delle storture a Beatrice Brignone, soprattutto perché si è spesa molto in campagna elettorale, e questo va apprezzato, e ovviamente le circostanze erano difficili, una situazione molto fluida. Rileggendo però i vari punti di cui sopra, si possono intuire le falle di questa direzione. Lei rivendica le sue buone intenzioni, ma, come dice il proverbio, la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. Credo che un punto in particolare possa riassumere in sé il difetto genetico di questa direzione (e tenete conto che ho votato per lei all’epoca): l’dea che il partito sia innanzitutto femminista, cosa che rivendica con forza, al costo anche di esclusione di chi non la vuole seguire su questa strada. Premetto che riconosco assolutamente i gravi problemi delle donne nella società attuale, nonostante loro siano oltre la metà della popolazione mondiale (sono la maggioranza!): sfruttamento, violenza, disparità sociale ed economica, e chi ne ha più ne metta. E che le cose in mano alle donne molto spesso vanno meglio chi in mano agli uomini è anche indiscutibile. Che Possibile debba avere tra i suoi valori, tra le sue azioni primarie, la battaglia contro tutto ciò, è palese. Ma non accetto comunque la definizione di partito prima di tutto femminista. Io sono per la parità di genere, ovunque, per chiunque: uomo (che non è che la passino bene ovunque neanche loro…), LGBT, bambini, non accetto che si faccia differenza, ma è un aspetto, non l’unico, non quello primario, della giustizia sociale cui mi sento di battere. Non può essere più importante del problema dell’ambiente o lo sfruttamento dei bambini (compresa la pedofilia) o l’abbandono dei giovani senza futuro che diventano foraggio della criminalità organizzata. Beatrice dice che si dispiace, ma dice (molto democraticamente…) che il partito è innanzitutto femminista, e questo non mi sta bene, anche perché questo pronunciamento è suo, personale per quanto mi riguarda Questo non è un club per le donne, ma un movimento politico, e se a lei ciò non sta bene, credo che tocchi a lei fare un passo indietro.

Detto tutto ciò, all’assemblea ho visto persone con idee ed energia, con attaccamento e passione politica, ed in buon numero, gente venuta anche da lontano. Allora dico che sono passato da una quasi rassegnazione ad una lenta estinzione, ad un cauto ottimismo sul futuro di Possibile. Poi, chi vivrà, vedrà.


#29

Grazie Alfredo per il tuo contributo. Ci rifletterò.


#30

Ringrazio tutti per le vostre impressioni.

Per chi non c’era, è possibile avere un video della giornata?


#31

Per chi non è potuto esserci sarebbe giusto avere una sintesi di quello che si è detto. Senza voler fare polemica, poi è normale che si avverta un senso di scollamento con la base.

Riguardo il punto 6 di Alfredo. Sento spesso questa storia sul femminismo. Non per convincerti ma ti dico il mio punto di vista. A me sta bene che il partito sia prima di tutto femminista perché al giorno d’oggi è una battaglia ancora rivoluzionaria, perché si porta dietro tutta una serie di problemi che ne sono un sottoprodotto. Inoltre se prendiamo altre discriminazioni (chessò verso le persone omosessuali o verso le persone disabili) se sei donna è anche peggio, hai una doppia discriminazione. Per me è la prima delle discriminazioni, perché se un uomo non tratta da pari (e non si batte perché ciò avvenga) chi è persino al proprio fianco nella vita di tutti i giorni (parliamo anche di partner, sorelle, amiche, ecc.) figuriamoci chi viene da lontano o ci risulta in apparenza totalmente estraneo. Non da ultimo il femminismo vuol dire anche liberare l’uomo dagli stereotipi che lo vogliono forte a tutti i costi, caricandolo di responsabilità.


#32

Seguo il tuo ragionamento, e lo capisco ovviamente. Infatti, non ho nulla contro il femminismo, ci mancherebbe. È solo che mi è parso forse un foglio di fico per non parlare di altri problemi. In ogni caso, ritengo che sia alla pari di altri problemi altrettanto gravi, non può dominare su altre problematiche ugualmente gravi e urgenti.


#33

Non credo si ritenga che altre battaglie meritino meno impegno, magari ricevono meno visibilità ma non si può neanche materialmente approfondire tutto. Perché per parlare di un problema bisogna studiarlo: gli iscritti sono stati in varie occasioni inviati a farsi carico di determinate campagne, anche su iniziativa di singoli comitati. Credo che non sia così anomalo che un partito abbia delle battaglie centrali a cui dedicare più attenzione, può servire a caratterizzarlo meglio e renderlo più riconoscibile.
Potrei sbagliarmi, è una visione che ho io del partito.


#34

La tua posizione è perfettamente leggittima.


#35

Scusate mi aggiungo a questa discussione che mi appassiona. Non si tratta solo di battaglie, che peraltro coinvolgono anche il genere maschile, ma si tratta, quando si parla di femminismo, di superare una concezione gerarchica del potere, un tipo di pensiero patriarcale che ha prodotto anche il disastro ecologico in cui ci troviamo. Questo tema va assolutamente approfondito e reso comprensibile ai più, perché non è affatto secondario. Questo per me è il significato di essere femministi nel XXI secolo.


#36

Sono d’accordo sullo smantellare un sistema patriarcale che sarebbe a vantaggio anche degli uomini, ma semplicemente rovesciare i ruoli non so se sia la soluzione giusta, forse nemmeno una soluzione vera e propria. Forse non può esistere la vera parità di genere, ma credo che è a quella che bisogna mirare, non solo ad un’inversione di ruoli che forse viene vista come una specie di indennizzo per tanti millenni di assoggettamento.


#37

Da pan in frasca, a proposito di persone impegnate che potrebbero sposare, almeno in parte, la nostra causa, penso a persone come il meteorologo Luca Mercalli, e magari anche altri che scrivono su riviste tipo “.eco”. Una cosa da indagare.


#38

Certamente, anche perché se la presenza femminile non è accompagnata da un pensare e un agire diverso non ha senso. Pensiamo alle varie Lagarde, Bongiorno e compagnia.


#39

Sarebbe da indagare sì. Lui è bravissimo e molto impegnato. Conosco persone che hanno votato Europa Verde proprio perché sensibili al tema grazie ai libri di Mercalli.


#40

Ho lasciato che passassero alcuni giorni dall’Assemblea per esprimere gratitudine per la sintesi ad Alfredo. Vorrei chiederti, anche, se sono emerse intenzioni, seppure condite dalle difficoltà relazionali con altri gruppi di area, di passare anche alle pratiche di unioni di sforzi che non siano alleanze o federazioni, ma di impianto di una sinistra composta di persone. Che, secondo me, è la questione che impedisce di dare credibilità maggiore alle nostre proposte.