Elezioni europee - la scelta di Possibile


#1

Carissimi
vi scrivo in merito alla decisione a cui Possibile si sta affacciando, nell’ottica delle elezioni europee.
Vorrei aprire un dibattito sulle tre opzioni proposte, dal momento che personalmente mi trovo in difficoltà e mi piacerebbe approfondire i significati di questa scelta con le vostre opinioni.
In ogni caso, buon voto!

https://www.possibile.com/verso-le-europee-assemblea-di-possibile/?fbclid=IwAR3bCggAUM0W19k4xk0RokhM1sj-KvRFKhcSvwEeq_8bxD5Adl8CBHfPPcE


#2

Sono europeista, pro Euro. Sono libertario ma non turboliberista. Sono molto più verde che comunista (ho votato PCI ma è cosa ben diversa), Sono iscritto a Possibile da prima che fosse un Partito perché mi riconosco nel suo essere una sinistra vera nella modernità.
Dato che ci riconosciamo nel Patto Repubblicano, nelle battaglie di questi anni e nel Manifesto Possibile la strada è un polo verde e saldamente europeista a sinistra del PD (che, al momento, non ha abiurato ad alcun errore commesso).
Se questo polo, con dentro Possibile e gente del calibro di Elly, non ci sarà mi sentirò libero di qualsiasi scelta personale.
Certamente terrò bene in mente che non sono elezioni nazionali e che sono proporzionali.
Così auguro a ciascun mio compagno di partito qui.


#3

Tra le tre opzioni proposte, ritengo preferibile l’alleanza con i Verdi: in alcune formazioni a sinistra c’è uno spirito antieuro che mal si concilia con le nostre posizioni. A mio parere sarebbe però interessante ed utile coinvolgere in questo progetto Diem25 e Primavera Europea, che mi sembra condividano anch’essi le nostre idee.


#4

Sono d’accordo con te nel coinvolgimento anche di DiEM25 e Primavera Europea, sono anche d’accordo con i Verdi nell’esclusione di +Europa perchè neoliberisti e quindi incompatibili con le nostre posizioni.


#5

Secondo me, su singoli argomenti, rinnovabili, decarbonizzazione economia, economia circolare e gestione rifiuti, diritti minoranze, lotta ai paradisi fiscali, carbon tax, beni comuni, ecct. chiederei il voto europeo, non l’alleanza, anche agli eletti del M5S.


#6

Secondo me il progetto più vicino al nostro, in termini di visione a lungo termine e temi, è la Primavera Europea lanciata da DiEM25 (che infatti sta condividendo il nostro stesso spaesamento, di fronte a questi due “blocchi” che non sembrano volersi parlare). Tuttavia, è molto probabile che quest’opzione di fatto non esisterà, per via della questione simboli e anche perché, francamente, TRE liste a sinistra del PD mi sembrerebbe un po’ eccessivo.


#7

Gente cerchiamo di essere pragmatici.

È ovvio ce dovremmo aderire a Primavera Europea di Diem25, ma è un problema che per le europee non si pone. Loro stessi nelle loro dichiarazioni hanno accennato che vista “la legge liberticida” è quasi impossibile che riescano a presentarsi, anche perché loro come noi avrebbero optato per una lista del terzo spazio.

Noi, per quanto riguardo le europee, in questo senso siamo al bivio fra presentarci nel partito verde europeo o nel GUE, cioè con le due liste che possono evitare di raccogliere firme. La terza ipotesi di non presentarci è per me sbagliata perché noi, nonostante condividiamo con diem l’ideale del terzo spazio e del green dew deal, siamo un partito nazionale e non un movimento transnazionale.

Se inoltre dobbiamo tentare di salvare il salvabile io penso che, sempre con la meta di questo terzo spazio, dovremmo collocarci in un punto mezzano fra PSE e GUE e cioè con i verdi europei.

Sia per tenere vivo il dialogo, sia per riappropiarci della questione ecologista (nella sua declinazione originaria DI SINISTRA come sosteneva Langer) ma soprattutto per tentare un approccio nuovo, come abbiamo tentato di fare nel nostro manifesto, all’economia.

È evidente che queste tre opzioni nel GUE latitano. Tralasciando l’assenza di proposte economiche nuove e l’assenza di dialogo con PSE e ALDE vorrei si parlasse anche di come il GUE sia oggettivamente incapace di pensare ad una riconversione ecologica incentrata sul profitto, cioè di pensare una riconversione ecologica che non solo “è giusta e necessaria” ma che anche “conviene” economicamente, capitalisticamente arrivo a dire.


#8

Ho letto con attenzione il recente messaggio di Beatrice. Intanto, vorrei ringraziare lei, Elly e chi è stato/a loro al fianco in questi mesi sicuramenti faticosi e frustranti alla ricerca, dimostratasi impossibile, di una presentazione comune. Le divisioni avranno probabilmente un esito disastroso perché scatterà il ricatto del “voto utile”, rafforzato dalla luna di miele per Zingaretti.
Detto questo, avrei preferito una comunicazione un po’ più ricca.
Vorrei sapere come i Verdi hanno motivato il loro veto verso la sinistra radicale (ci possono essere motivazioni valide e altre molto meno), ovviamente oltre alla solita aspettativa taumaturgica verso il “nuovo”.
Inoltre, sarebbe interessante commentare l’ipotesi che Diem25 appoggi entrambe le liste. Ciò significa che entrambe aderiscono in egual misura al programma europeo di Diem25? Esplicitamente o implicitamente? Insomma, vorrei arrivare alla consultazione un po’ meglio informato.


#9

Condivido in pieno le curiosità di giovanni.talpone.420. Le ultime comunicazioni di Beatrice Brignone parlano di divisioni tra i vari mini-gruppi di sinistra, ma quali sono? E viste le difficoltà che si frappongono, vorrei conoscere i motivi per cui si esclude un apparentamento di qualche tipo con +Europa. Se lo scopo della politica è portare avanti dei principi, si parte comunque dalla constatazione che la politica è l’arte del possibile (nomen-omen……). e dunque questo dividersi su quanti angeli si possono piazzare sulla punta di uno spillo, tipico autolesionismo della sinistra, perché escludere chi ci potrebbe dare qualche seggio, non per la poltrona in sé ovviamente, ma per la visibilità che ci serve come l’aria.


#10

Dobbiamo avere ben chiaro di dove dobbiamo andare e di quale ruolo ci vogliamo investire all’interno della società. Se la ns stella cometa è il Manifesto di Possibile allora dobbiamo mettere in atto, essendo piccolissimi, tutte le strategie possibili che ci aiutino a perseguire questi obbiettivi. Mi riferisco in particolar modo a temi come rinnovabili, decarbonizzazione gestione rifiuti, diritti civili, diritti umani, carbon tax, lavoro e quant’altro. Lavorerei sulla convergenza europea tra forze politiche che ci stanno. Il PD ci metterà qualche anno per mettere in essere politiche di sx o quanto meno diverse da quelle elaborate da Renzi. Non foss’altro perché i deputati e senatori sono quelli da lui candidati. Con RC rimaremmo al palo su molti temi a partire sull’ambiente e sull’europa. Si dice sempre che uniti si vince. Certamente non si può chiedere a noi di fare autocritica su questo argomento. Abbiamo fondato LEU proprio perché credevamo in questo principio ma abbiamo visto come siamo stati trattati dai nostri alleati/compagni e come è andata a finire. Ci abbiamo rimesso il segretario nazionale. Ora Art.1 sta convergendo sul PD di Zingaretti (e Renzi) Sinistra Italiana se ne va da RC. E noi? Al netto delle decisioni degli altri a noi non rimane che cercare di allargare il più possibile uno schieramento per tentare di superare il 4% con quello che è rimasto nell’aria che va dal PD a RC, e che è disponibile a collaborare.


#11

Se posso. L’apparentamento con +Europa si esclude perché sono un partito di centro/centrodestra, fondamentalmente, quindi non avrebbe molto senso per i nostri rappresentanti (Elly Schlein in primis) fare campagna elettorale insieme a loro.

+E si riconosce in toto nella famiglia europea dell’ALDE, mentre in teoria noi saremmo a quel crocevia tra la parte radicale dei Verdi Europei, la parte sinistra di S&D e la parte internazionalista della GUE/NGL.


#12

Ciao,

Concordo con te che noi siamo a quel “trivio” lì e che +Europa non sia un partito al momento a noi simile (avesse vinto Cappato e non Della Vedova, magari la loro impostazione liberista si sarebbe attenuata?).

Sul campo, le varie liste a cui Possibile ha partecipato in elezioni municipali e locali sono molto spesso in partecipazione con gli altri partiti che ci vorrebbero in una “lista GUE” (SI e RC, principalmente) quindi la scelta sembra già fatta.
Però mi sembra anche che la Sinistra Europea sia attraversata da forti spinte anti-Unione, quasi sovraniste (per esempio, Melenchon in Francia e più in piccolo Fassina da noi…) e queste siano incompatibili col nostro spirito. Percorrere quella strada mi sembra quindi foriero di contraddizioni…
Scegliere ora la strada della sinistra di S&D vuol dire correre da soli (difficile e poco sensato un apparentamento col PD), quindi sicura sconfitta.
Con le opzioni sul tavolo, l’alleanza coi Verdi sembra la più coerente con i nostri valori, ma vorrei sapere cosa ne pensate voi…


#13

Sinceramente io non me la sento molto di dare il mio voto ad un gruppo (Verdi-Italia in comune) di cui conosco poco e che ha posto dei veti sulla sinistra; meno che mai mi pare possibile appoggiare chi sembra non riconoscere se non se’ stesso (RC-SI). Dunque io sarei più per non apparentarsi con nessuno ed appoggiare eventuali candidati maggiormente rappresentativi… ma mi chiedo: Elly, ad esempio, dove finirà?


#14

Qualcuno potrebbe postare dei link alle due piattaforme programmatiche (o più semplicemente a dei documenti, che abbiano comunque valore ufficiale)?


#15

Semplificando quanto ho letto, Diem25 si troverebbe nelle nostre stesse condizioni. Qualcuno sa se hanno deciso qualcosa? Almeno qui in Veneto Elly ha partecipato spesso a incontri comuni, mi sembrerebbe strano andare in ordine sparso


#16

Provo a fare qualche ipotesi. +Europa mi sembra messo male: a chi punta? Ai cattolici amici di Tabacci? Ai radicali sopravvissuti? Ai grillini europeisti? Ai renziani in esilio? Alla dispora liberale? Mah.
Più chiaro mi sembra il progetto Verdi+Pizzarotti: intercettare i 5S europeisti in fuga da Di Maio e un po’ di ambientalisti astensionisti. In effetti sono entrambe aree molto anticomuniste e antisocialiste, per cui il veto a Rif e SI in questo schema è indispensabile. Ma quanti saranno? Boh.
Ipotetica lista Rif+SI+Possibile(+autoconvocati LeU?), senza PaP: effettivamente apparirebbe come il club dei trombati; ma forse avrebbe una possibilità se dichiarasse esplicitamente e sottolineasse in ogni occasione e comunicazione la propria adesione alla proposta di Diem25: ciò potrebbe comunque costituire un elemento di qualche attrattività elettorale.
Rif che decide di bissare lo straordinario risultato sardo (0,5%) presentandosi alle europee con PaP: in questo caso la tentazione di saltare un giro diventerebbe forte.
Per quanto riguarda il PD, sarò prevenuto ma ritengo che Zingaretti, specialmente se supererà il M5S, proporrà nei mesi successivi a Salvini di subentrare a Di Maio nel contratto, in nome del TAV e degli appalti e chiedendo un abbassamento dei toni razzisti. “Dobbiamo rilanciare l’occupazione” “Abbiamo fermato la deriva razzista” ecc. Lo dico anche per un’eventuale candidatura di Elly nelle liste del PD: potrebbe trovarsi in una posizione molto, molto imbarazzante.


#17

Apprezzo l’analisi, ma il mio punto è che senza alleati non si va da nessuna parte. E’ bello sostenere i propri progetti, ma con lo stato tipicamente confusionale della sinistra, che nessuno si riconosce in nessun altro (pare che ogni piccolo raggruppamento, ognuno senza alcun peso politico, pensi di detenere il verbo assoluto, inviolabile, sacro e puro), meglio dei “fratellastri” che nessuno. Essere al “crocevia” tra la parte radicale di VE, la parte sinistra di S&D e la parte internazionalista di GUE/NGL, secondo me vuole dire che non siamo da nessuna parte. Con chi poi allearsi davvero? Almeno +Europa ha rappresentanza, e credo che senz’altro lascerebbe spazio a nostri candidati. Basta il presunto apparentamento con un gruppo di Verdi?


#18

Ciao, perdonate l’ignoranza ma anzichè esprimere la mia opinione vorrei fare alcune domande per capire meglio la situazione che si sta prospettando e per arrivare anche più consapevole alla discussione di sabato.

  1. I Verdi europei mi risultano alleati con il gruppo politico “Alleanza Libera Europa”, la cui bandiera mi sembra di capire sia l’indipendentismo delle regioni a minoranza linguistica/culturale. Come si concilia questo con un’idea di Europa unita? Che tipo di federalismo hanno in mente? E’ la scelta più opportuna in un periodo storico fortemente orientato al particolarismo?
  2. Nel GUE/NGL ci sono partiti verso i quali più volte la sinistra italiana ha guardato con speranza (Podemos, Syriza, Front de Gauche, Bloco de Esquerda, ecc…) e che alla prova di governo (soprattuto in Spagna e Portogallo) si sono dimostrati seri e competenti. Quali sono quindi le ragioni che mettono in dubbio l’adesione a questo gruppo?
  3. Nel caso in cui Possibile aderisse al GUE/NGL non potrebbe essere molto producente il rapporto di relazione che Elly ha costruito in questi anni con alcuni importanti esponenti dei Verdi (mi viene in mente Ska Keller) e trovare con essi convergenze direttamente in Parlamento “tra gruppi” anzichè presentarsi nello stesso gruppo?
    Grazie

#19

Il dubbio principale sul gruppo GUE/NGL (oltre al fatto che ancora deve presentare una proposta scritta) è il far convivere l’impronta “nazionalista” tipo France Insourmise o Aufstehen (o i Fassina ecc. in Italia), con quella più internazionalista nella quale ci riconosciamo noi.


#20

Specularmente sui Verdi/ALE per quanto riguarda i gruppi indipendentisti, corretto?