Elezioni europee - la scelta di Possibile


#185

Purtroppo però ho letto sul Manifesto di ieri che Elly è data ormai esclusa dalle liste del PD e che non si candiderà né per Verdi-Possibile, né per la Sinistra, che comunque l’ha cercata. Un vero peccato. Anche io mi chiedevo se si sa qualcosa sulle liste … comunque è da quando abbiamo votato che non è più arrivata una riga dalla segreteria.


#186

Riporto dall’articolo di ieri "Il Pd, gli ex e il rebus dei “nomi autorevoli”, a firma Alessandra Preziosi: “Ormai praticamente esclusa la corsa di Elly Schlein, civatiana che ha detto no ai suoi (lista Verde Europa) e ai più radicali de La sinistra.”


#187

Vabè raga ma i giornali so giornali, lasciate sta


#188

Perché DiEM25 ha scelto di non partecipare alle europee.


#189

Considerazioni.
In altri Paesi europei non esistono liste unitarie comprendenti i Verdi, che vanno sempre per conto loro per confluire negli European Greens. Con altre coalizioni o partiti di sinistra che hanno come riferimento GUE/NGL. Quello che si è tentato non era così scontato.
Cosa importante da sottolineare è che Possibile non ha creato nessuna divisione, non cadiamo in trappole autoaccusatorie, sono stati veti altrui a far cadere il tentativo di una lista unitaria. Alla fine è stata data agli iscritti la possibilità di scegliere tra le due proposte che si sono delineate al termine di mesi. L’alternativa era non provarci, di fronte a proposte in linea con le nostre idee.
La delusione di Elly, che è di tutti noi, è nei confronti di chi ha fatto saltare il progetto, da entrambe le parti, a partire da vecchie ruggini risalenti alla nascita di SEL a comprensibili dubbi di compattezza di fronte ad ambigue posizioni distruttive sulla Ue, non dettagli, per finire all’ego di un soggetto che avrebbe potuto compattare e invece ha fatto solo perdere tempo. L’unica “accusa” lanciata ai vertici di Possibile è che non hanno vissuto con entusiasmo (eufemismo) il dialogo con alcune parti politiche per via di qualche legittimo dubbio e pregiudizio. Magari questo avrebbe aumentato le possibilità di unire lo spazio, forse no, forse più avanti sarebbe sorto qualche problema con quelle parti politiche. In ogni caso la lista unitaria era volontà di tutti, tanto che Bea provò a rilanciare come ultima spiaggia invertendo la prospettiva, dando il ruolo di protagonista alle persone da candidare (meritevoli) prima che sui partiti.
Probabilmente i Verdi sono il partito più coerente con le nostre idee, considerando le battaglie che conducono in Europa (alcune abbastanza sorprendenti nel loro essere “di sinistra”). Considerata la crescita in altri Paesi e la determinazione emergente in particolare delle nuove generazioni sul futuro della specie umana sul Pianeta, che non un problema ma è IL problema. Quello che può dare un senso a questa dolorosa scelta è darci da fare per far capire soprattutto ai giovani che la lista Europa Verde è la scelta obbligata per affrontare il problema, che ci siamo candidati per loro e non per noi sfruttando loro preoccupazioni, che la sede europea e la migliore per cambiare da subito, che le disuguaglianze sono interdipendenti con il consumo del suolo e l’inquinamento. Sarà fondamentale trovare candidate/i forti, giovani e competenti, possibilmente in gran parte dal mondo dell’ambientalismo e della scienza. Spero che la lezione di LeU ci farà essere più determinati e rigidi a non accettare compromessi.


#190

Vabbè, mi pare che si era capito che l’unione delle sigle di sinistra sotto un’unica bandiera era una cosa talmente difficile da rasentare l’impossibile. Solo la nostra segreteria ha mantenuto viva la speranza, ma ben oltre il logico, poi lasciandoci a decidere all’ultimo momento, senza alcuna discussione. Requiscat in pacem. Io comunque l’alleanza con i Verdi l’ho votata e dunque mi sta bene come risultato, per quanto non nutri grandi speranze per le elezioni. Per come era evidente la situazione, però, ci si poteva arrivare prima, cominciando un’attività di propaganda con grande anticipo, cosa che sarebbe stata vitale dato che siamo politicamente praticamente degli sconosciuti. Nel frattempo abbiamo perso Elly Schlein, che però vedo “sostituita” dalla candidatura di Civati come capolista; ora sono curioso di vedere gli altri nostri candidati, che dovranno per forza avere potere di attrazione per avere i voti per il fatidico 4%. Leggo che Di Maio pare nominerà degli sconosciuti come capilista; stesso i suoi sono in rivolta su questo. Se sapremo fare meglio, delle personalità più forti (non solo Civati insomma…), potrebbe essere un’arma a nostro favore. Comunque sarà un mors tua vita mea con le altre sigle della “sinistra”, da Calenda in poi. Chi saprà meglio rappresentare le istanze cui Possibile è portabandiera forse avrà qualche speranza di non essere schiacciato nel gioco Salvini-Di Maio-Zingaretti (forse il 75% dei voti…), con annesso disturbo di Berlusconi e la Meloni (che purtroppo si prendono circa il 15% del voto…). Rimane un margine forse del 10% da suddividere. Ma perfino +Europa/Italia in Comune è dato sotto il 4% (3,3%), chissà che tutti gli altri, noi compresi, non si riesca ad infilarci. Quasi tutto dipenderà da come ci muoviamo, da chi presentiamo come candidature. Vedremo chi e cosa decideranno faranno, cosa decideranno. Che Dio ci aiuti.


#191

Civati, come ha scritto nel post di annuncio, non è capolista, si candida per aiutare. Sarà in ordine alfabetico dopo le teste di lista.


#192

Giustamente. Io comunque intendevo non a essere il primo della lista, ma come personalità politica di richiamo. Speriamo però che un eccesso di “politically correct” non faccia perdere il suo nome tra gli altri. Tanto per dire, chi sarà in prima posizione, che volente o nolente è quello che si nota su tutti? Perché che piaccia o no, la gente vota tanto il nome quanto il programma.


#193

Sono stati resi noti i nomi dei capilista del M5S, tutte donne, come già annunciato del resto. Pare che il #toccaAnoi sia pervasivo. Per quanto non note, almeno a me, devo dire che almeno quattro su cinque sembrano abbastanza in gamba, candidate credibili. La questione è se l’elettorato le apprezzerà o meno. Possibile comunque adesso ha il compito di trovare altrettanti candidati validi, e che non escano semplicemente dalle direzioni di partito che nessuno conosce, ma che diano rappresentanza e garanzie di competenza agli elettori; per votarci la gente dovrà credere a chi trova in lista. Peccato che ne avevamo una ottima, e l’abbiamo persa scioccamente


#194

Abbiamo appreso, con amarezza, che la nostra Elly Schlein non parteciperà alla nuova sfida elettorale che mai come questa volta si fa cruciale ed importante per la tenuta dell’Europa stessa. Possibile, dopo una disputa durata mesi con la segreteria, su quali fossero i progetti politici da perseguire, perde incredibilmente la sua punta di diamante. In qualunque modo andranno le cose, nel breve futuro, Elly Schlein né uscirà (e ne esce) comunque vittoriosa.
Perché ne esce vittoriosa? Perché vince la serietà e la coerenza politica di una donna che in questi mesi si è spesa per un progetto chiaro e autentico. Esattamente come ha dimostrato di essere lei. Si sa che un partito non è fatto di una sola persona, noi di Possibile lo sappiamo bene, ma una sola persona può rappresentare e narrare, con competenza e preparazione, i sogni di tanti. Tanti sognatori che hanno visto svanire i propri sogni dal modo di fare di alcuni e magari anche dalle persone che amavano di più. Erano disposti a seguirle nelle lunghe battaglie politiche che indubbiamente ci saranno, considerando l’onda crescente della dx populista. Bensì si sono trovate, ad insaputa di molti dei presenti dell’assemblea del 16 u.s., davanti a una disputa tra correnti. Logiche antiche, passate, alle quali pensavamo di aver messo una pietra tombale fondando Possibile. Impensabile. Irragionevole. Il proposito di tanti, è stato sempre e solamente uno, l’Europa che vogliamo! Non è un obiettivo personale, è un progetto politico di una comunità. Una Europa solidale, unita, accogliente, inclusiva.
Il terzo spazio esiste. Elly lo ha visto bene, lo conosce. Ha camminato all’interno di esso. Ha lavorato per e con. La comunità di Possibile dovrebbe fare una riflessione profonda, sincera, autentica, leale, sul perché Elly, abbia fatto un passo indietro in questa competizione elettorale. Lascia il suo posto in Europa. Lascia il suo ruolo in campo internazionale, dove ha rappresentato Possibile, come meglio non si poteva. Possibile si allea con chi del veto ne ha fatto una propria ragione da anni. Sempre lo stesso veto. Ora ci apprestiamo a questa campagna elettorale dove dovremo dare il massimo per non affondare. Ma dopo il 26 Maggio dovremo fare una grande riflessione tutti insieme su quello che è accaduto.
Per questo Elly anche se non partecipa alla sfida né esce comunque vittoriosa. Perché vince la politica fatta bene, per e con le persone, quelle a cui ha dato ascolto, quelle con cui ha lavorato, quelle con cui lavorerà per la costruzione di questo spazio, che non ha bisogno di “prime donne” ma di obiettivi da raggiungere insieme.
Insieme è una bellissima parola perché contiene molteplicità no singolarità. Insieme uguale Noi.


#195

Sono d’accordo. Dovremo fare una profonda riflessione dopo le Europee, una riflessione che coinvolga tutti e tutte. A mio parere, dopo che l’appello unitario della segretaria non aveva sortito gli effetti sperati, mi riferisco a #oratoccaanoi, era necessario spiegare agli/alle iscritti/e che cosa era successo per permettere loro di votare a ragion veduta. Personalmente non ho per niente apprezzato l’intervista di Monica Frassoni e adesso rimango con tanti dubbi, che sicuramente non mi aiutano a dare tutto il sostegno di cui questa lista avrebbe bisogno. D’altro canto, Elly lo dice chiaramente nella sua intervista al Manifesto, non sembra sia stata la sinistra a porre veti. È la prima volta che partecipo a votazioni on line, ma se questa dev’essere la democrazia diretta, allora ne faccio volentieri a meno. Inoltre, senza farne una questione di identità, mi sembra che la visibilità di Possibile nella lista dei verdi sia praticamente quasi a zero e questo secondo me è un segno della difficoltà che il nostro partito sta attraversando. Quindi sì, cerchiamo di portare a casa qualcosa, ma è davvero assurdo aver perso una come Elly e, senza voler fare processi a nessuno, spero che ci sarà tempo e modo di andare a fondo delle questioni. Scusate l’intervento forse poco lucido, ma voglio solo condividere uno stato emotivo che sto attraversando da settimane e che credo sia condiviso da molti e molte.


#196

La rinuncia di Elly è un grosso buco nello scafo di Possibile. Se rischiamo di affondare è perché non si è saputo superare delle divisioni incomprensibili, lasciando andare l’unica e miglior risorsa che avevamo. Devo apprezzare la sua coerenza, ma avrei preferito egoisticamente che soprassedesse alle stupidaggini altrui e continuasse la sua azione, se non con Possibile almeno col PD. Perderla non solo noi, ma stesso il parlamento è grave.


#197

Interessante proiezione di seggi nel prossimo Parlamento Europeo. Ai Verdi potrebbero andare 49 seggi, con una possibile maggioranza che li include.


#198

La visibilità del partito è bassa con il suo fondatore in due circoscrizioni, la sua segretaria candidata e Annalisa Corrado capolista?


#199

Thomas, domanda scevra di intento polemico, davvero: io nelle liste riconosco i tre da te citati, Benedetta Rinaldi nel Nord Ovest e nessun altro, ma è colpa mia che sono iscritto da poco. Quanti altri candidati abbiamo ottenuto?


#200

Beh comunque quando si cita il veto dei Verdi bisogna ricordarsi che la scelta è stata data a noi, e noi li abbiamo scelti, non altri. Forse potevamo avere l’opzione di non allearci con nessuno e saltare queste elezioni, scelta che comunque avrebbe avuto aspetti negativi.
Almeno in questa campagna i candidati diranno tutti la stessa cosa e non c’è il rischio e l’imbarazzo di sentire qualcuno che vuole non rivedere ma abbattere i trattati fondamentali dell’unione europea.
L’importante è non pregiudicare (e resta obiettivo di Possibile) la partecipazione a un percorso più lungo per concordare al massimo il contenuto della proposta politica che sia chiara e netta, a cui partecipare dopo le Europee. Percorso per cui la stessa Elly Schlein ha detto di voler continuare a lavorare. Sono certo all’interno di Possibile, mi meraviglierei del contrario.


#201

Non lo so, anch’io sono da poco in Possibile, però finora, intendo prima della presentazione delle liste, mi sembra che a livello comunicativo il tutto sia stato gestito dai Verdi, con Possibile un po’ nell’ombra. Mi riferisco ai siti dei due partiti e anche al simbolo scelto per le elezioni. Sulle liste dei candidati, a parte le capoliste presentate stamani e la candidatura di Brignone e Civati, non so altro. E francamente se così fosse non mi sembra molto. Per quanto riguarda il fatto che la scelta l’abbiamo fatta noi, ho già espresso quello che penso. E sottolineo che queste osservazioni le faccio senza intento polemico, manifesto un mio disagio in tutta questa situazione che credo non sia solo mio.


#202

Sulla questione comunicazione, segnalo che una nostra delegazione era presente all’evento continentale degli European Greens con Keller, Eickhout, ecc. questo weekend. Ne ha scritto Francesca Druetti (candidata nordovest) sul sito di Possibile. https://www.possibile.com/the-green-wave/

In generale, consiglio di usare nuovi topic per parlare specificamente di campagna elettorale, dato che questa conversazione qui è andata un po’ fuori dai binari iniziali ed è difficile seguire i vari discorsi.


#203

Purtroppo risalta quanto poco abbiamo avuto da questa alleanza con i Verdi, che pure io ritengo valida in sé nonostante abbia chance limitate alle elezioni. Almeno il simbolo doveva riportare la menzione di Possibile, però. Ho già scritto che Verde Possibile Europa era anche un motto migliore, e non solo per la menzione di Possibile. Per il resto, a parte Civati, e seppur con tutta la deferenza dovuta ai candidati che saranno persone impegnate, non vedo un altro nome che possa attirare voti al di fuori della cerchia già esistente. In effetti è come se già ci si accontenta dei pochi voti avuti in passato. Ci vorrà una grande campagna di comunicazione per salire questa china; forse si può fare, ma certo sarà dura. In ogni caso temo per il futuro di Possibile in caso di insuccesso. Spero di sbagliarmi, perché energie vive nel partito ne vedo.


#204

Francesco ci sono diversi candidati in ogni circoscrizione. Ti dico alcuni che conosco direttamente Filomena Pollinzi al Sud , Chiara Bertogalli al nord est, Francesca Druetti al Nord Ovest, Umberto Zimarri al centro ma immagino tanti altri visto che c’è stato un pieno coinvolgimento nelle liste