Elezioni europee - la scelta di Possibile


#205

Fatico a comprendere la piega che ha preso questa discussione a proposito delle liste. Non solo ci sono candidature di Possibile in tutte le circoscrizioni, e terzine molto competitive dove storicamente siamo più presenti, abbiamo più personalità e siamo più forti, ma vi ricordo che ci sono le preferenze: ovvero, non conta quanti candidati e nemmeno in che posizione, ma il risultato di lista - ovvero il raggiungimento dello sbarramento - e quello dei singoli. E questo vale anche a proposito della visibilità: a parte il fatto che i simboli dei singoli partiti aderenti non ci sono nemmeno nella lista La Sinistra, per citare un esempio vicino, ma si è fatta la scelta di optare per la proposta politica più chiara in assoluto, con lo scopo di presentarsi al meglio agli elettori e ottenere il miglior risultato, e io trovo che questa scelta sia la più lungimirante.


#206

Posso capire ciò che intendi, paolo.cosseddu.42185, ma qui il rischio è se anche dovessimo arrivare al 4%, per come ci presentiamo credo potrebbe andare tutto a vantaggio solo dei Verdi, in sé una cosa non negativa tranne per Possibile che rischierebbe di essere inglobato in maniera fissa in quel gruppo. Si potrebbe pensare che essendo molto simili i programmi che ciò ha poca importanza politica. In fin dei conti si porterebbero avanti mozioni simili, ma allora di Possibile che ne facciamo? Poi che presentiamo liste laddove siamo già presenti in forza è un bene, ma ci serve il 4%, cioè, molti elettori in più, certo non solo quelli che già ci voterebbero. Sembrerà forse mercenario, ma avrei preferito qualche nome più riconoscibile almeno a livello regionale se non nazionale per attirare l’attenzione di nuovi votanti. Comunque ormai così andrà, e dunque la questione è accademica, lo capisco, ma mi pare che il tutto rientri in ciò che considero l’approssimazione con cui si è approntata la preparazione alle elezioni. Detto ciò a futura memoria. Per ora gambe in spalla e pedaliamo.


#207

Mi dispiaccio per le tue parole, i nostri candidati hanno profili estremamente competitivi. Per il resto abbiamo fatto una lista non un processo di scioglimento. Possibile è un partito autonomo e tale resterà, così come non si è fatto inglobare in LeU e in altre operazioni (peraltro tutte fallite), vale per ieri per oggi e per domani.


#208

Quantomeno finché non avrà senso farlo direi


#209

Paolo, mi dispiace passare per l’eterno polemico, e ancora di più dire cose che appaiano spiacevoli. Il mio intento però è solo di cercare di sfruttare al meglio le potenzialità di Possibile. Certamente condivido il proposito che Possibile rimanga indipendente, figuriamoci! Infatti, l’alleanza coi Verdi la considero programmatica per queste elezioni. Proprio per questo mi pongo il problema di come mantenere indipendenza e visibilità durante e dopo le elezioni. Infatti, l’esperienza fallimentare di LeU è d’insegnamento. Per tornare a ciò che sostengo io, perché non abbiamo candidato Civati capolista in tutte le circoscrizioni? Perché dovevano essere per forza donne, idea che mi trova d’accordo, sia perché le ritengo perfettamente capaci, sia come simbolo di cambiamento; comunque sono delle attiviste che però solo i già seguaci conoscono. I nuovi elettori che ci servono le apprezzeranno? Almeno Civati era un nome riconoscibile, come persona, come impegno, come ideali, come bandiera del programma di Possibile. Questo ovviamente perché abbiamo perso Elly, una vera iattura questa. Adesso dobbiamo contare su una campagna, sia per strada, sia on-line (soprattutto!) per farci conoscere, e sopravvivere. Per conto mio, mi concentrerei tra gli universitari, in genere più aperti alle nostre istanze, ma è solo una mia idea.


#210

Caro Thomas, Civati è in lista in due circoscrizioni, ma secondo me dovevano essere tutte e cinque. Poi, se non si è capolista, la visibilità è minore, inutile negarlo. Secondo te, perché Salvini si è messo capolista in tutte le circoscrizioni? Se avessimo avuto Elly in tre circoscrizioni e Civati nelle altre due, allora sarei stato più ottimista. Questo fatto del “politically correct”, con Civati incluso in semplice ordine alfabetico, è francamente masochistico dal mio punto di vista, essendo lui l’unico nome spendibile che sia associato a livello nazionale alle proposte di Possibile. Beatrice Brignone può attirare altrettanta attenzione? L’altro sera, parlando delle liste al TG, ho sentito di Salvini, Zingaretti e Ferrero, ma di noi (neanche i Verdi…) niente. Fatti una domanda e poi due conti. Qui abbiamo una dura campagna davanti per portare avanti Possibile, e mi pare che abbiamo evitato di usare le poche armi che potevamo avere, a cominciare da Elly. Comunque, al bando le ciance. Per come la vedo io, il nostro elettorato di preferenza dovrebbero essere in genere i giovani, soprattutto gli universitari, e lì dovremmo concentrare i nostri sforzi. Sperare in una diffusione del nostro messaggio fra tutti i gruppi di elettori, con i mezzi, i tempi a disposizione mi pare illusorio.


#211

Non so quante volte l’ho già scritto ma se serve lo ripeto volentieri: ci sono le preferenze, l’ordine di lista non significa nulla. Andiamo avanti.


#212

Non abbiamo rinunciato ad usare Elly ed anzi io l’avrei volentieri candidata. Lei ha scelto di non candidarsi ed io rispetto questa scelta


#213

Dirlo più volte purtroppo non lo rende vero. Fosse così, Salvini non si metteva capolista in tutte le circoscrizioni. È certo vero che si dà la preferenza a chi si vuole, e chi conosce già il partito potrà scegliere, ma i nuovi che dobbiamo attirare? Conoscono la Brignone rispetto a Civati, tanto per dire? Per essere ottimisti, bisogna contare sul programma, che abbia da solo una risonanza sufficiente per attirare nuovi elettori, a prescindere da chi è in lista, perché per arrivare al 4% ce ne vogliono parecchi, e io non credo proprio che basteranno i nomi semsconosciuti dei nostri candidati. Avessimo avuto almeno Elly poteva aiutare molto, ma non sfruttare bene almeno l’unico nostro nome veramente nazionale, cioé, il nome e la storia di Civati, mi pare un errore. Più di così la zappa sui piedi, e questo dopo il tiritera sull’alleanza. Dico tutto questo perché non mi sta bene vedere sciupato così quanto fatto per creare Possibile e portarlo fin qui. Ma ormai mi sento come uno quei profeti del Vecchio Testamento che fustigavano a parole il popolo ebreo, una specie di pazzo nel deserto ignorato da tutti. Speriamo solo che io abbia davvero torto marcio. Me lo auguro anch’io.


#214

Quello che a te sfugge è che ogni persona ha diritto di fare le proprie scelte. Se Elly Schlein non vuole candidarsi non è che la puoi mettere in lista per forza, se Civati non vuole fare il capolista non lo puoi obbligare. Sono scelte loro, discutibili quanto vuoi ma legittime. E tant’è.


#215

Veramente questo non mi era affatto sfuggito. Figurati se contesto il diritto di Elly Schlein di decidere della propria vita, ci mancherebbe! Lei, infatti, è l’unica che esce bene da questa situazione. La mia critica, che pare non riesca ad esprimere chiaramente, è che si doveva fare di tutto affinché Elly potesse e volesse ricandidarsi; che poi non era possibile per scelta di Elly è altra questione, ma ho la netta sensazione che ci si è illusi di seguire altre strade, già dimostrate fallimentari in passato, anziché tentare di costruire un progetto su Elly. Pare che la lezione fallimentare di LeU qualcuno non l’abbia capita. Poi le liste. In una gara politica in cui è in gioco la sopravvivenza di Possibile (per non dire della composizione del prossimo Parlamento Europeo…), elezioni ormai più mediatiche che mai, in cui i tipi come Salvini e la Meloni giocano sporco per attirarsi i voti degli indecisi, noi non siamo capaci di utilizzare al meglio la nostra arma più rappresentativa, la bandiera di Possibile, cioé, Pippo Civati. Due circoscrizioni su cinque e in ordine alfabetico! Mi dite che lui ha voluto così, ma se non ci crede neanche il fondatore di Possibile, quali reali speranze abbiamo? Elly si è ritirata, un suo diritto, ma non credo si dovesse accettare una scelta simile anche di Civati. Lo si doveva convincere oppure ci doveva aiutare a trovare una personalità sostitutiva di pari valore e principi, certo cosa non facile, ma altrettanto necessario per non dico sfondare, ma almeno farci conoscere. Io seguo le tematiche di Civati e poi Possibile da almeno quattro anni, dunque credo di sapermi muovere nel voto, ma per chi non ci conosce, cioé, il 99,9% degli italiani, su che basi si avvicineranno a noi? Leggeranno il programma? Oppure come fanno moltissimi, si affideranno ad una personalità politica che sia conosciuta, ripeto, conosciuta, per ciò che rappresenta e ha rappresentato? Con tutta la stima per le qualità personali dei nostri candidati (che per inciso, neanche io conosco bene), al di fuori del nostro cerchio politico piuttosto ristretto, tra di loro c’è chi può fare questo? Apprezzo molto l’idealismo e l’attivismo di tanti cui leggo in queste note, ma temo che troppo spesso ci parliamo sempre solo tra di noi, con diatribe pazzesche ed inutili (vedi le giuste note di flavio.cosenza), anziché pensare come portare alla luce i progetti di Possibile. Dobbiamo accontentarci della situazione che si è venuta a creare? Evidentemente sì, ma non mi dire che mi deve piacere. Francamente, finora mi sembra che ci si è comportati come la principessa sul pisello, in attesa che la massa si accorga della purezza delle nostre ragioni. Perfino una str–za come la Meloni riesce a farsi ascoltare più di noi. Nel mio piccolo, per cercare di essere fattivo e non solo polemico, ho fatto la proposta di indirizzarci soprattutto sugli universitari come potenziale elettorato nuovo, e vorrei che Civati, per quanto sia disponibile, si dedicasse soprattutto a ciò. Se altri hanno idee migliori, ben vengano, non mi ritengo certo il possessore del Verbo. Per il resto, chiudo qui ed evito di proseguire in queste mie inutili filippiche, visto che mettere in discussione le scelte fatte pare essere visto solo come disturbo e di cui dunque mi scuso con chi non le ha gradite. Del resto, ormai o la va o la spacca.


#216

Stai raccontando la storia esattamente al contrario. “Ci si è illusi di seguire altre strade” perché questa è stata la strategia voluta da Elly, che infatti l’ha rivendicata fino all’ultimo, anche nel messaggio in cui alla fine ha comunicato che non si sarebbe candidata. Possibile avrebbe puntato a una cosa diversa fin dal giugno scorso, come spiegò Brignone all’evento allo Scout center. Non volendo andare contro la sua rappresentante più nota, il partito si è adeguato. Ti invito a risentirti i due interventi fatti in quell’evento per verificare che quanto dico è vero.


#217

Non dubito affatto di quello che scrivi. Si vede che sono sempre poco chiaro. Avendo seguito Elly, come dici tu, e vedendo che il suo progetto non partiva, le avrei chiesto subito se era disposta a capeggiare la nostra azione, alle sue condizioni, quali che fossero. Si doveva constatare subito, però, le reali chance, le sue intenzioni, e se c’era bisogno di cambiare tattica/alleanza ecc, andava fatto con molto anticipo, e non con un voto strangolato all’ultimo momento. Rimanendo poi con il solo Civati come portabandiera conosciuto, invece, ritengo che anche Pippo abbia sbagliato se è vero che lui si è defilato. Mancando la Schlein mi sarei aspettato più da lui di quello che io considero il minimo sindacale. Tieni conto che avrei sperato che Possibile potesse presentarsi da solo, un progetto difficile che avrebbe richiesto un avvio con grande anticipo; noi invece abbiamo semplicemente aspettato gli altri, inutilmente. Alla fine siamo entrati comunque in un’alleanza. Io ho votato per i Verdi, in base al loro programma, soprattutto europeo, l’unica scelta ragionevole secondo me, ma non sono affatto sicuro che ce ne viene qualcosa di utile, anche se dovessimo entrare in parlamento, perché dell’immagine di Possibile si vede ben poco. Senza la Schlein, con poco Civati, e visibilità ridotta quasi a zero. Ecco, la mia polemica è tutta qui, per quanto ormai inutile.


#218

Quello che tu suggerisci è stato chiesto per dieci mesi di fila, non all’ultimo momento.


#219

Scusa, chiedere per dieci mesi senza avere risposta o riscontro non ti sembrano troppi? Visti i precedenti, avrei pensato che a qualcuno venisse in mente che una decisione andasse presa ben prima. O forse sono io che ho aspettative estreme oppure una visione distorta di come dovrebbero andare le cose.


#220

Diciamo che si è voluta tenere in considerazione la posizione della esponente di punta del partito.


#221

Capisco bene ciò che vuoi dire. Il mio timore è solo che l’indecisione che ha attanagliato tutto il movimento non ci danneggi troppo. Abbiamo poco tempo e ancora meno soldi. Bisognerà indirizzare entrambi nel migliore dei modi. Io proporrei di indirizzarci su gruppi di elettori a noi più affini, anziché spendere tutte le energie spalmandole indistintamente a livello nazionale, ma queste sono cose cui si devono dedicare coloro che sono più competenti di me in materia.


#222

col senno di poi, due mesi dopo, nella sconfitta, sento di dire che avete fatto un ottimo lavoro. Senza Possibile, senza i Verdi Grune Verc del Sudtirolo, senza figure indipendenti come Finiguerra, la lista facente riferimento ai verdi europei avrebbe avuto risultati risibili. Avete dato tantissimo, e ridestato speranze (anche se, poco motivatamente, i tg continuano a concedere rarissime interviste solo a Bonelli o al più alla Grandi, invece che che a Lantschner, Zamboni, Corrado, Foppa, Planer, Brignone ecc.).


#223

invito, ex post, a considerare, che, esattamente come le altre tre liste ALDE, S&D e GUE, E.V. è stata coalizione tra più di 2 partiti. E che il partito i cui candidata e soprattutto candidato sono andati meglio in assoluto all’interno della lista è stato il partito Verdi Grune Verc del Sudtirolo, di tutt’altra pasta rispetto alla vecchia Federazione dei Verdi. Le preesistono. Sono stati un tutt’uno con essa per molti anni. Da almeno il 2013 (forse prima) essi stessi rivendicano scelte totalmente autonome (ad es. SEL e LeU). Oggi sfiorano il 9%, sono membri diretti del partito verde europeo (non mediati dalla vecchia Federazione). Il loro candidato Lantschner è stato il più votato in assoluto, e ha preso circa il triplo dei voti di Bonelli. Ripartirei dalla costruzione di un saldissimo ponte coi VGV del Sudtirolo e col partito verde europeo.


#224

Giustissimo, giustissimo, giustissimo!!!