Elezioni europee - la scelta di Possibile


#82

iL 29 MARZO , cioè dopodomani scadono i termini per presentare le liste.Purtroppo anche questo sito funziona solo in parte, perchè chiedendo la password (dimenticata e lavorando su altro pc) nessuno ha risposto. +Europa e Itaia in Comune hanno deciso, diem 25, possibie , SI, Rifondazione, verdi e altri cosa aspettano ? Quali sono le differenze tali da non essere conciliabili? Questi sinistri nonli capisco.


#83

Poichè la politica è l’arte del possibile , da semplice iscritto vorrei poter votare il simbolo del mio partito e quindi fornire un mezzo per tentare la riconferma di Elly che ha lavorato bene per la realizzazione dei nostri fini (il nostro Manifesto) in Europa.
Con l’abbandono di italia in Comune, i Verdi hanno lanciato un appello sostanzialmente sovrapponibile a quello della nostra segretaria che nonostante la novità dell’enfasi femminista non ha avuto l’impatto mediatico necessario per l’urgenza della raccolta delle firme per le europee e, visto che per i veti incrociati altrui è ormai acclarata l’irrealizzabilità di una lista comune di sinistra, ecologista ed europeista , una lista coi Verdi ( iI primo co-presidente del Gruppo dei Verdi Europei fu Alexander Langer) sarebbe una scelta accettabile ma in Italia il superamento della barriera del 4% sarebbe impresa pressochè impossibile.
Forse maggior possibilità di successo si potrebbe avere partecipando alla lista GUE , ma qui vi sono partiti con alcune posizioni massimaliste ed euroscettiche ( RC, Farina di SI ) che lasciano perplessi.
Trattandosi comunque di sfide difficilissime , forse, allearsi con i verdi ed ottenere una certa visibilità come la forza sociale ed egualitaria della lista potrebbe essere la soluzione dati i tempi sempre più stretti della scadenza elettorale.
Spero comunque a breve di conoscere la linea dalla dirigenza.


#84

Vedo che Diem 25 pone ai voti tra i suoi iscritti 2 soluzioni :
OPZIONE 1: Competere nelle elezioni per il Parlamento Europeo in Italia in coalizione con Rifondazione, Sinistra Italiana e Altra Europa.;
OPZIONE 2: rimanere fuori dalle elezioni del Parlamento europeo in Italia e, invece, continuare a costruire il Movimento, partecipare alle elezioni regionali e locali e prepararsi per il futuro.
E noi di Possibile aspettiamo ? personalmente tra DIEM25 e Possibile non vedo particolari differenze, al massimo delle sfumature.


#85

ROMA - Un altro pezzo di sinistra italiana è pronta discutere con i Verdi di una lista comune alle prossime elezioni Europee, dopo il primo segnale didisponibilità arrivato da Sinistra europea. “Adesso il tempo degli appelli e degli scambi epistolari è finito. Incontriamoci e diamo una prospettiva a milioni di elettori che non si rassegnano a un’Europa xenofoba e razzista, ma che non vogliono consegnarsi a indistinti fronti anti-sovranisti che difendono l’Europa così com’è”, rispondono agli ambientalisti italiani i parlamentari di Leu Francesco Laforgia e Luca Pastorino dell’Associazione #PERIMOLTI, gli autoconvocati di Liberi e uguali. Sottoscrivono anche per DIEM25, l’emanazione italiana del Movimento di Janis Varoukafis, Lorenzo Marsili, Andrea Serra e Patrizia Pozzo.

"Abbiamo letto con interesse l’appello dei Verdi e la risposta delle forze che fanno riferimento alla Sinistra Europea. Pensiamo che le ragioni per fare una lista ecologista, femminista, che metta al centro il tema dell’uguaglianza e della transizione ecologica, siano molte di più di incomprensibili elementi di divisione", si scrive. E si ricorda che “d’altro canto, come Primavera Europea sono mesi che sosteniamo la necessità di una lista con queste caratteristiche e che ragioni di un Green New Deal per l’Italia e per l’Europa”.


#86

Alla buon’ora! Vediamo di chiudere e ritrovarci tutti insieme, con anche Possibile nel gruppo. Da elettore ne sarei felice.
Da iscritto, però, mi porrei delle domande sul perché arriviamo buoni ultimi (e quindi contando niente o quasi) ad unirci ad un progetto che per larga parte ricalca quanto noi proponevano da quasi un anno e a noi alla fine è toccato il ruolo di ultima ruota del carro invece che quello di aggregatore principale (che ci ponevamo e onestamente ci sarebbe anche spettato)…


#87

Ci viene chiesto di votare sulla partecipazione di Possibile o alla lista dei verdi o alla lista di sinistra europea. Sono francamente un pò confuso. So che siamo agli sgoccioli col tempo ma mi piacerebbe sapere almeno per sommi capi se a livello programatico siamo più in sintonia con l’una o l’altra proposta (forse ormai non conta ma rimango curioso).
Se Elly ha espresso un orientamento oppure ha deciso di non presentarsi.
Nel caso abbia deciso di presentarsi se sarà capolista almeno in una delle 5 circoscrizioni (e questo converrebbe ad entrambe le liste).
Se c’è un’ipotesi qi più candidature e nel caso quante e dove.
Oppure se di questa questione “teorica” non si è nemmeno parlato oppure se abbiamo una risposta da entrembe le liste, da una sola e quale.
Se dobbamo decidere alla cieca con l’unica discriminante della composizione delle forze personalmente preferirei la lista dei verdi perchè a livello europeo sarà probabilmente più efficace.
In generale sono deluso anche se non sorpreso da tutta la vicenda e temo molto che nessuna lista eleggerà rappresentanti. Much ado for nothing.


#88

Leggo e condivido i commenti di maurizio salvetti e francesco graziani, riguardo a ciò che è successo finora e le conseguenze. Adesso però arriva finalmente l’annuncio della consultazione della base di Possibile a proposito di alleanze. Da quello che ho letto nel tempo qui, io personalmente propenderei per i Verdi, un partito con una base relativamente solida e vicino a Possibile come programma, anziché quella che mi pare un’aggregazione di litiganti che comprende Rifondazione, Europa con Tsipras, Sinistra Italiana, Convergenza Socialista, Partito del Sud, Transform Italia, uniti più per esaurimento delle forze che per vero accordo, i quali hanno spaccato il capello per settimane e temo che lo possano fare anche in seguito, a dispetto della loro supposta alleanza.
Questa è la mia opinione, ma vorrei davvero sentire le opinioni di tanti altri per meglio capire cosa sia opportuno fare. Vi chiedo di rispondere in massa, così che non solo io, ma spero tanti altri possano farsi un’idea di quale sia la scelta migliore, tenendo conto che per me o la va o la spacca, perché se non riusciamo ad entrare in qualche modo in Parlamento non ho grandi speranze per il futuro di Possibile.


#89

Purtroppo sono entrambe opzioni che risulteranno esiziali. Io voterò per i Verdi perché noi siamo praticamente aderenti al programma dei Verdi Europei, nonostante la pochezza politica dei Verdi Italiani.

Nonostante la promozione di alcuni punti della lista della sinistra europea sia da premiare è evidente che nel post elezioni ci troveremmo a dover discutere amaramente, dal momento che non sembrano esistere le condizioni di un dialogo sereno. Speriamo di poter costituire un intergruppo al di dentro del parlamento europeo, in futuro.


#90

È una situazione non ideale, come ormai ci si è detti in tutte le salse nelle ultime settimane

Entrambe le possibilità hanno aspetti positivi e negativi. Tecnicamente, il mondo della sinistra è quello con cui più spesso ci capita di lavorare sui territori (se non altro perché i Verdi sono quasi inesistenti a parte qualche eccezione).

Con Forenza si sono condivise tante battaglie negli anni all’Europarlamento (dalla lotta all’elusione fiscale alla gestione delle richieste d’asilo, dal femminismo radicale all’antifascismo, ecc.)

Qualche giorno fa ho ascoltato Frassoni qui a Pisa e, sebbene ritenga verdi europei come Ska Keller e Bas Eickhout delle figure più che affidabili, purtroppo faccio fatica a dire lo stesso delle controparti in Italia. Chiaramente, potremmo quindi essere noi l’elemento caratterizzante della lista, ma non so se ne abbiamo le forze su tutto il territorio e nelle varie circoscrizioni.

Non avrò grossi problemi a sostenere una lista o l’altra una volta uscite le liste ufficiali, tanto nella mia intera “carriera elettorale” non ho mai raggiunto il 4%, ma penso che voterò per la sinistra europea.


#91

Non sono mai stata una militante di sinistra sinistra. A dire il vero la prima militanza della mia vita e’ stata con Possibile. Ho sostenuto tutti gli sforzi fatti per riunire questa sinistra partendo dalle scorse politiche e continuando anche sui territori dove in alcuni, i risultati di coesione sono stati e sono attualmente positivi. Ho continuato a guardare positivamente al progetto di una sinistra ampia, unitaria, europea in cui si e’ spesa caparbiamente Elly Schlein. Un progetto che non e’ andato in porto nella sua interezza. Saper discernere ora compiutamente quali sono le differenze discriminanti tra una scelta e l’altra non e’ possibile. Ma siamo stati chiamati ad una scelta e non ci tireremo indietro, utilizzando gli elementi di scelta a nostra disposizione. Io personalmente votero’ per la lista con la Federazione dei Verdi. Se le unioni di sinistra non si sono mostrate semplici e sostenibili prima, non sono molto fiduciosa lo possano essere dopo. Quindi preferisco l’incognita dell’altra soluzione con la speranza che apra a delle scelte piu’ condivise, paritarie e ad una campagnia elettorale piu’ libera anche se mirata a pochi specifici punti.
Ma come ho sostenuto precedentemente, se anche l’esito della votazione dovesse essere contrario, non mi tirero’ indietro nel continuare a sostenere la scelta di Possibile. I conti si faranno alla fine della partita e sara’ allora, come sempre e’ giusto che sia, che se si vorra’ si tireranno le somme.
Ho un profondo rispetto e gratitudine per Elly Schlein e mi auguro che sia sempre caparbiamente della partita. La campagna elettorale di Possibile di qua o di la’ iniziera’ dopo domani e sara’ un’ altra storia rispetto al lavoro di ieri e se ci lascera’ liberi di esprimerci con la nostra voce e il nostro simbolo potrebbe essere il prologo delle campagne elettorali future.


#92

I Verdi europei godono di tutto il mio rispetto. Quelli italiani non sono di sinistra e hanno creato un sacco di problemi nella lista. Dunque, se devo scegliere, preferisco la sinistra, con tutte le enormi criticità. E poi quanto tirano su i Verdi? 0,3%?


#93

A leggere i commenti che arrivano su quale sia la migliore scelta come lista cui aggregarsi, anziché diventare più chiara mi pare che le mie idee si siano confuse ancora di più. Premesso che lo scopo è quello di entrare in Parlamento per poter almeno dare voce, anche se forse con poco peso politico, a delle istanze urgenti, la scelta deve basarsi su due fattori: che gli intenti di base siano condivisi e che ci sia almeno la speranza di raggiungere la soglia critica del 4%. Il problema temo sia che né con i Verdi italiani, né col raggruppamento di sinistra ci sia congiunzione al 100%, anzi. Vedo che dei Verdi italiani ci sia un’opinione critica, come anche il limite di poca attrattiva politica, mentre il gruppone di sinistra si configura come degli eterni litiganti che sono per ora solo in pausa nelle loro polemiche capricciose. Stante ciò mi rimane il rammarico che non sia sia mai considerata l’ipotesi di alleanza con +Europa, seppur con tutte i distinguo del caso; almeno forse avremmo avuto la certezza di fare rieleggere Elly, cosa che ormai temo diventi sempre più improbabile. Comunque, tornando al quesito della consultazione, aspetto ancora di sentire quante più voci possibile prima di decidere chi sostenere, pur di vedere il simbolo di Possibile sulla scheda, il che forse sarebbe già tanto.


#94

Mi pare che da +Europa siamo lontani anni luce per posizioni politiche. A quel punto sarebbe persino meglio confluire nel PD, che costituirebbe l’opzione migliore per far rieleggere Elly e dove potremmo magari cercare di tirare verso sinistra la giacchetta di Zingaretti.
Però se siamo qui è perché ci consideriamo altro sia rispetto a +Europa che al PD. Anche in termini opportunistici non darei per scontato che +Europa e Italia in Comune riescano a superare il quorum.


#96

A me e per quel che posso capire, visto che sono in Possibile da pochi mesi, è sembrato chiaro all’assemblea del 16 che ci fosse quantomeno freddezza fra Elly Schlein e la segreteria, e forse la stessa Elly in alcuni momenti ha avuto poco coraggio nel non volersi presentare come forza aggregante, anche se ha fatto un lavoro notevole sia in Italia, cercando di creare una lista unitaria, sia ovviamente in Europa. Il suo silenzio in queste settimane comunque mi sembra molto eloquente. È un momento molto difficile e il rischio di scomparire c’è ed è concreto. Detto questo ho votato per i verdi, perché mi sembra che questo schieramento potrebbe meglio sostenere la ricandidatura di Elly. A elezioni concluse tireremo le somme.


#98

A dispetto di quanto ho scritto prima, trovo interessante un articolo esplicativo firmato da Angelo Bonelli apparso nel sito dei Verdi italiani, a proposito di scelte ponderate, sui rapporti con Italia in Comune. Certo che Pizzarotti non fa una granché figura, e dunque capisco bene chi vede di malocchio l’aggregarsi più per convenienza che per convinzione, ad esempio con +Europa. Certo che la linea della Brignone non è che abbia chiarito molto, soprattutto mettendo in difficoltà la Elly. Comunque ecco l’articolo dei Verdi. Da vedere se e cosa dice il gruppone di sinistra, a proposito di programmi ed unità.


#99

Volevo scrivere un’altra cosa. La mia (poca) esperienza politica e di militanza l’ho fatta con le femministe e con l’Udi. Per me è chiaro che ogni questione ecologista, di democrazia e cittadinanza, di inclusività come riconoscimento dell’altro, di nonviolenza e pace passa dalla fine del patriarcato. Per questo ho aderito all’appello di Beatrice Brignone, forse lanciato fuori tempo massimo, ingenuo, velleitario non so… ma davvero non è possibile dire che le donne devono ancora attendere nell’angolo. E le femministe oggi non creano steccati o piccoli giardini, aprono a tutte e tutti per un mondo liberato dal dominio del maschio, simbolico e reale, che imprigiona anche gli uomini con la sua politica fatta di guerra, sopraffazione e sfruttamento. Gli uomini numerosi che ieri hanno manifestato con noi a Verona e che gridavano gli slogan delle donne, l’hanno capito. Il femminismo è un movimento nonviolento che auspica la liberazione di tutte e tutti, senza distinzione di generi e generazioni. Il femminismo è indispensabile alla politica, non si può farne a meno.


#100

Quale che sia la scelta vincente in questa consultazione della base, temo che sarà comunque difficile raggiungere il fatidico 4%. Io comunque preferisco che il simbolo di Possibile sia la metà alla pari della lista, con appunto un alleato unico, anziché uno fra tanti con i quali ci siano divergenze diffuse, non solo in partenza na forse ancora di più dopo. Cerchiamo almeno visibilità, e poi la speranza è l’ultima a morire.


#101

Non si discute il movimento femminista in sé, ma il fatto di voler essere tema predominante. Io sono convinto che l’Italia starebbe meglio con un governo di donne, anche se non tutte le donne si comportano allo stesso modo: vedi le fan di Berlusconi (Presidente del Senato…) e Salvini. Un maggior ruolo per le donne, una cosa sacrosanta, non vuol dire però un programma basato in primis sul femminismo. In questo la proposta, tardiva e velleitaria, di Benedetta Brignone era fuori luogo.


#102

Da simpatizzante senza diritto di voto dico la mia. Penso che, al punto al quale siamo arrivati, avrebbe avuto senso solo presentare dei candidati nella lista di Calenda/Zingaretti. Non che io creda troppo in un cambiamento in quell’area ma sarebbe stato il momento giusto di dare una chance a quell’apertura unitaria. Lì sarebbe stato facile far rieleggere Elly.
Entrambe le altre ipotesi (Verdi e Gue) non lasciano sperare e presagire nulla di buono. I verdi italiani sono davvero degli zerovirgola prepotenti solo per il fatto di avere già il simbolo, sono irrilevanti e affiancarsi a loro significa solo fare gli irrilevanti tra gli irrilevanti. La Gue è il classico casino ma presenta alcuni spiragli in più per due motivi:

  1. la speranza che i Verdi (dal basso della loro sostanziale irrilevanza) si ricredano davanti all’eventuale scelta di Possibile di non affiancarli e decidano di fare fronte verde-rosso compatto.
  2. anche senza i Verdi rimane pragmaticamente lo scenario più elettoralmente promettente (4% più accessibile).

Onestamente non mi è chiaro perché non votiate anche la terza opzione (lista Calenda), forse non c’è disponibilità dal lato loro, di certo a questo punto sarebbe stata l’ipotesi più sensata però.
Temo che se la strada presa sarà quella dei Verdi ciò significherà condannarsi a un’irrilevanza tale da scoraggiare persino i più temerari dall’astenersi dal voto utile (parliamo di un “alleato” da zerovirgola non di un 2% su cui investire). Senza ottimismo per la situazione paradossale in cui ci troviamo non posso che fare a tutti un in bocca al lupo.


#103

Alla fine ho scelto l’opzione Sinistra Europea, per molti dei motivi menzionati anche da altre persone.
Inoltre, mi sembra onestamente l’unica ad avere qualche possibilità concreta di fare una campagna elettorale decente, con radicamento sui territori (posso fare l’esempio di Pisa, dove vivo, in cui i Verdi francamente non esistono) e grossa attenzione alle grandi questioni del lavoro, dell’elusione ed evasione fiscale, della giustizia climatica E sociale, del femminismo.

Il mio sogno, ovviamente, resta la creazione di un eurogruppo ispirato alla Primavera Europea, ma questo dipenderà chiaramente dai risultati elettorali dei vari partiti in giro per il continente (incluso il nostro).