Elezioni europee - la scelta di Possibile


#104

Beatrice, non Benedetta… LOOOOL
Mi sembri il mio amico comunistone che vota i radicali perche’ “sono i veri comunisti di questo secolo”… LOOOOOOOOOOL seriamente LOOOOOL!!!


#105

--------- Beatrice ----------


#106

Se ci fosse stata l’opzione “saltare il giro” avrei scelto quella via. Alla fine, dovendo scegliere tra le due opzioni, ho optato per quello che mi sembrava il voto più vicino alla nostra linea programmatica. Andando al di là di quelli che potevano essere i calcoli elettorali, il consenso e le possibilità di una rielezione di Elly. Considerando anche il fatto che credo Elly, salvo ricompattamento di un fronte unitario, non si candiderà… trovo che i Verdi e in particolare i Verdi Europei, possano essere l’unica realtà cui Possibile possa associarsi per un percorso Europeo in questo momento. Mi sono fatto questa domanda: se Possibile non esistesse o decidesse di non partecipare alle europee, per chi avrei votato alle europee? E la risposta che mi sono dato è che non avrei votato per la GUE. Avrei probabilmente preferito riporre la mia fiducia sua Verdi Europei (evitando di pensare troppo a quelli che sono i Verdi Italiani.). Detto questo… mi auguro che succeda davvero qualcosa, in extremis, in merito al fronte comune. Me lo auguro per Elly e per tutti noi. In caso contrario, le uniche opzioni valide che vedo sono legarsi ai Verdi, oppure semplicemente saltare il giro e iniziare fin da ora a costruire per le prossime Europee. Le basi per un nuovo progetto le ha già messe Beatrice… potrebbe essere saggio saltare il giro, e lavorare per il futuro con un progetto inclusivo di cui essere i primi artefici. Buon voto a tutti.


#107

purtroppo i verdi in altri paesi europei non sempre sono di sinistra. Di solito non sono super di destra, ma per esempio nei Paesi Bassi li definirei piu’ di centro che di sinistra da un punto di vista economico. In Germania, a livello locale possono diventare abbastanza di destra (vedi Baden…). In altri paesi, come la repubblica ceca, sono un po’ piu’ di sinistra (parlo sempre dal punto di vista economico), pero’ non lo dicono perche’ e’ tabu da quelle parti LOL stesso per la Slovacchia e per la Slovenia. In Austria la situazione e’ un po’ complicata, un po’ come in Germania. Dove, tra parentesi, a livello nazionale sono piu’ allineati con SPD (una versione meno farlocca del PD), ma con qualche distinguo qua’ e la’.
Per quanto riguarda Scandinavia, Francia e Spagna, non so molto e qualcun’altro del nostro comitato (Europa) puo’ parlarne.
Da un punto di vista sociale, sono tutti abbastanza liberali, per cui sposano il nostro Manifesto abbastnza bene. Eccezione per la bulgaria, dove il partito dei verdi e’ un riflesso putiniano…


#108

Grazie Alessandra, il tuo commento lo trovo molto utile. In questo momento reperire informazioni non è esattamente una cosa semplice, quindi fa sinceramente piacere ricevere qualche indicazioni da persone più informate.


#109

Possono essere liberali sui diritti civili, ma per me la sinistra è l’unica lente con la quale osservare la transizione ecologica. Non esiste transizione ecologica nel neoliberismo


#110

Trovo che il problema della GUE sia invece la presenza di soggetti con posizioni anti-europeiste. Concordo con l’osservazione sulla transizione ecologica che è strettamente legata alle politiche economiche, ma credo sia altrettanto strettamente legata alle politiche in tema di Europa. Quello che è chiaro è che l’unica scelta corretta sarebbe stata rappresentata da una fusione delle due realtà che stiamo andando a votare in modo distinto. Dovendo scegliere tra chi sostiene l’Europa e chi potrebbe minacciarla, temo di dovermi schierare con l’opzione dei Verdi.


#111

Il manifesto dei Verdi e tutt’altro che disallineato rispetto ai nostri principi. Anche in tema economico.


#112

Non ci stiamo rendendo conto di dove questa segreteria ci ha portato. Ci stiamo dividendo sul fatto se siamo più ecologisti o più di sinistra. Noi siamo e siamo nati come Ecologisti progressisti europeisti femministi. Essere arrivati ad una lacerazione nei rapporti all’interno del Partito come è venuto fuori palesemente nell’assemblea del 16 u.s. è veramente da irresponsabili. Si rimane perplessi. Sembra la fine di Possibile.
E’ il frutto visibilmente, del fatto che all’appello “tutti insieme” nessuno ci sta veramente. Troppi veti incrociati. Trovo il tutto molto triste. Allora quale strada prendere? La Segretaria ha voluto tentare di lanciare una idea trasversale di gruppo femminista partendo dall’omicidio politico di una donna. Elly. Nonostante il parere contrario di tanti iscritti intervenuti nell’assemblea nazionale, con il risultato che ora ci troviamo inspiegabilmente a votare se siamo più verdi/bonelli o più sinistra/ferrero. Il traguardo del 4% sembra che non interessi nessuno. Si parla di visione futura e nel frattempo ci perdiamo un patrimonio inestimabile come Elly. Questa si chiama cecità altro che concezione ad ampio raggio della politica… Allora che fare? Il vero dibattito doveva essere questo. Come fare per salvaguardare un patrimonio come Elly. Oramai ci hanno portato sotto il vulcano in eruzione. Questa è una colpa. Speriamo che dalla analisi del voto considerando la bassissima partecipazione che si avrà, si apra un dibattito sul concorrere a queste elezioni o meno.


#113

Non puoi che trovarmi d’accordo. In quest’ottica la mia indecisione di voto verte appunto tra la scelta dei Verdi e l’astensione. E mi riserverò di deciderlo negli ultimi dieci minuti. Grazie a quanti hanno scritto, siete stati molto utili alla mia riflessione personale.


#114

L’altra scelta non e’ granche meglio, dal mio modestissimo punto di vista, visto la gentaglia che c’e. Ci si trova sovranismo di sinistra e lasciare l’EU… non saprei, noi siamo fortemente europeisti, a me di stare nello stesso gruppo di Melanchon, con le sue idee bizzarre… Pero’ uno del mio comitato dice che la voce -exit EU- e’ non necessariamente in maggioranza in quel particolare partito. Ora ce ne sono altri per l’europa che sono discutibili, tipo dielinke in germania (e va beh, se andiamo ad est e’ tragedia assoluta, con partiti anti-gay, anti-EU, anti-refugees, anti-qualsiasi cosa)


#115

si ho risposto piu o meno come te in un altr commento (eccetto per l’ultima frase :slight_smile: )


#116

non credo che siamo arrivati alla lacerazione. Credo che ci sentiamo ancora sia ecologisti che di sinistra. Semplicemente e’ che non siamo politicamente forti abbastanza da essere ascoltati. Sara’ per il prossimo round :slight_smile: (e iniziamo a pensarci ora)


#117

Per me l’intervento di Flavio Cosenza (vedete sopra) ha centrato molti punti fondamentali. Trovo corretto il dibattito su chi preferite tra Verdi e l’agglomerato di sinistra, ma il punto è che troppi, anche nella segreteria di Possibile, stiano giocando alla politica come se fosse un sodoku, un rebus, un gioco da salotto fin troppo personale insomma, senza considerare la realtà e oltretutto la necessità di arrivare ad avere almeno voce se non rappresentanza materiale in campo politico. Gli ideali sono belli come obiettivi ma viviamo nel mondo reale ed è con quello che bisogna fare i conti. Qualcuno parla di astenersi, saltare il giro, e con motivazioni anche comprensibili, ma senza forse capire che un altro giro molto probabilmente non ci sarà. Aver buttato via Elly è stata una cosa scellerata, e che pesa tutto sulla segreteria. Io comunque ho voluto votare, e considerando il concetto europeista quello fondamentale. Poi i conti finali poi si faranno a maggio, e vorrei sbagliarmi ma di questo passo temo proprio che siamo alla fine dell’esperienza di Possibile.


#118

Hai centrato perfettamente in il problema.


#119

Importa il nome, o quello che fa?


#120

Sono perplesso. Se i possibili alleati rifiutano di allearsi tra loro mi pare ingiusto attribuirne la responsabilità alla segretaria. Oggi come oggi l’unica lista che potrebbe dare buone garanzie di rielezione a Elly è quella del PD e mi pare che ripostando su Facebook il suo intervento in assemblea Elly stessa abbia ribadito di non ritenerla una strada accettabile. Si, probabilmente andava fatta una scelta prima, ma la sostanza sarebbe cambiata poco.


#121

Per una svista ho perso la votazione convinto fosse “possibile” votare sino al 2 di aprile. Errato. Poco male, visto che di quella votazione così tranchat non è che fossi entusiasta. Mi sento di rimproverare la segreteria per una assenza di coinvolgimento della “base” sulla discussione di come muoversi in vista delle elezioni Europee; non da ieri, ma da molti mesi prima. Poi improvvisamente la base viene chiamata a decidere con una votazione se stare con i Verdi o con SI: votazione a mio avviso inconcludente, visto che in nessuno dei due casi si verrà a superare la soglia del 4%. In compenso invece ci siamo giocati Elly (di cui non sappiamo più cosa farà, anche se dal suo intervento fatto all’assemblea di Roma e di quanto ancora pubblicato sulla sua pagina FB si può intuire che non sarà della partita, quantomeno in questa situazione). E mi rammarico perché si è persa un’occasione anche per Possibile per crescere e realmente cominciare a pesare: avevamo una persona che poteva essere il riferimento per tutta quell’area di “sinistra diffusa” che si è mobilitata spontaneamente in questi mesi al di fuori dei partiti ma che di fondo chiedeva e chiede tuttora una rappresentanza, che non è ad oggi il PD. Questa doveva essere la nostra forza: con queste persone, con le varie associazioni che si sono mobilitate e con cui spesso abbiamo lavorato assieme sul territorio dovevamo confrontarci da subito per aggregarle attorno ad alcune idee - poche ma valide - che trovavano in Elly la sintesi con la sua passione e la sua freschezza. Solo dopo, per ragioni puramente tecniche (questione delle firme), si sarebbe dovuto aprire il confronto con le segreterie dei vari partitini, ormai solo autoreferenziali. Così avendo alle spalle qualcosa di più che uno striminzito Possibile, avremmo potuto pesare in maniera diversa e più facilmente portare a una unità di intenti. Invece si è proceduto ancora sulle vecchie strade, quasi l’esperienza di Leu non ci avesse insegnato nulla. Quando mai si è discusso su questi temi all’interno della base? quando si è messo al centro del dibattito l’europa e sul come muoversi in vista delle lezioni europee?. Scarso dibattito e poi all’ultimo una richiesta di votazione, sostanzialmente sul nulla. E anche la votazione di fatto non ha risolto un bel nulla, vista la scarsa partecipazione e visto il risultato sostanzialmente equilibrato. A dimostrazione - a mio avviso - che su queste tematiche non si possa uscire con un semplice SI o NO, ma con un approfondimento molto più pregnante. OK queste sono le mie critiche derivanti, lo confesso, anche da una ulteriore delusione. E ora? Mi rendo conto di non avere molto da proporre nel breve periodo, se non pensare di attrezzarci sul medio, lungo periodo cominciando a interloquire da subito con le mille realtà sparse ma attive sul territorio e costruire con loro un inizio di “rappresentanza” in vista di non lontane prossime elezioni politiche. Recuperando a questa “mission” la cara Elly. Forse mi illudo ancora?


#122

Speriamo di no, che tu non ti illuda. Io essendo entrata da poco in Possibile alcune dinamiche interne al partito non le ho capite. Detto questo mi sembra da quello che leggo che la segreteria abbia fatto non pochi errori … avrebbe avuto senso puntare subito su Elly, ma non sono sicura che lei avrebbe voluto, così come mi sembra che non abbia intenzione di ricandidarsi ad ogni costo, magari rientrando nel PD, come comprensibilmente qualcuno auspica. Francamente, non è una bella situazione. Adesso voglio capire, dopo questo risultato, le prossime mosse, sia di Elly che della segreteria per decidere. Anche se rinnovare la mia adesione al partito.


#123

A dire il vero in un incontro qui a Milano Beatrice ci ha detto di aver insistito più volte con Elly perché si facesse avanti in prima persona e che è stata Elly a temporeggiare. Piuttosto Bea ha forse esagerato con le sue remore verso le organizzazioni di sinistra, ma posso capire che l’esperienza LeU bruci ancora.