Elezioni europee - la scelta di Possibile


#144

Non si capisce cosa tu intenda. Se gli iscritti si esprimono non ne vuoi tener conto perchè hanno deciso diversamente da quanto tu avresti voluto?


#145

Thomas ti conosco come persona intelligente non mettere in dubbio le mie convinzioni. Cosa centra il voto?? Chi è che non vuole tenere conto del voto? Il documento parla di tutt’altro e tu mi parli del voto?. e chi mette in discussione che 2+2 fa 4??? i Problemi proposti sono ben altri e molto più seri. Le modalità di come si è giunti al voto senza un vero dibattito di cosa fare visto che nell’appello di “tutti insieme” nessuno ha voluto esserci partendo dai verdi che hanno sparato veti vecchi di 20 anni su SI giusti o sbagliati che siano. Porsi il problema di come fare per raggiungere la soglia del 4% per tentare di salvare Elly, l’unico bene di Possibile riconoscibile su scala nazionale. Elly ha lanciato una accusa ben precisa in assemblea. C’è una spaccatura all’interno del partito che se non si arriva ad un chiarimento limpido chiaro trasparente immediato sarà l’affondamento di Possibile. Spero di essere stato più chiaro adesso e smettilamola di nasconderci dietro il voto.


#146

In Assemblea si è giunti dopo che le forze politiche ci hanno reso note le loro proposte ( prima sarebbe stato del tutto velleitario ed inutile) e dopo che per mesi abbiamo provato a convincere tutti sul fatto che servisse uno sforzo per fare un progetto non solo unitario ma convincente ed in grado di parlare al Paese. Non voglio entrare sul discorso veti perchè è nella possibilità di altre forze politiche quella di dire che non vogliono un alleanza ( non è un veto ma una decisione politica ). Sul resto nessuno mi convincerà mai sul fatto che io scelgo di costruire un progetto per salvare una persona. E’ una visione tra amici al bar che non ha nulla di politico e che Elly sarebbe la prima a respingere. Si costruisce un progetto perchè si ritiene sia credibile e utile al Paese non ad una persona. Peraltro io non so da cosa deducete che un progetto con noi e SI faccia il 4% visto che con dentro anche MDP alle politiche ha preso il 3,3%. Secondo me è parecchio ottimistica la previsione. Sulle accuse precise rivolte in assemblea non so a cosa tu ti riferisca ma se me lo dici ne parliamo.


#147

Non so quali bar frequenti tu io non ne frequento. Cercare una strategia, parlarne, per salvaguardare l’esperienza fatta da Elly in Europa non è “salvare una persona”. Questa è una visione miope del futuro. Il suo impegno sulla riforma di Dublino l’ha messa al centro della attenzione internazionale e ha fatto si che venissero messi a nudo le contraddizioni della Lega schiacciandola in un angolo cieco sull’argomento delle persone immigrate, Qui non stiamo parlando di fare favori personali. Stiamo parlando di un progetto politico. Parliamo della sopravvivenza di Possibile. Bisognava dibattere, discutere, come fare per salvare questo patrimonio di Possibile. Considerando che il 4% non si prende da nessuna parte divisi come siamo, ne con i verdi e nemmeno con SI e RC. Questa ostinazione, da parte di tanti partitini e movimentini, a voler recintare il proprio orticello, a quale scopo è difficilissimo da capire, può portare solo al risultato che abbiamo già sotto gli occhi, la scissione di comunità già di per sé minuscole. Tanto per chiarire, visto che percepisco una certa chiusura a comprendere il dibattito in corso, personalmente non avrei visto bene allearsi solo con Si, RC e compagnia bella. E’ proprio questo il problema enorme. Noi non dovevamo essere chiamati a scegliere tra bonelli e ferrero. Dovevamo parlarci. Come fare per salvaguardare la nostra ricchezza per poi porre le basi di un rilancio del progetto politico. Se sei stato attento in assemblea, avrai sentito che le trattative a cui tu fai riferimento le ha portate avanti solo Elly senza la forza, la spinta del partito. Isolata. In assemblea , è venuto fuori palesemente un punto di rottura con la segreteria del partito. Se lo sono detto tra loro tra Beatrice ed Elly. Non ci sono interpretazioni. Evidentemente non si condivideva la strada scelta. Allora quale strada prendere? Consultiamo gli iscritti? NO. La Segretaria ha chiesto 5 giorni di tempo per costruire un partito transfemminista allargato a tutte quelle forze che per mesi si sono rifiutate di parlarsi o di raggiungere un accordo. Passati i 5 giorni. Indette le elezioni. Siete ecologisti o progressisti? pochi hanno creduto che fosse una cosa vera. Si è pensato ad un pesce d’aprile. ed invece ci siamo ritrovati il lunedi successivo ad un w.e. ecologisti e non più progressisti. Accidenti. E mi chiedi di parlarne come se fossimo amici al bar? Quello che è accaduto è una cosa molto seria. Tanto seria che non se ne può parlare al bar.


#148

Questo è già un discorso più comprensibile. Cioè dobbiamo fare un progetto politico che restituisca centralità a Possibile o salvaguardare l’esperienza fatta da Elly? Perchè nel secondo caso la soluzione unica praticabile è una candidatura di Elly nella lista del PD come indipendente ( non so se lei è interessata a questo percorso), nel primo caso invece credo che sia giusto il tentativo fatto di tenere insieme tutto e vista l’impossibilità la decisione che tra le due opzioni era meglio quella ecologista. Mi fa piacere che tu reputi ingiusto il fatto che si debba scegliere tra bonelli e ferrero ma personalmente anche opzione bonelli+noi+ferrero in assenza di progetto e nomi credibili non farebbe il 4%. Quanto all’ aver lasciato sola Elly permettimi di avere forti dubbi. Se il tuo partito ti affida le trattative per le europee non ti lascia sola ma ti da la possibilità di gestire un processo. Non capisco dove sia l’isolamento se non nella non condivisione di un incontro con DEMA ( in seguito ad una delirante intervista) che poi si sarebbe rilevato totalmente inutile.


#149

Francamente trovo che flavio.cosenza.42513 abbia sempre ragione da vendere. Le giustificazioni di thomas.castangia.422 hanno purtroppo il sapore di una difesa ad oltranza della direzione e poco più. Per esempio, rispondere alla constatazione che la partecipazione al voto è stata misera dicendo che è in linea con i numeri di altre votazioni elude del tutto il punto: o ha partecipato solo una piccola parte degli iscritti, oppure siamo rimasti in numero così esiguo che tutto questo mirare a creare una lista che possa entrare in Parlamento è pura fantasia. E sempre misero rimane il numero, quali che siano i paragoni che si vogliono fare. Ciò non vuol dire che si debba per forza salire su qualche carro vincitore; si può anche partecipare alla vita politica del paese facendo parte di un piccolo gruppo di attivisti o comunque gente che pensa e discute, senza essere degli “influencer” nazionali, ma è del tutto illusorio e velleitario lanciare nuovi progetti politici di nicchia tipo #toccanoi, fuori dagli schemi di fondazione del gruppo e senza consultare nessuno al di fuori del “cerchio magico”. Che la Brignone forse sia stata spinta dalla forza della disperazione a lanciarsi avanti lo posso anche immaginare, ma lo stesso è stato un grave errore di concetto e di metodo. La questione di Elly, poi. Chi dice che i progetti politici si basano sui programmi e non sulle persone ha anche ragione, ma buttare via l’unica nostra rappresentante, che si è fatta onore e ci ha dato un minimo di visibilità, è un’azione masochista. Era (magari ancora è, chissà…) l’unica arma di penetrazione che avevamo, perché lei in Parlamento ha voce. Perdere Elly, nelle condizioni in cui si trova ora Possibile, equivale a strangolarci da soli. E pure questa decisione è stata presa senza chiedere a nessuno, e soprattutto (a quanto ho capito io) sulla base di disquisizioni da sesso degli angeli. Se Possibile riuscirà ad avere voce in queste elezioni, e sarebbe un mezzo miracolo, potremmo lanciare dei progetti fattivi, ma in caso contrario potremo archiviare piani elettorali futuri per Possibile; quanti rimarrebbero ancora nel partito? Potremmo continuare, come già detto, come gruppo di discussione ed analisi, uno dei tanti, questo sì, ma poco altro. Forse Possibile aveva poche chance già in partenza di diventare attore sulla scena politica, e dunque tutto ciò che è successo era inevitabile, ma di certo ci siamo sparati nel piede da soli. A questo punto, più che mai, valgono le parole della suora in TV: che Dio ci aiuti.


#150

va bene. Abbiamo portato la discussione a livelli più consoni tra compagni dello stesso partito che magari hanno percezioni diverse di quello che sta accadendo ma è la dimostrazione di quanto sia importante parlarsi. sempre. in modo chiaro trasparente limpido. Poi come è ovvio che sia ognuno la può pensare in maniera diversa l’importante è sempre avere l’intenzione di costruire essere costruttivi,


#151

Ho letto (un po’ rapidamente, lo ammetto) tutti i ragionamenti pre e post voto degli iscritti, così come ho seguito in diretta facebook il congresso tenutosi qualche settimana fa. E francamente credo che il vero problema che abbiamo, prima delle alleanze, sia un altro: la nostra base. Abbiamo alcuni validi dirigenti e tante belle idee, di cui sono entusiasta (altrimenti non mi sarei tesserato), ma quante persone riusciamo a raggiungere e coinvolgere? Poche, pochissime. E lo dico con cognizione di causa; io sono di Napoli, la terza città d’Italia, un milione e passa di abitanti, eppure non esiste un comitato di Possibile. Abbiamo provato a ricostituirlo nei giorni scorsi ma quando ci siamo contati ci siamo accorti che eravamo in 5… 5!!! Se non capiamo che non possiamo solo specchiarci nelle belle idee e negli incontri fra pochi intimi, ma dobbiamo radicarci sul territorio, andare fra i molti a far capire certe idee, guadagnarsi la fiducia, staremo sempre a discutere di alleanze un po’ più verdi o un po’ più a sinistra, nella speranza di arrivare al 4%. La vera sfida è avere una base solida e numerosa, avere il 5,6,7,8% da soli così non avremo più bisogno di barcamenarci in alleanze tra partitini


#152

Ciao Antonio, sono assolutamente d’accordo con te.
Tutto deve partire dalla militanza, dall’impegno di ciascuno di noi a parlare di Possibile, a farne conoscere i temi, a coinvolgere un numero crescente di persone a partire dai nostri contatti.
Penso spesso a cosa accadrebbe se ogni iscritto facesse conoscere possibile a 10 persone in un anno.
Tra condivisioni sui social e iniziative sui territori basterebbe davvero poco, purché da parte di tutte e tutti, per ottenere risultati stupefacenti.
Partiamo dalle campagne di Possibile, portiamole sui territori, sensibilizziamoli perché le campagne si arricchiscano delle esperienze locali e, viceversa, alimentino la percezione di un partito attento e presente. Perché se non c’è lavoro sui territori, non si può parlare di alleanze, hai centrato il punto.
Hai la mia completa disponibilità per fare insieme una iniziativa a Napoli sulla Scuola. Magari sul pericoloso progetto di autonomia differenziata che il governo sta avanzando per dividere il Paese e/o sulla dispersione scolastica, che al Sud sfiora il 20 %.


#153

Sottoscrivo in toto l’intervento di Antonio Libeccio. Per capire il vero senso di ciò che scrive, però, bisogna tornare indietro nel tempo. Circa tre anni fa’, trovandomi a Napoli volli partecipare ad una riunione di Possibile, seppur essendo iscritto ad un comitato milanese. Si tenne una domenica mattina nella sezione municipale del Vomero, e ricordo la grande sala piena, cento o più persone. L’incontro riuscì ad attrarre l’interesse di Simone Ogbonni che venne di proposito da Milano, per dire quanto potenziale aveva. Poi, a distanza, ho saputo di dissidi interni (tipo, di sinistra, no piu-di-sinistra, ecc) e evidentemente si è arrivati lì (e forse non solo lì…) alla situazione descritta da Antonio. Eppure il pool di voti potenziali c’era; Napoli si trova un gruppo di eletti capeggiato dal Presidente della Camera… Ecco, questa la dice lunga di come è stato gestito il partito. Non dico che la segreteria si porta le colpe di Napoli, ma è la dimostrazione che è mancata un’azione di radicamento sul territorio, frutto del fatto che sempre meno credono in noi, e perché? Senza una visibilità che metta in risalto i nostri obbiettivi, i nostri programmi, non si va da nessuna parte, e se non riusciamo ad entrare a maggio, non so cosa ne sarà di Possibile. A me va bene anche l’apparentamento con i Verdi (forse pensando più a quelli europei e non quelli italiani) ma rimango dell’idea che bisognava trovare un aggancio che ci potesse dare migliori possibilità di eleggere qualche nostro rappresentante. Io proponevo di fare gruppo con +Europa, tra lo sdegno generale, venendo bollato come di destra. Certo, di destra come Emma Bonino. Costava compromessi, come ogni alleanza, ma forse ci dava la visibilità di proporci poi autonomamente. Invece per ora abbiamo solo perso la nostra unica portavoce, Elly Schlein. Speriamo che questa volta ci vada bene, altrimenti rischiamo di ripetere Napoli a livello nazionale, rimanendo solo con dei gruppi locali che pur essendo fattivi e dinamici rimarranno voci nel deserto. Dunque, ora al lavoro a spargere la parola di Possibile in tutti i modi… possibili, per sperare nell’agognato 4%. Secondo me, o la va o la spacca, e che Dio ci aiuti.


#154

Scusate, ho letto la discussione ma vorrei far presente un paio di cose che forse non tutti conoscono. Preso atto del fatto che tutti, in tutti i soggetti, ritenevano impraticabile raccogliere le firme, a queste europee si possono quindi presentare solo i soggetti che sono esenti a norma di legge (secondo criteri che riguardano essenzialmente la presenza parlamentare, in Italia o in Europa), ovvero, da destra verso sinistra: +Europa, Pd, Verdi, Liberi e Uguali, Altra Europa, Sinistra Europea/Gue. Escludiamo +Europa e Pd che il nostro partito ritiene essere fuori dal nostro perimetro, escludiamo LeU perché i suoi titolari vanno in direzioni diverse (leggo oggi che Mdp avrà candidati nella lista del Pd, per esempio) ed escludiamo Altra Europa i cui titolari da quel che so - ma non ho informazioni dirette - non sono più insieme e quindi non sarebbero più concordi a concederlo, restano Verdi Europei e Sinistra Europea/Gue, che hanno l’esenzione sulla base non tanto della presenza italiana, ma di quella europea nell’europarlamento (almeno in teoria, basandosi su quanto deciso proprio a favore dai Verdi dalla Corte di Cassazione nelle europee del 2014). Ora, questi due partiti europei hanno in Italia due rappresentanti di primo livello: Monica Frassoni, che è co-presidente dei Verdi Europei, e Paolo Ferrero che è vicepresidente di Sinistra Europea.
Si cita quindi il veto dei Verdi su Sinistra Italiana per spiegare la mancata realizzazione di una lista unica, ma l’accordo fra Verdi e Si non sarebbe bastato a evitare due liste, l’accordo ci sarebbe dovuto essere tra Verdi Europei e Sinistra Europea o, semplificando, tra Frassoni e Ferrero, che però ritengono di non essere fra loro compatibili, per varie ragioni che sono però molto politiche, e la principale delle quali riguarda la posizione sui trattati europei, che è profondamente diversa. Cosa che è un peccato, condivido, ma è così.
Ricapitolando, se anche Verdi e Si si fossero accordati - con noi, con Diem, con chi volete - niente avrebbe potuto impedire a Sinistra Europea di presentare comunque un’altra lista, magari con Pap o con De Magistris, o anche solo con Rifondazione e Altra Europa: e sarebbe successo di sicuro, perché giustamente la loro valutazione è che a queste europee debbano esserci. E la sola presenza di un’altra lista di sinistra, per quanto più radicale, sarebbe bastata a dividere l’elettorato (per esempio il bacino di Pap, da solo, oggi è valutato oltre il 2 per cento, che è un 2 per cento in meno per qualsiasi altra lista di sinistra). Quindi le due liste erano inevitabili.
Detto questo, la proposta lanciata dalla nostra Segretaria di una lista femminile, ambientalista e progressista, che alcuni hanno vissuto male, era invece l’unico schema possibile per tentare l’impossibile: perché non chiedeva ai soggetti di mettersi insieme quando era chiaro che non lo avrebbero fatto, ma chiedeva loro di fare un passo indietro per sostenere una prima linea di personalità che incarnassero tutti quei valori che li rappresentano. Dico questo perché non possiamo criticare tutti i microsoggetti di sinistra perché non rinunciano al loro orticello, e poi contemporaneamente criticare Beatrice che ha fatto l’unica proposta che avrebbe permesso di superarli e di stare in uno spazio comune e più grande. Ma, come vedete, al di là degli annunci, gli interessati non erano disposti a farlo (a parte noi). Per ragioni che posso comprendere, per carità, ma questo è l’esito. Non solo, il risultato è anche che una lista come quella proposta da Beatrice - che ha usato l’argomento delle firme evidentemente come strumento di convincimento, o al limite come condizione percorribile solo se il fronte si fosse allargato ben oltre le nostre singole forze - sarebbe stata attrattiva per personalità di spessore, per candidature di grande richiamo - alle europee servono le preferenze, come sapete - perché non si sarebbero sentite costrette a scegliere tra più spazi ognuno dei quali più angusto e identitario. E invece adesso le grandi personalità non si candideranno, perché evidentemente non si trovano a loro agio. E quindi non solo avremo due liste, ma anche due liste più deboli.
Per questo mi spiace che un’idea buona, l’unica realmente coerente con quello di cui stiamo discutendo, sia invece capovolta al punto da venire usata per accollare a Possibile la responsabilità di una divisione che siamo stati gli unici a contrastare. E purtroppo sfumata quella, certificata la presenza di due liste, assodato che dopodomani scade il termine per depositare i simboli e otto giorni dopo quello per depositare le liste, cosa potevamo fare se non chiedere agli iscritti di scegliere tra le opzioni disponibili, per quanto diverse da quella che avevamo auspicato? Come si fa insomma a dare a noi stessi la colpa per una cosa che non volevamo, che dipendeva da decisioni altrui, e che abbiamo cercato di impedire in tutti i modi, e come si fa a dire che “non si doveva arrivare a scegliere” quando non dipendeva solo da noi, ormai mancava una settimana alla scadenza e non c’erano altre opzioni esplorabili?
Ecco, spero di aver dato un contributo utile, anche solo per quanto riguarda, come ripeto, elementi tecnici inaggirabili che forse non tutti conoscono.


#155

Francamente mi pare che Paolo Cosseddu abbia frainteso il senso del dibattito in corso. Per quanto ci siano state critiche alla segreteria per la condotta del partito, a livello di compartecipazione e discussione preventiva, non credo che ci stato chi abbia addebitato a Beatrice Brignone la colpa della mancata lista unica a sinistra. Anzi, la mia netta impressione è che si sia spesa per portarla a compimento, sebbene con scarso successo a dir il vero. Per ripetere quanto già detto più volte da più persone, le sì addebitano la mancata inclusione di Elly Schlein nel progetto politico, e l’idea velleitaria di lanciare un nuovo progetto tardivamente e senza alcuna discussione con la base. Il risultato finale dell’accordo con i Verdi, per quanto il frutto di una votazione senza discussione, mi sembra invece una conclusione accettabile di tutta la faccenda, almeno dal punto politico. Forse non ci porterà in parlamento, ma almeno si tratta di una scelta coerente, e lo dice uno che molto utilitaristicamente proponeva un’alleanza con +Europa, a prescindere dalle differenze politiche, pur di arrivare ad avere presenza e voce in parlamento. Il problema del futuro di Possibile infatti rimane il punto centrale. Se non dovessimo riuscire ed avere degli eletti, non credo molto al futuro di Possibile, e in questo sì che la condotta del partito c’entra. Sì doveva cominciare molto prima a gettare delle basi per queste elezioni, non pochi giorni prima della presentazione delle liste. L’analisi dei progetti, la chiusura di accordi andavano fatte molto prima, senza tentare di creare ancora altri orticelli tipo la lista femminista, e questo è stato un errore di non poco conto. Ora almeno c’è la certezza di essere sulla scheda elettorale assieme ai Verdi, per molto o poco che sia. Il 27 maggio poi tireremo le somme.


#156

Ho evitato accuratamente e volutamente di toccare l’argomento che qui è stato discusso a proposito del coinvolgimento o mancato tale di Elly e il suo rapporto con Beatrice nel processo, perché l’unica cosa che non è contestabile - infatti lo confermano entrambe - è che tutte e due sono state presenti ai tavoli dal giugno scorso a oggi, quindi è un po’ difficile parlare di esclusione. A un certo punto ci possono essere state delle differenze di vedute, in particolare proprio sulla necessità di lanciare molto prima una proposta larga e di sottrarsi a certe dinamiche tipiche dei tavoli politici, ma questo è normale e non significa affatto che ci siano state esclusioni. Se posso, al netto dell’importanza di questo appuntamento elettorale, credo che il nostro orizzonte non finisca lì, anzi, proprio recentemente abbiamo per la prima volta raccolto buoni frutti in elezioni amministrative e a un certo punto ci saranno pur sempre le politiche, che non è detto arrivino alla fine di questa legislatura. C’è molto da fare, insomma, e tanto basta per andare avanti, almeno finché si riesce.
Quanto alla compartecipazione e alla discussione interna, quello che ho descritto è un groviglio tale che come vediamo non si è sciolto se non pochi giorni fa. Al confronto l’esperienza di Leu, per quanto poi si è rivelata fallimentare, era molto più alla luce del sole, è nata da un dibattito pubblico che proprio noi abbiamo innescato a partire addirittura dal 5 dicembre 2017, un giorno dopo il referendum costituzionale, quando abbiamo capito che serviva riunire le forze e nemmeno gli esponenti di Mdp erano ancora usciti dal Pd. Ripeto, poi è franato tutto miseramente alla fine, però al confronto quello che è successo nell’ultimo anno è avvenuto molto più sotto traccia, e - di nuovo - proprio per questo sarebbe stato utile far emergere una proposta larga molto prima, cosa che a quel punto sì, ci avrebbe consentito di fare una discussione interna sulla base di elementi reali. Peccato che su questo non fossimo tutti d’accordo.


#158

Rigranzio per la spiegazione su che tipo di frammentazione ci siamo trovati davanti quando si è trattato di mettere insieme una coalizione con un minimo di speranza di arrivare al 4%. Purtroppo fuori tempo massimo ma proprio di tanto. Questa discussione andava fatta un mese fa esattamente come veniva denunciato in assemblea. Il quadro politico evidenziato è esattamente ciò che aveva riportato Elly dopo aver lavorato per mesi per mettere insieme anime ecologiste con quelle progressiste e non solo. Ora, a mio avviso, non ha senso parlare di questo perchè le decisioni sono state prese e si va avanti così. Altri avrebbero potuto tirare fuori altre conclusioni o proposte. Ci sarà tempo e modo per tirare le somme di questo modo di fare della segreteria. In casa nostra, di Possible; si discute apertamente democraticamente e chi non è d’accordo ha sbagliato partito. Rimane però il fatto, per me, gravissimo, di aver abbandonato Elly. Un patrimonio inestimabile per Possibile. Un progetto politico di Possibile non poteva e non può prescindere dalla presenza di Elly. Ripeto ci sarà modo di parlarne dopo le elezioni.


#159

Voglio ricordare che dieci giorni fa, Repubblica ha pubblicato un articolo dei Verdi che chiedevano di ridiscutere la possibilità di unirsi, seguito da una risposta favorevole della sinistra il giorno dopo. E infatti era in programma la nostra votazione ed è stata rimandata su suggerimento di Elly al CO, proprio per non lasciare niente di intentato. Quindi dire che questa discussione si poteva fare prima è smentito dalla cronologia pubblica dei fatti. L’unica discussione che si poteva fare, e infatti è sempre stata cosa detta e ripetuta tanto dalla Segretaria che da Elly, è che c’era un tentativo di tenere insieme le cose ma c’erano anche difficoltà a cui non si trovava la soluzione. Come ripeto, nessuno ha abbandonato nessuno, al massimo c’è stata una differenza di opinioni su quando provare a lanciare una proposta larga che, ricordo, Beatrice Brignone aveva per la prima volta illustrato a Roma allo Scout center nel giugno 2018: e o si procedeva lo stesso o si ascoltava chi non era d’accordo, cosa che è stata fatta e che mi sembra un gesto di disponibilità e fiducia, altro che esclusione. Peraltro eravamo appena usciti dall’esperienza di Leu, e quindi avevamo molto ben presente i limiti e i pericoli dello stare dietro ai “tavoli” tra soggetti, da qui la proposta di provare a immaginare qualcosa di meno condizionato e più arioso. Detto questo, per me non ha senso parlarne adesso e nemmeno dopo, ma rispondo poiché la questione è stata sollevata da altri.


#160

Il sito dei verdi rilanciato da Possibile parla di 5 donne capolista … spero che fra queste ci sia Elly.


#161

Caro Cosseddu, devo dissentire dalla tua cronologia. L’invito a discutere fatto pochi giorni della scadenza francamente aveva già in sé il seme di fallimento, perché se ci fosse stata la reale volontà si sarebbe concretizzata prima. Infatti, si doveva accertare chi era davvero disponibile a fare gruppo subito, in anticipo, senza illudersi che prima o poi il miracolo si sarebbe avverato, ben sapendo la predisposizione al massimalismo dei gruppi di sinistra. Forse, comprensibilmente, non ci si voleva accontentare di alleanze limitate, viste come striminzite, mirando al miraggio della grande coalizione. Un’ illusione insomma, e più che prevedibile. Invece, coi tempi allungati, avremmo discusso se la cosa ci stava bene, avremmo, tutti, potuto farci un’idea del suo potenziale, poi confermare la scelta, dando così tempo ampio alla segreteria di fare un programma elettorale serio, e non questa cosa raffazzonata dell’ultimo momento. Ripeto, stare con i Verdi Europei mi sta bene, anche se ci dovesse portare poco purtroppo. Credo anche che era l’unica scelta possibile sin dall’inizio. La cosa andava accertata molto più in anticipo. (E anche se poi Possibile non compare proprio sul simbolo…altro effetto nefasto di cose fatte tardivamente?). Sì poteva fare meglio, o almeno tentarci, se solo avessimo cominciato prima.


#162

C’è poco da dissentire sulla cronologia, come ho già scritto, dieci giorni fa Verdi e Sinistra si sono scritti a mezzo stampa dicendosi disponibili a dialogare. È un fatto e come tale non è possibile dissentirvi.


#163

No, no, dissento. Tu mi parli di eventi avvenuti di recente. Io mi riferivo a ciò che poteva avvenire prima, ciò che avremmo dovuto fare sì che avenisse ben prima di adesso. Se ci siamo accordati con i Verdi, penso che lo si poteva fare parecchio prima. Evidentemente nessuno ci ha pensato o nessuno ha voluto provarci, eppure in base ai programmi doveva essere evidente la possibilità. E concordo in pieno con chi si augura di trovare Elly capolista. Sarebbe il minimo, sempre che sia disponibile dopo tutto ciò che è successo.


#164

Non ci siamo alleati coi Verdi prima perché il mandato del partito era cercare di costruire un fronte ampio. Banalmente.