Elezioni europee: se non è una sconfitta questa


#1

Scusate, ma io sono allibito.
Mi aspettavo di leggere, sul sito di Possibile, o almeno qui, un’autocritica, un’ammissione di sconfitta, un’analisi lucida. Invece leggo cose come: un risultato sopra le aspettative! In Europa i Verdi sono andati benissimo!
Sì, infatti. È in Italia che abbiamo fatto schifo. Scusate, potevamo anche fare il 3,5%, e sarebbe stato inutile: non saremmo comunque entrati in parlamento. Perché pensavo che fosse questo l’obiettivo, no? Non dico essere il primo partito in Italia, neanche il terzo, ma almeno guadagnare un seggio. Non ce l’abbiamo fatta. Per me questo si chiama sconfitta. Se non lo è, vorrei sapere, onestamente, quale sarebbe una sconfitta secondo voi.
Io credo che se non ripartiamo da questo, se non ripartiamo dai nostri errori, invece che dare sempre la colpa a qualcos’altro (la scarsa o nulla copertura mediatica, gli errori fatti dai verdi italiani – coi quali però ci siamo alleati noi, e quindi l’errore è stato anche nostro – e via di questo passo), se non facciamo questo, io temo che saremo per sempre condannati all’irrilevanza.


#2

Che sia una sconfitta di Possibile, e anche preannunciata, è certo e ovvio. Infatti non sono mancate le critiche in questi blog, già molto prima delle elezioni. Chi si illudeva che si arrivasse ad un risultato utile, cioè seggi, doveva essere su Marte. Io addirittura prevedevo peggio. In più questo poco di visibilità che un 2,8% ci dà (meglio ironicamente di La Sinistra, col suo 1,7%, nonostante una copertura mediatica superiore), non è certo qualcosa da celebrare, ma solo un salvagente che dà tempo per riflettere sugli errori e cercare di capire come muoversi in futuro. Che la sinistra disunita tra PD, Sinistra, Possibile, ecc non sia capace di dare rappresentanza ai bisogni della gente è ormai conclamato da tempo. Si pone infatti di nuovo la questione se curare i propri orticelli divisi non sia autolesionismo allo stato puro. A dir la verità, almeno secondo me, perfino l’esistenza stessa di Possibile è in bilico, perché o si trova una forma di unità o gli elettori, in cerca di una casa che risponde alle loro istanze, e non quelle teorizzate nel chiuso dei circoli dei credenti che poi si vogliono fare ingoiare come una medicina, gli elettori appunto daranno anche in futuro il loro voto al Salvini della situazione. Meditate, gente, meditate.


#3

Nessuno sta rivendicando una vittoria, però. Semplicemente si considerano le condizioni di partenza e di arrivo. E si rivendica una linea e l’intenzione di perseguirla, e che infatti non porterà a nessun cantiere unitario, sarebbe il colmo.


#4

Amici, se proviamo a guardare oltre e in prospettiva, capiamo che nella situazione attuale il risultato elettorale segna l’esistenza in vita di un percorso. C’è un’onda verde in tutta Europa, che può rappresentare quella “nuova sinistra” che si auspica anche in Italia. Nel Parlamento Europeo i verdi sono un gruppo sempre più importante. Da questo movimento può crescere, e Possibile può portare i temi della giustizia sociale e del progressismo.
Siamo davanti a La Sinistra, in una campagna elettorale praticamente senza mezzi (manifesti, volantini, nulla).
Tenete presente che anch’io sono rimasto interdetto dalla faccenda delle candidature targate Fronte Verde, ma le parole della Segretaria e delle candidate mi hanno poi convinto a fare campagna (soprattutto “virtuale”).
La prospettiva mi sembra molto diversa, contrariamente a quella di LeU. Riflettete e riflettiamoci.


#5

Francesco,
posso anche essere d’accordo con te. Ma io credo che in questo percorso non possiamo più permetterci di non guardare anche al PD come futuro alleato. Anche a livello europeo, le nuove forze verdi possono diventare decisive per la formazione di una maggioranza in parlamento, ma dovranno comunque allearsi con altre forze. Il PD di Zingaretti sembra intenzionato a creare un fronte progressista, anche per arginare l’avanzata della destra: Possibile potrebbe farsi portatore di istanze importanti, come ambientalismo, femminismo, uguaglianza sociale, ecc. Io penso che è tempo di mettersi in gioco, cercare un dialogo con la parte migliore del PD (penso al meraviglioso Walter Tocci, per dirne uno), e uscire dal nostro prezioso ma circoscritto orticello. Altrimenti faremo la fine della Sinistra.


#6

Infatti, sono i Verdi degli altri a paesi ad aver avuto un riscontro vero, forte. Da ciò deduco che la situazione politica in Italia sia diversa, e delle due, una: o i Verdi italiani (comprendo qui Possibile in questo caso) non sanno veicolare i propri programmi oppure quei programmi non interessano in gran parte dell’Italia, e questo senza voler minimamente sminuire il progetto di Possibile, veramente progressista. Infatti, quali sono le regioni dove si è preso più voti: soprattutto parte della Lombardia (Milano…) e Alto Adige. Praticamente più Europa del nord che Italia. E il resto dell’Italia? Certo, non possiamo scendere a livello dei grillini e Salvini, ci mancherebbe. E allora, come si fa? Nessun progetto unitario? Attacchiamo ognuno per conto proprio? La coerenza è senz’altro un grande valore, imprescindibile per tanti versi, ma mi chiedo se non ci facciamo noi stessi prigionieri dei nostri modelli, ognuno “unico”.


#7

Concordo con te, Samuele, non sulla critica ma con il tuo ultimo commento. Non credo ci siano le condizioni per confluire da nessuna parte, ma per riaprire una discussione complessiva sì. Cosa che come forse ricorderai avevo auspicato più volte da tempo, ricevendo attacchi e critiche da Elly e da altri. Se altri aiuteranno a sostenere questa tesi e a verificare se sia percorribile ne sarò molto contento, e certo sarà utile.


#8

Per quanto riguarda la ricerca e verifica di un percorso nuovo, diverso, credo che siamo tutti d’accordo.


#9

Condivido in pieno. L’unione fa la forza, soprattutto quando il “nemico” è in numero superiore.


#10

Lo so che poi faccio la figura di essere sempre la solita polemica… però anche io avevo capito con Samuele che l’obiettivo fosse quello di portare a casa il 4 %. Pur nella consapevolezza che visto il difficile percorso era improbabile arrivarci per davvero, il tono mi sembra, lo dico senza polemica, eccessivamente trionfalistico. Io non sono così sicura che questa sia la linea vincente, pur avendo votato per i verdi. E poi vogliamo tener conto della metà all’incirca degli iscritti aveva votato per allearsi con la sinistra o si era astenuto? O li consideriamo già fuori? Adesso cosa facciamo, quindi, quali sono le soprese che ci aspettano? Andiamo avanti con i Verdi di Bonelli? Ma non avevamo rotto con loro per la questione delle liste? Sbaglio o sono volati gli insulti? Sono contenta che la linea sia chiara alla segreteria, perché io non ci capisco più niente. Ma forse sono semplicemente io che sono una neofita della politica.


#12

Stavolta è toccato a te Alfredo autoeliminarti :wink::grinning:


#13

Ciao Samuele, io credo che l’obiettivo non sia mai stato entrare in Parlamento, ma cercare di fare il miglior risultato possibile partendo da 0. perchè è da lì che partiamo. Mi spiego meglio: se guardiamo i numeri i verdi nelle politiche 2018 non si sono presentati se non sbaglio e alle europee 2014 hanno preso 245mila voti. oggi Verdi Italiani e Possibile (grazie anche soprattutto alla - concedimi il termine - spinta Greta) sono arrivati a 609mila voti. un notevole incremento. Lascio a te fare i conti con quello che La Sinistra ha portato a casa, 465mila voti. Era la lista che rappresenta la “sinistra vera” ed se ricordo bene sia alle europee 2014, sia alle politiche 2018 girava attorno al milione di voti.
Ciò detto, quindi, pensare di fare il 4% con i numeri di Possibile e dei Verdi era surreale. Si sapeva benissimo che stavamo sotto, quindi ora non ha molto senso parlare di disastro.
Io sono soddisfatto, essere sopra alla SinistraSinistra di 200mila voti deve far riflettere, vero, molti sono per l’effetto Greta, molti per gli elettori Verdi, ma perché non pensare che da questi 600mila si possa cominciare a lavorare per arrivare a 800mila… a 1 milione e così via. E, sarò utopista, perchè non pensare di poterci arrivare a queste cifre senza chiedere/aspettare/bussare alle porte di altri partiti tipo il Pd?
Che ne pensate? Sbaglio qualcosa?
Grazie a tutti


#14

Cristina, nessuno è da considerare fuori, tranne chi è già uscito però. Ma ripeto, nessun trionfalismo. Alle politiche lo sbarramento è al 3 per cento, cosa che rende più interessante il risultato di ieri. E ricordo che un anno fa i verdi si sono presentati con socialisti e prodiani facendo lo 0,6 per cento, pur se in coalizione con Pd e quindi facilitati dalla legge elettorale. Nessun trionfo, però qualcosa c’è.


#15

Ciao Alessandro,
scusami, ma se lo sapevo prima che l’obiettivo non era entrare in parlamento ma contarci e vedere quanti siamo, avrei usato meglio il mio voto. Io ho votato per mandare in Europa qualcuno che potesse portare avanti le cose in cui credo (uguaglianza, inclusione, diritti civili e sociali, green economy, disarmo, ecc) e non per vedere chi ce l’ha più lungo (passami la volgarità) tra noi e la “sinistra vera”.
Proprio perché i Verdi in Europa sono andati piuttosto bene; proprio perché c’è Greta e ci sono i Friday For Future; proprio per tutti questi motivi, il fatto che noi ci siamo fermati sotto il 3%, in un paese come l’Italia che sarà tra quelli che più subiranno gli effetti del cambiamento climatico, non lo so, a me sembra una sconfitta pesante. Vanno ripensate tante cose, a partire dal modo in cui (non) ci siamo fatti conoscere abbastanza. Meno slogan sui social e più consumare le suole delle scarpe nelle periferie, per esempio (ed è una critica che rivolgo per primo a me stesso, per carità).


#16

Aggiungo che a me personalmente non interessa essere alternativo al PD (nel quale comunque non mi riconosco) o alla Sinistra-sinistra (e io mi considero di sinistra); mi interessa essere alternativo alla destra, a fascisti e neofascisti, a populisti e sovranisti. Invece qua siamo ridotti a darci le pacche sulle spalle quando riusciamo a fare un punto percentuale in più dei marxisti-leninisti o a strappare mezzo punto al pd. A me sembra una follia.


#17

Samuele, scusami se ti rispondo con franchezza. Però ho messo personalmente in chat, insieme ai portavoce, i doodle dei banchetti prenotati, così come le iniziative delle nostre candidate, cercando ogni volta il giusto equilibrio tra il sollecitare l’entusiasmo e il non essere troppo invadente, con l’unico effetto che ho visto sempre e solo le stesse 4-5 persone.E allora per forza che abbiamo fatto campagna molto sui social. Molti dei banchetti prenotati (tra l’altro in posizioni strategiche per il passaggio) non si sono fatto perché non c’erano persone disponibili. All’iniziativa con le candidate e altri esponenti nazionali di Possibile eravamo in 15, con mille promemoria in chat e una newsletter la sera prima.Non mi rivolgo certo solo a te, tra l’altro Bologna ha avuto uno dei risultati più alti, ma è un ragionamento che forse dovremmo fare tutti. Perché, se partendo da 0,5 siamo arrivati al 2,4 in 3 settimane, forse se ci fossimo impegnati in più persone il miracolo l’avremmo fatto, pur con tutti gli imprevisti del percorso.


#18

Forse i tempi stanno lentamente maturando. È una relazione quella col PD che può essere avviata anche congiuntamente con i Verdi dopo questa esperienza delle Europee (in questo senso interpreto quell’espressione di Monica Frassoni, forse un po’ cruda, da alcuni forse mal interpretata, sul “portare il pacchetto di voti al tavolo col PD”)


#19

Eulalia,
io ti ringrazio per la franchezza, e anzi ci ho tenuto a dire che era una critica che muovevo per primo a me stesso (il fatto che non sia riuscito a partecipare a nessuno dei banchetti per motivi familiari non toglie il fatto che avrei sicuramente potuto fare di più). E anzi ti sono grato per il grande impegno che ci hai messo, tu e gli altri 4-5 che hanno dedicato il loro tempo e ci hanno messo la faccia.


#20

Non era mica per dire che sono stata brava, perché evidentemente non è bastato. Solo che per raggiungere i risultati occorre parlare con le persone, specie se si presenta un progetto così fresco e nuovo come quello di Europa Verde. Sono sinceramente convinta che il risultato debba essere un bel punto di partenza per ritrovarci e andare avanti su questa strada. La gente che ci ha conosciuto, poca, ci ha creduto, perché diciamo la verità e la diciamo attraverso proposte serie e credibili. Andiamo avanti con fiducia, dunque.


#21

Infatti. Mi ero espresso male e era più facile cancellare che correggere.