Elezioni europee: se non è una sconfitta questa


#22

Io volevo intanto ringraziare ancora tutte le persone che ci hanno messo la faccia e si sono letteralmente fatte il mazzo con pochissimi mezzi e copertura mediatica quasi zero. Ho affrontato una campagna elettorale entusiasta come quella che mi aveva convinto a iscrivermi a Possibile l’anno scorso, in occasione delle amministrative a Pisa.
Grazie ad Annalisa, Beatrice, Chiara, Francesca, Filly, a tutta la squadra in giro per l’Italia e per il mondo, per avermi dato quel po’ di carica per cercare di fare almeno un po’ la differenza. Ho conosciuto tante persone di tutte le età, che hanno votato per noi proprio per la novità che rappresentiamo.

Spesso e volentieri, banalmente, non sapevano nemmeno della nostra esistenza. Continuerò a fare quello che posso per portare il nostro messaggio a sempre più persone, la lotta non finisce assolutamente qui.


#23

Riprendo alcuni punti sollevati nei vari discorsi, per sentire più pareri allo scopo di capire meglio. Abbiamo senz’altro ottenuto una visibilità prima inesistente (a dispetto dell’oscuramento mediatico) che era l’obbiettivo di base; per quanto abbia avuto uno sbalzo di speranza quando le proiezioni parlavano di quasi il 3%, sono dell’idea che abbiamo fatto il massimo possibile nei tempi e coi soldi che c’erano. Le mie domande dunque.

  1. Nessun avvicinamento al PD, non solo nessun alleanza ma neanche accordi di qualche tipo?
  2. Rimaniamo in alleanza coi Verdi? La domanda si pone soprattutto in vista del fatto che forse siamo stati noi a portare più in alto loro e non viceversa.
  3. Oppure si pensa che sia meglio andare da soli (mia vecchia convinzione)? In tal caso è ovvio che la campagna di conoscenza per le prossime politiche deve cominciare praticamente domani.

#24

grazie samuele per le tue parole, capisco quello che vuoi dire. concordo con quanto dici, lasciami solo precisare il mio intento. non mi interessa fare alcuna gara di lunghezza con nessun altro. segnalavo solo l’incremento numerico che abbiamo avuto, che ritengo interessante. tutto qui. bisogna continuare così, senza guardare gli altri, e dicendo grazie a tutti quelli che si sono fatti un gran mazzo.


#25

Fatico a comprendere l’ansia di fare accordi col PD. Non mi pare che ci sia stato alcun ripensamento concreto rispetto a quanto fatto nella scorsa legislatura, ovvero rispetto a ciò che ha portato alla nascita di Possibile. Non ci sono elezioni in vista, per cui allearsi per fare cosa? Cerchiamo piuttosto di consolidare il rapporto coi Verdi, pur sapendo che non sono tutte rose e fiori, e di allacciare contatti con altre aree della sinistra, magari partendo da chi a queste elezioni non si è presentato. Cerchiamo di lavorare insieme sulle cose che ci uniscono, di combinare il limitato raggio di azione di ciascun partitino. Per una volta cerchiamo di unire prima le persone e le idee e non le sigle. Solo in questo modo si può costruire una sinistra se non unitaria almeno federata, pur sapendo che ci sono differenze difficilmente colmabili. Poi, di volta in volta, sui programmi, si valuterà con chi allearsi, limitando le preclusioni a quelli con cui veramente non abbiamo niente a che spartire.


#26

Concordo che sia prematuro parlare di future alleanze. Per prima cosa, Possibile ha bisogno di stabilire la propria identità autonoma, facendosi conoscere come entità separata dai Verdi italiani, partendo da quest’ultimo risultato, seppur eventualmente mantenendo l’apparentamento perché è chiaro che almeno per ora da soli è difficile fare risultato, e i Verdi in Europa adesso contano davvero. (Almeno in questo abbiamo forse azzeccato.) Ma che tipo di alleanza fare poi? Anche un accordo quanto meno di non-belligeranza col PD sarebbe poi auspicabile, per quanto complicato sarebbe. In ogni caso è evidente che per Possibile la campagna per le prossime politiche comincia già magari sfruttando le situazioni locali dove abbiamo più presa. Riuscire ad eleggere dei consiglieri comunali, per esempio, che possono essere degli ottimi portavoce. È interessante che una consigliera di Municipalità 1 a Milano è stata tra i più votati in città; è senz’altro una via da perseguire.


#27

Buongiorno a tutti. Premetto che mi sono registrato sul portale ieri, sebbene segua Possibile sin dalla sua nascita. Io capisco che il risultato delle Europee sia una delusione, per chi non lo è in Italia a parte la Lega e Fardelli d’Italia? Eppure io credo che il risultato delle elezioni sia un’ottima notizia per partire da zero con una nuova narrazione civica e di sinistra.

Nella peggiore delle ipotesi abbiamo davanti almeno un anno e mezzo prima di tornare a votare per le elezioni Politiche (nell’ipotesi di divorzio gialloverde), nella “migliore” invece abbiamo altri 4 anni di immobilismo e nefandezze che devono essere per noi un tempo per costruire un racconto e un legame civico nuovo. Complementari e non alternativi al PD, complementari e non alternativi alla sinistra.

Io, da esterno, lo vedo il vuoto da colmare. E non è un vuoto di voti, è un vuoto di narrazione, di vocabolario della sinistra. E’ un vuoto che bisogna riempire parlando con chi ha la terza media, con chi non distingue una fake news da una notizia reale, educando ad una nuova comunicazione. La sfida da vincere è quella di una alfabetizzazione civile ma che non può dimenticare i problemi quotidiani delle periferie. Puoi cercare di spiegare quanto vuoi a un abitante di Torre Maura che i migranti non sono la causa della sua povertà. Ma prima è necessario trovare la soluzione alla sua povertà, all’isolamento delle periferie, ad un bisogno percepito di sicurezza. E poi, l’Ilva? Cosa gli andiamo a dire agli operai dell’Ilva? Vivono con due pistole puntate alla tempia. Continuare a lavorare ammalandosi di cancro loro e le loro famiglie o restare disoccupati e non avere soldi per sostenere una famiglia? Come mai a Taranto, con il problema dell’inquinamento, i Verdi praticamente non esistono?

Costruire una nuova narrazione vuol dire parlare di cose che nessuno ha mani detto, e vuol dire fare cose che nessuno ha mai fatto. Io sono pugliese di nascita, anche se vivo ad Ancona da 4 anni. Ho vissuto in pieno il decennio di Vendola, mi sono entusiasmato, ho pianto, sono anche rimasto deluso. ma su cosa ha vinto Vendola se non su un nuovo racconto della Sinistra? Su cosa ha vinto Vendola se non sul dire cose che nessuno aveva mai detto? Se oggi in Puglia ci sono esperienze di amministrazione di sinistra è grazie a quella narrazione, perché prima esisteva solo Raffaele Fitto e il Medioevo di Forza Italia.

Oggi sono i bambini a insegnare ai genitori come si fa la raccolta differenziata e non il contrario. Questo vuol dire tanto. Vuol dire che abbiamo dalla nostra delle nuove generazioni diverse, che dobbiamo responsabilizzare, coinvolgere, farle sentire parte di un qualcosa, prima che sia troppo tardi.

Quindi c’è tanta strada da fare si, ma c’è anche tanto da raccontare. La fatica è capire come raccontarlo. Io ora vivo ad Ancona, ho visto che non esiste un comitato di Possibile, così se c’è qualcuno delle zone che vuole unirsi. Io ci sono.

Buona giornata e scusate la lunghezza :wink:


#28

Altro che, hai centrato in pieno il da farsi.


#29

sono assolutamente d’accordo. Se posso aggiungere, educando noi stessi ad una nuova comunicazione. Il problema e’ tutto nostro.


#30

Ho letto con interesse tutti i post e concordo in pieno con Luigi: dobbiamo cominciare e lavorare sui territori e cercare di dialogare con le persone e con i loro problemi. In questo momento non è tanto importante pensare con chi allearsi - anche se personalmente sono assolutamente favorevole ad un accordo di “non belligeranza” con le altre forze di SX e con il PD - ma adesso è prioritario radicarsi sui territori e cominciare a proporre un’alternativa, una narrazione diversa. I verdi europei mi sembrano un buon punto di riferimento, ma non dimentichiamoci che spesso la pregiudiziale antifascista e di sinistra non è comune a tutti i movimenti e partiti ecologisti - anche se non mi sembra essere il caso di una come Ska Keller. E questo credo si sia visto chiaramente con i verdi italiani: come ho già più volte dichiarato io non ci sto a derubricare la questione delle candidature di Fronte Verde come un incidente di percorso, perché non è tale, ma è una questione centrale nell’identità di Possibile. Bisogna che ci diciamo chiaramente se noi siamo disposti a percorrere entrambe le strade senza se e senza ma. Secondo me siamo già un embrione di “terzo spazio” e io non voglio più dover scegliere, come purtroppo è successo in questa occasione, fra essere di sinistra ed essere ecologista. In questo senso mi sembra fondamentale cercare di recuperare una persona come Elly Schlein. Vorrei che si riprendesse con decisione il dialogo con lei, oltre che con tutti coloro, e sono tanti, che avrebbero preferito andare con la sinistra e che magari si sono sentiti meno coinvolti in questa campagna elettorale. Per quanto mi riguarda vivo in una cittadina in provincia di Bergamo di 20.000 abitanti, dove si andrà al ballottaggio fra Lega e PD fra due settimane. Come ovvio voterò il candidato del PD, ma sono in tanti come me a pensare che c’è bisogno di una narrazione diversa, di politiche più decise, cosa che purtroppo il PD per ora non riesce a fare, e non è la prima volta che parlo di aprire un comitato con chi ritengo più sensibile. Ma per me le cose che ho scritto prima sono imprescindibili per rinnovare il mio sostegno a Possibile. Spero che avremo presto l’occasione di parlarne tutti insieme.


#31

Per me sfondi una porta aperta.


#32

Pertinente con quanto stiamo discutendo


#33

Sono completamente d’accordo. Grazie Luigi.


#34

Dovresti pensare seriamente a concorrere per un posto in direzione del partito. Hai le idee chiare.


#35

Andrea ho letto l’articolo e credo che sia un bellissimo punto di osservazione rispetto al tema su cui dobbiamo confrontarci. La comunità.
Oggi si parla tanto di Community Management, di reti sociali, di gruppi, gruppi facebook, gruppi whatsapp, gruppi di qua gruppi di là. Si, e allora, ma poi? Tutto il resto è noia. Disse qualcuno.

L’uomo è nato nella comunità, non è nato per stare solo. E quindi credo che il ruolo di un partito, oggi, sia quello di tornare all’antichità. All’analogico, al contatto umano. La stretta di mano, la pacca sulla spalla.

Se una donna fa fatica a riaffacciarsi nel mercato del lavoro dopo aver avuto un figlio, non è soltanto perché è coinvolta nei massimi sistemi di una impresa maschilista. Delle volte è fermata dalla quotidianità, chi pensa alla casa? Chi va a prendere mio figlio all’asilo? Il marito lavora a 50km di distanza, probabilmente entrambi vivono lontani dai genitori per motivi di lavoro. E allora? Allora perché un partito non dovrebbe occuparsi di offrire supporto nella quotidianità a chi non ha la possibilità economica di affidarsi ad un supporto esterno? Perché non fare dei gruppi di condivisione? Oggi il figlio te lo prendo io, domani lo prendi tu. Oggi faccio la spesa io, domani la fai tu. Credo non esista un rapporto più bello del rapporto di fiducia. Dell’affidarsi, affidare i propri figli, affidare la propria casa. Delle piccole pratiche, che già esistono, ma sono pratiche estemporanee. Perché non provare a farle diventare pratiche diffuse? Perché non dare voce a “Esempi Possibili”, come dice il nostro nome stesso.

Stesso dicasi per doposcuola, tutela legale e sindacale, sostegno agli anziani, comitati di quartiere per il recupero delle periferie, bilancio partecipato. Chi di noi non ha affrontato o affronta delle difficoltà delle quali vorrebbe anche parlarne ma non sa con chi? Non sa se sarebbe compreso? E cosa c’è di incomprensibile nei bisogni umani? Niente.

Ecco, i comitati di partito dovrebbero tornare a parlare, a comprendere. Poi va benissimo i social, il marketing, la comunicazione politica, il Vinci Civati (no, vi prego questo no), sono pratiche importanti nel marketing politico di oggi. Ma prima di tutto, le persone e i loro problemi.

Una Comunità Possibile :wink:


#36

Dovresti pensare seriamente a concorrere per un posto in direzione del partito. Hai le idee chiare.

Faccio finta di non aver letto :smiley:


#37

EV_Candidati-voti.xlsx (12,3 KB)
Ho messo in fila qualche numero, che offro a tutti. Se vogliamo fare alleanze o qualsiasi cosa bisogna esistere col proprio simbolo quindi raccogliere le firme per potersi presentare direttamente e non con candidati in altre liste. Parlare si può parlare con tutti , ovvio, ma riprendendo inziativa diretta sul campo.
Quali accordi dipenderà dalle occasioni elettorali, tipo di regole previste, evoluzione della situazione etc. Insomma non credo che valga la pena di discuterne ora.
Se volete sapere la mia previsione era che nessuna delle tre liste (+Europa, EV, Sinistra) avrebbe raggiunto il quorum basandomi sui numeri delle ultime tornate elettorali. Poi è tutto vero quello che è stato detto in diversi interventi. Pensavo che il ns. risultato sarebbe stato intorno al 2. Ma non per questo abbiamo scherzato. Servono tante cose fra cui €€€€€€€.


#38

Puoi mettere i dati in .PDF? Il file non mi si apre.


#39

EV_Candidati-voti2.pdf (31,5 KB)
Ecco!


#40

Giusto un suggerimento.
Se metti i voti totali dei due partiti devi anche fare la media sul numero di candidati, visto che Possibile ne ha espresso un numero inferiore


#41

Quindi? Scusa Paolo ma se i Verdi no perché sarebbe il colmo, la sinistra no perché non ci piace quale sarebbe la prospettiva? Tornare nel PD? Restare soli? Estinguerci? Come avevo scritto non ho capito dove si voglia andare e continuo a non capirlo.