Elezioni europee: se non è una sconfitta questa


#42

Ma adesso bisogna avviare un processo costituente dopo ogni elezione? Scherziamo?


#43

Costituente forse no, ma che non sia affatto chiaro dove si vuol andare è certo. Penso sia doveroso da parte di chi di dovere parlare chiaro.


#44

Per quanto riguarda altri iscritti nella tua zona, credo che tu possa sentire direttamente il comitato organizzativo.
Oppure iniziare a contattare il comitato più vicino anche se in un’altra città (su Viva ci sono tutti i riferimenti).

Non so quale sia la via più adatta.
Qualcuno può dare una mano a Luigi?


#45

Sì, siamo già in contatto poi si è iscritto a Senigallia, quindi è in una botte di ferro, con la Segretaria :wink:


#46

Ho capito ma sì è votato domenica, oggi è giovedì. Calma.


#47

By the way, non mi pare che Vernengo e Farinaro (fronte verde, candidate nel sud e isole) abbiano brillato nelle preferenze.


#48

Ovvio, anche perché la prima cosa da stabilire, o capire come fare per stabilire, è la presenza autonoma di Possibile.


#49

Grazie per la premura. Ho gà avuto modo di scambiare due chiacchere a distanza con @eulalia.grillo.42627 e sabato pomeriggio incontro il gruppo di Senigallia insieme a chi vive qui nei paraggi di Ancona :slight_smile:


#50

Io credo che innanzitutto bisogna continuare a lavorare nei territori e portare avanti iniziative sia a livello locale che a livello nazionale. Abbiamo almeno sei mesi per lavorare e capire che tipo di risposte riceviamo. Io non credo che si voti prima di un anno quindi in questo lasso di tempo a mio avviso dovremmo fare due cose:

  • lavorare autonomamente sui territori seguendo vertenze locali e rispondendo a bisogni locali
  • incalzare a livello nazionale tutte le altre formazioni della sinistra (a mio avviso compresi i 5stelle e il Pd) su tematiche comuni. Possono essere campagne nazionali, proposte di legge di iniziativa popolare (Salario Minimo Garantito - Riconversione Green delle imprese produttrici di energia fossile - Gestazione per altri - Emergenza abitativa - insomma gli argomenti certo non ci mancano)

In questo modo possiamo continuare a lavorare autonomamente e allo stesso tempo coinvolgere tutti gli altri soggetti, da subito. Una specie di costituente su singoli temi.

My 50 cent. Non di rado dico fesserie.


#51

A Bologna Europa Verde ha fatto il 4,5% e nella provincia il 3,6. In autunno ci sono le regionali. Io partirei da qui, dalla strada, dall’unica volta che ho trovato il tempo di mettermi a fare volantinaggio e parlare con la gente. Avevo paura, lo confesso, non lo facevo da tempo, ero spaventato da questi ragazzi che pur di non guardarti armeggiano con il telefonino e invece… invece sono tornato a casa con la certezza che la nostra proposta piace. Se avete pazienza, vi spiego perché: quello che noi di Possibile portiamo ad Europa Verde (femminismo, antifascismo, lotta alle diseguaglianze) toglie alla proposta ambientale quel velleitarismo che i Verdi italiani hanno sempre avuto (e pagato caro). Allo stesso tempo ci connotiamo diversamente (e non possiamo stare insieme) a quella sinistra che è anti europeista (e anche sul femminismo ci sente poco). Ma soprattutto diamo un’immagine finalmente nuova (e se uno guarda al fatto che gli italiani abbiano votato in massa prima Renzi, poi i 5S, poi Salvini in rapida e schizofrenica successione, può capire quanto abbiano bisogno di percepire la novità rispetto alla palude precedente). Mi sono davvero sorpreso dell’attenzione che la nostra proposta suscita, di quanto la gente per strada leggesse le nostre proposte. Ora, è vero, eravamo in Piazza Verdi, cuore dell’università più antica del mondo, ma è proprio qui che vorrei portare la vostra attenzione: tra i giovani e le donne abbiamo una presa forte e questo è un elettorato in crescita e verso il quale c’è poca attenzione. Dobbiamo seminare tra i ragazzi e raccoglieremo presto i frutti: occorre che vi dica quanti ragazzi, quando è passata la manifestazione del Friday for Future davanti ai nostri banchetti, mi hanno detto “io non voto ancora, ma avrei votato per voi”? E per quel che riguarda il femminismo siamo l’unico partito che lo rappresenta (il medioevo è anche a sinistra). Tutta questa confusione per dirvi che, dopo che avremo chiarito con i Verdi che la barra deve stare a sinistra (non saremo come i verdi tedeschi che vanno indifferentemente con popolari, liberali…), dopo che avremo preparato una proposta completa, “di governo”, (mio Dio cosa sto dicendo?) , che affianchi alla lotta all’emergenza climatica e al femminismo anche il resto (scuola, sanità, welfare…), bè allora saremo pronti per le politiche. E se fossimo noi Il Terzo Spazio?


#52

A proposito di giovani. Anche io credo che dovremmo lavorare molto con loro, a partire dalle scuole e università, asoltare le loro esigenze, dialogare con le associazioni studentesche, coinvolgerli.
Poi leggo questo articolo di Wired e penso che non basta. Penso che dobbiamo essere credibili per tutti, non restare nella nostra “zona di comfort” dove sappiamo che saremo ascoltati. Perché a volte, le dinamiche del voto sono più complesse di quanto possiamo immaginare.


#53

Altro che fesserie, condivido in pieno. E per come stanno le cose, forse non c’è neanche granché tempo. Si parla ormai apertamente di elezioni politiche a fine settembre, e con l’estate in mezzo quando la gente pensa a tutt’altro che la politica.


#54

intervento perfetto Nicola, condivido dalla prima all’ultima riga. e leva il punto di domanda finale. Lo siamo. Di già. Rendiamocene conto e lavoriamo con quell’elettorato potenziale che hai descritto. E’ la nostra miniera.


#55

Dall’ inizio ho sostenuto che dovevamo indirizzarci in primo luogo verso i giovani, soprattutto gli universitari, che ritengo una nostra platea naturale. Poi anche le periferie dove la gente è incazzata nera perché spesso trattata con sufficienza, se non addirittura ignorata. Fare vedere loro che c’è un’alternativa, come sostenuto a più voci in questo blog.


#56

No, attenzione, i Verdi tedeschi in sostanza sono progressisti e in economia non hanno una posizione liberista acritica (in modo meno ideologico ma sanno bene che il pianeta lo salvi mettendo in discussione il modello produttivo capitalistico). Semmai sono i nostri che non hanno una posizione chiara, passati da liste con la sinistra radicale all’appoggio al Pd renziano, poi il ravvedimento a sinistra. Tra l’altro parziale viste le schermaglie che hanno fatto fallire il “terzo spazio”.

Penso che invece di rincorrere partiti che non hanno risolto le loro contraddizioni e guardano più alla forma che alla sostanza, dobbiamo prima stabilire il contenuto della proposta in modo ancora più puntuale del nostro Manifesto (abbiamo l’autorevolezza per poterlo fare), mettendo subito in chiaro gli obiettivi che vogliono perseguire, certe posizioni e ciò su cui non transigiamo (anche nella selezione dei candidati). Al contempo bisogna crescere come partito anche per avere un maggior peso nelle dinamiche di costruzione di un progetto. Stavolta c’è tempo (non cade il governo tranquilli) per anteporre il contenuto alle sigle, cercando di esserne protagonisti (i dati elettorali dicono che dobbiamo esserlo).

Ognuno di noi ha una visione, una ricetta, una priorità, non tutte concordanti, anche se in ogni post ci sono riflessioni importanti sul nostro futuro. Però sappiamo tutti che a alla fine bisogna prendere delle decisioni quindi forse rischiamo di fare confusione. Mi piacerebbe si trovasse una sintesi della base da sottoporre al comitato organizzativo.

Giustamente è stato ripetuto più volte della necessità di rilanciare i comitati territoriali, di una maggiore presenza sul territorio. Qui ognuno di noi può fare tantissimo, anche prendendo l’iniziativa individualmente.
Ad esempio in Abruzzo ci siamo riuniti sotto un unico comitato regionale, grazie allo spirito di iniziativa e la buona volontà del nostro Daniele, perché eravamo giunti per vari motivi ad una stasi nei due comitati nella regione. Il nostro obiettivo è non disperdere le forze e supportarci, ricreando i presupposti un rilancio: se tutto va bene si riuscirà ad aprire comitati in modo capillare, se no cercheremo di darci comunque da fare per portare avanti le campagne di Possibile.


#57

Anch’io come Luigi utilizzo per la prima volta questo strumento. Ed è singolare come alla luce delle stesse esperienze (passaggio in SEL, scoramento, visione della soluzione in Possibile, etc… ) abbiamo maturato, credo, la stessa forma di speranza. Perchè, alla fin fine, cosa distingue una proposta di sinistra da quella di destra se non il fornire la speranza in una società migliore, invece che la gestione (anche muscolare) dell’esistente?
Nella campagna elettorale ci ho, quindi, trovato gli stessi elementi: nessuna ansia politicista di arrivare al 4%, molta concentrazione sui nuovi contenuti (per i quali, anche se nelle intenzioni possiamo esprimere “bellezza”, siamo un po’ indietro rispetto all’elborazione trentennale dei Verdi… ), il cementarsi del gruppo (anche perchè abbiamo scelto dei candidati raggiungibili per i quali spendersi umanamente oltre che politicamente), tanto entusiasmo che non va disperso, insomma (anche alla luce di un risultato per lo meno non-negativo)
Cosa faremo in futuro? Io sono convinto che la nostra esposizione sul versante ambientale debba continuare, sia nel caso in cui intenderemo fare un po di strada insieme ai Verdi (ai quali quindi potremo fornire l’aspetto su cui siamo più forti noi, lavoro e diritti, e che ad alcuni di loro sembrano proprio non interessare) sia che la nostra avventura diventi solitaria.
In questo momento, è vero, i “cugini” sono corteggiati da più forze politiche (l’appello di Cappato è un esempio, ma anche i richiami di Zingaretti). Io penso che di argomenti per far sì che essi sfuggano a queste sirene ce ne sono, sebbene non mi convincano certe discussioni fatte da militanti e (purtroppo) anche dirigenti (l’intervista della Zamboni di ieri, ad esempio, contiene una serie di affermazioni che mi lasciano perplesso, che dal mio punto di vista sono alla base dell’insuccesso storico dei Verdi Italiani, ma che probabilmente ci lasciano spazio per diversificare l’offerta politica nei confronti di diverse fasce di elettorato sensibile alla questione ambientale: a noi quelli più “ideologici” a loro quelli “meno”, se vogliamo semplificare)
Ciò non toglie che il momento può essere inteso in maniera positiva anche per i compagni che hanno trovato troppo trionfalistico il comunicato. Possiamo attrarre gente nuova (anche in concorrenza coi Verdi) ed in maniera esclusiva i delusi della Sinistra, e soprattutto, a differenza di altre forze politiche (come il M5S, ad esempio) che si concentreranno molto su altri aspetti dell’organizzazione per recuperare appeal, noi possiamo avere la mente sufficientemente libera per migliorare proposta, credibilità ed azioni.
A tal proposito dal punto di vista dei progetti possibili sto lavorando ad una proposta di campagna sui trasporti pubblici locali (e che vi racconterò non appena la finisco di formulare) dal momento che è su questo tema (condivisibile e di sinistra) che penso si possa raggiungere un numero elevato di contatti, caratterizzandoci fortemente come forza politica ed innescando al contempo una prima modifica “indolore” dei comportamenti.
L’“ottimismo” del gruppo dirigente, insomma, l’ho interpretato così: “Triplichiamo gli sforzi, consolidiamoci nel momento in cui siamo percepiti come in ascesa, che certo consenso ce lo ritroviamo in futuro”


#58

P.s. In questi giorni sto provvedendo a fare inviti social alle pagine di Beatrice Brignone e Annalisa Corrado. La reazione, da parte degli elettori più generalisti (che probabilmente non accetterebbero di esporsi per un politico “schierato”), mi sembra positiva e conferma la mia idea su come siamo percepiti in questo momento. Se lo facciamo tutti avremo più strumenti per diffondere in futuro i nostri contenuti. Che ne dite?

Pp.ss. Oggi Europa Verde dovrebbe intervistare Annalisa Corrado. Buona visione :slight_smile:


#59

Non so se è il topic giusto ma voglio segnalare le prese di posizione di Monica Frassoni ed Elena Grandi, in merito al rapporto con Sinistra e Pd. Di fronte a tanta durezza nei confronti di Calenda (nei contenuti più che condivisibile) mi lascia pensare sia il fatto di come i Verdi siano stati accusati prima e dopo le elezioni da certa sinistra che il motivo del veto fosse quello di voler avere come orizzonte l’appoggio al Pd, ma anche il fatto di averlo appoggiato (sempre quello delle trivelle, dei sussidi alle fossili, della depenalizzazione all’Ilva) alle politiche del 2018 senza batter ciglio. Ma forse hanno capito finalmente che il ravvedimento non è avvenuto, neanche Zingaretti ha cambiato il corso nonostante la maschera dialogante, che non basta citare Greta per diventare ecologista, la sostanza ha ancora il volto della spocchia di Calenda.


#60

Senz’altro molto interessanti questi commenti dei Verdi italiani, contenuti di cui tener conto. Però, parla dell’aumento degli elettori come se fosse tutto merito dei Verdi, Possibile viene liquidato con l’espressione “altri partiti di sinistra”, e la qualcosa pure fa pensare. Ho votato per l’alleanza con i Verdi, e ritengo sia stata la scelta giusta, ma che adesso sia da considerare seriamente la scelta di andare da soli mi pare evidente. Altrimenti forse ci troveremo a doverci iscrivere direttamente al Verdi italiani.


#61

Sì, c’è una parte dei Verdi che sta facendo di tutto per smarcarsi dalle istanze “di sinistra” e dal grande (e difficile) lavoro che abbiamo fatto noi durante la campagna elettorale.