Elezioni europee: se non è una sconfitta questa


#62

Vedo sui social molte discussioni sui distinguo tra Verdi e Possibile e sulle classifiche delle preferenze, non solo da parte di militanti e simpatizzanti.
Non sarebbe meglio affrontare il discorso sul futuro di Europa Verde prima al nostro interno e poi discuterlo con i verdi.
Stanno peraltro partendo campagne mediatiche di Europa Verde che non ho ben capito se sono concordate e da chi.
Contenuti condivisibili, per carità, ma se siamo un partito, o meglio due partiti, e non comitati elettorali, la dinamica dovrebbe essere un po’ diversa.


#63

Visto l’articolo di Bonelli su Repubblica di stamattina a mio parere con i Verdi c’è poco da discutere. Di sicuro una discussione al nostro interno va affrontata e in fretta.


#64

Però dovremmo anche cercare di superare il solito “liberi tutti” dopo le elezioni che caratterizzano la sinistra.
Proprio perché i prossimi passi richiedono elaborazione prima e confronto poi, dovremmo evitare di farci condizionare dalle interviste dei vari dirigenti nazionali.
Suppongo che anche gli iscritti dei Verdi chiederanno un confronto interno e quindi le dichiarazioni di Bonelli o altri, per quanto autorevoli, non possono essere considerate “programmatiche”


#65

Manca chiarezza. E secondo me bisogna farla subito.


#66

Avrebbe detto Galilei, eppur si muove. Frantoianni si è dimesso da segretario di SI. Non so se rappresenta un’apertura, un passo avanti o indietro, ma certo qualcosa potrebbe cambiare, nel senso dell’unione delle sinistre. Forse.


#68

Alfredo volevo rispondere a te. Probabilmente il mio messaggio si vede ancora, ma lo devo un po’ modificare altrimenti non posso pubblicarlo. Dopo le dimissioni di Fratoianni per me c’è lo spazio per costruire qualcosa intorno alla proposta di Possibile. Fratoianni lo dice chiaramente che ha capito che la base non accetta più le divisioni a sx. Invece Bonelli rivendica esattamente l’opposto. Ma l’importante è prima chiarirci fra noi su cosa vogliamo fare. L’altro mio cruccio è Elly. Non si può lasciare andare una persona così valida.


#69

Non ho visto il commento originale, ma questo lo condivido in pieno, e non so quanto tempo abbiamo per decidere come agire. Il governo è attaccato alle poltrone ma penso ci siano buone probabilità che si vada alle elezioni in tempi brevi. In proposito vedo scelte complicate da fare. Credo che Possibile abbia portato una buona dote di voti alla lista, ma credo anche che il movimento Verde nel resto di Europa abbia dato una bella spinta, e ci sarebbe da aggregarsi a questo, ma senza i Verdi Italiani però, un bel dilemma.


#70

Per i curiosi di Milano vi giro la tabella dei risultati delle europee nel comune di Milano per ciascun municipio. Ha ragione D’Alema, non si capisce perchè il PD dovrebbe cercare i voti al centro (geografico e politico) che ha già. Calenda dove va? Boh.
E devono stare molto attenti a non fare stupidaggini come votare o minibot, che peraltro sono stati votati all’unanimità (???). I dati provengono dal sito del comune.
Eurpee 2019_milano_municipi.xlsx (12,0 KB)


#71

Certo, fa orgoglio vedere quasi 18.000 voti per Europa Verde a Milano, e fa inca–are vedere che Europa Verde e Sinistra Italiana insieme facevano il 5.2%, almeno a Milano.


#72

Nel Parlamento europeo il gruppo più affine al M5s è il Gue, molto affine risulta anche il gruppo dei Verdi ., ciò in base ai voto espressi. Dico questo perché nel Parlamento italiano oggi esiste anche una larga maggioranza M5S +PD+LEU (Al Senato 112+57+4=173/315, e alla Camera 221+112+14=347/630) . Se il problema è una destra capeggiata da Salvini che ci porta fuori dall’Europa, io ci penserei più di due volte a non sfruttare oggi questa situazione, perché diversamente non vedo quando il PD o un centrosinistra possa ipotizzare di andare al governo. Certo, se ne dicono di tutti i colori, non sarebbe condiviso dalla maggior parte degli elettori di entrambi gli schieramenti, ma alla fine sarebbe una soluzione per riportare l’ Italia in Europa seguendo i principi cardini della Costituzione, più solidarietà,
più uguaglianza, lotta alla corruzione , più ecologici ecc.


#73

Sfondi una porta aperta, anche perché si fisserebbero degli accordi di.programma, che non essendo tipo quelli alla Salvini sarebbero certamente più praticabili. Il problema è la pattuglia Renzi che blocca ogni accordo con M5S, credo perché teme lederebbe il suo piano di farsi un partito personale, prendendo fa PD e FI. Zingaretti infatti ripete il mantra “mai col M5S” proprio, e solo, per le minacce dei renziani, Giacchetti, Marcucci, Lotti ecc, e di conseguenza anche Di Maio dice lo stesso, per non essere da meno, questo dopo che ha cercato in tutti i modi di accordarsi col PD prima di andare con la Lega, ironia delle ironie. Insomma, se dobbiamo sopportare un M5S che non sa bene ciò che fa e una Lega xenofoba, razzista, disonesta (€49.000.000 più i soldi di Putin…) e incompetente in economia, lo dobbiamo essenzialmente a Renzi, il quale ancora blocca la porta. Se si riuscisse a superare questo ostacolo, potremmo tornare ad essere una democrazia quasi normale. Qualcuno ha una bacchetta magica?


#74

Ma si può sapere perché Possibile è stato il primo a uscire da LeU quando con pazienza e lavorando insieme avremmo potuto inglobare altri e presentarci alle Europee con qualche chance in più. Ora che si intende fare continuare a stare soli nella Turris eburnea di chi si sente il meglio e quindi non si mescola con altri. Se le sinistre verdi europeiste ecc. non si uniscono continueremo sulla strada del disfacimento lasciando campo libero alla peggior politica mai vista.


#75

Non credo sia stato un lasciare LeU quanto salvarsi da quel naufragio. Che LeU sia stato un errore mi pare evidente, basta vedere i risultati elettorali. E’ vero comunque che si poteva usarlo come nocciolo per un altro gruppo (chiamato magri Possibile!), con una dirigenza ben diversa dai Bersani, D’Alema e Grasso, che di fatto sono stato un peso da “vecchia politica” che ha affondato questo tentativo. Invece, Frantoianni e compagni si sono disassociati, i Verdi comunque vanno per la loro strada: cosa rimaneva da salvare? Ora piuttosto, vista la situazione politica, può darsi che tanti distinguo siano accantonati (visto l’ennesimo risultato negativo del stare divisi…), che la vecchia dirigenza (che, badate, non si è presentata per le europee) si metta da parte, permettendo così una rinascita delle varie anime della sinistra.


#77

Da discutere ed analizzare come proposte, ma comunque ottimi punti di partenza per una discussione fattiva, concreta, ed in tempi brevi. E grazie al cielo finalmente si sentono delle nuove voci in queste lunghe discussioni.


#78

Luigi, sono d’accordo sul “piano a lungo termine” ed é per questo che ero favorevole alla lista con i Verdi, sono una formazione politica che ha piú margini di crescita rispetto alla sinistra tradizionale e un occhio (e guardo soprattutto ai verdi europei, e in quel grande calderone che sono a quelli britannici e olandesi che conosco meglio), ma secondo me dire che abbiamo fatto passi avanti é ingannarci da soli.
Non è vero che siamo passati dallo 0.5 al 2.3%. Alle politiche eravamo in Liberi e Uguali, e con quella formazione avevamo preso 1.100.000 voti. La “sinistra a sinistra del PD” questa volta era composta da due formazioni, Europa Verde e La Sinistra, che si sono divise quei voti, 620.000 a noi e 400.000 a loro, in totale giusto 80.000 voti in meno, persi al vento o al PD. Non abbiamo guadagnato nulla, abbiamo solo diviso in due i voti che comunque sarebbero finiti a sinistra del PD.
Certo, abbiamo anche dimostrato che una sinistra fortemente progressista non può prescindere da femminismo e ambientalismo. Abbiamo dimostrato che avere una direzione ben precisa porta più voti che buttare tutto in un calderone e sperare di non urtare nessuno. Queste sono lezioni importanti e che possiamo usare nei prossimi mesi per costruire qualcosa di importante.
Ma non illudiamoci: non abbiamo guadagnato neanche un voto, anzi ne abbiamo persi 80.000.
E questo mi porta a quello che dirò allàassemblea del 16 se mi sarà concesso uno spazio: puntare a rubare voti al PD o a altre formazioni della sinistra non ci porterà mai a risultati convincenti, meno che mai a convertire il nostro progressismo, femminismo e ambientalismo in leggi nazionali e continentali.
Nulla di quello che c’è scritto nel Manifesto è sbagliato, ma se solo 620.000 persone ci votano su 50.000.000 è perché diamo si le risposte giuste, ma alle domande sbagliate.
A quei venti milioni di persone che non votano la domanda “come ti posizioni rispetto al PD” non interessa, e non capisco perché dovrebbe interessare così tanto a noi.


#79

Sfondi una porta aperta. Per questo motivo la strada giusta, al momento, non è cercare di capire come togliere voti al Pd o ai Verdi o a La Sinistra o Marco Rizzo. Il punto è che abbiamo la necessità di proporre la nostra identità politica all’elettorato, dare delle risposte alle giuste domande, come dici giustamente tu. E le risposte si danno sul campo, non nei tavoli di concertazione con gil altri partiti. Io ho sempre creduto che il voto dei cittadini è un GIUDZIO sull’operato, non un credito per i prossimi 5 anni. Quindi solo iniziando a imporci sulla scena pubblica con temi e risposte, potremmo veramente misurarci.

Sul giudizio relativo all’esito delle elezioni non mi esprimo per rispetto del lavoro svolto dagli attivisti. Credo che la batosta sia stata grande per tutti a sinistra, ma come ho detto qualche giorno fa io resto del parere che il vuoto lasciato da queste elezioni sia un’opportunità. Ti immagini cosa sarebbe successo se avessimo raggiunto il 4% risicato? Eleggevamo un paio di parlamentari europei? E poi? Tutti allegri e contenti? Sarebbe stato peggio, perché gli allori hanno sempre fatto danni nella sinistra :slight_smile:


#80

Condivido. Il punto è mostrare che le nostre proposte corrispondo davvero ai problemi della gente, non chi è “più a sinistra”. A dir il vero, poi, a parte la questione della perdita complessiva di voti, ho comunque il sospetto che abbiamo dato più ai Verdi italiani di quanto abbiamo ricevuto e sarebbe un fatto cui tenere eventualmente conto.


#81

ottimo avere il file coi dati, grazie!
Quattro conti li avevo fatti anch’io.

Attenzione però. Le colonne secondo me dovrebbero essere più di due.
Infatti, così come la lista PD-Art.1-Futura-Demo.S.-Siamo europei, la lista +Europa-Italia in comune-Radicalitaliani-Centro Democratico-Riformatori Liberali ecc., la lista La Sinistra-SI-PRC-Diem25 ecc., così anche Europa Verde in realtà era una coalizione tra più di due partiti (almeno 4). Magari Green Italia può essere considerata un’estensione della vecchia Federazione dei Verdi, ma certamente il partito dei Verdi Grune Verc del Sudtirolo preesiste alla vecchia Federazione e da parecchi annni (almeno dal 2013) non se ne considera pù parte, e rivendica di avere fatto scelte autonome (ad esempio con SEL o con LeU). E, a Nord Est, piazza i propri candidati primo e terza, Lantschner con quasi il TRIPLO dei voti di Bonelli.
E così, anche, non tutti i candidati considerati della vecchia Federazione dei Verdi (tolti i due del partito dei Verdi Grune Verc del Sudtirolo) sono strettamente organici della vecchia Federazione, per esempio non credo che lo sia, ancora, il buon Finiguerra.
Immagino proprio che, se mai fosse scattato il 3% con 3 seggi, la vecchia Federazione dei Verdi sarebbe rimasta fuori dall’Europarlamento, e, a parità di preferenze in proporzione, sarebbero passati 1. Verdi del Sudtirolo (con più preferenze di tutti gli altri), 2. Possibile Nord Ovest, 3. Possibile Centro.


#82

Sono davvero, qui, l’ultimo arrivato.
Molto, credo, dipenda dal punto di vista.
OK, sconfitta.
Ma, se guardi con gli occhi di chi, come me, e come tanti altri, ha militato nell’ecologismo politico prima che finissero di distruggere la vecchia Federazione dei Verdi, Possibile veramente è una speranza.
Non ho fatto campagna elettorale attiva e mi sono reso conto di cose belle che si muovevano in zona Possibile solo una decina di giorni prima del voto. Ma ho notato che anche altri amici ecologisti di vecchia data hanno notato qualcosa, e dopo anni a cercare di contaminare la sinistra, hanno scelto di votare - come me - EV perchè percepivano dopo molto tempo qualcosa di nuovo. Per esempio, candidature come Nicoletta Dentico o Annalisa Corrado (o anche qualche candidatura azzeccata dalla vecchia Federazione, come Silvia Zamboni o Mao Valpiana).
Vista da questo piccolo punto di vista, la sconfitta contiene anche una grande speranza.
Attenzione. Bonelli è lì da sempre. E’ colui che, mentre si costruiva potenzialmente il più grande partito ecologista italiano, SEL, che rivendicava l’ecologia financo nel nome, ottenne quel 50+1 per s-federarsi. Green Italia intenzionalmente pescava tra imprenditori della Green Economy, in Sicilia ha anche avuto come esponente un autorevole ex assessore di AN appassionato di beni culturali. Nella lista isole uno dei nomi di spicco di quest’anno 2019 era quello di un ex assessore del governo regionale guidato da Raffaele Lombardo.


#83

mantenere saldissimi rapporti con l’ottimo Lantschner e col partito dei Verdi Grune Verc del Sudtirolo, innanzitutto, secondo me.

E trovare pazientemente il modo di essere ammessi nel partito verde europeo.