La Sinistra come la conosciamo è in fase terminale, occorre una #SinistraDiversa


#1

La politica delle sinistre è ideologicamente una politica che divide e non unisce. Solo due grandi questioni per intenderci, il femminismo e l’assistenzialismo, di cui l’accoglienza è diventata la parte preponderante. Per fare sinistra occorre una politica che ideologicamente unisce e lo si fa combattendo tutti insieme per il “diritto delle persone”, dove il privilegio di uno deve diventare il diritto di tutti. L’uguaglianza si ottiene con politiche ridistributive di potere, lavoro e reddito, altro modo è prendere in giro la gente e se stessi.


#2

Rispondo anche qui ad una provocazione che hai lanciato in un’altra discussione.
Combattere per “il diritto delle persone” significa schierarsi, fare parte e quindi partito, operare distinzioni. Ci si può unire nel combattere battaglie comuni, ma non capisco la ragione di questa necessità di unità a tutti i costi (soprattutto quando il costo è di tipo valoriale)
Sono d’accordo sul fatto che l’uguaglianza di possa raggiungere con politiche ridistributive, ma non capisco perchè questo implichi la necessità di una #sinistradiversa


#3

Se non si capisce significa che non ci si sta accorgendo che queste sinistre sono fallite e le micro esistenze sono solo per coltivare l’orticello di pochi attivisti che amano premiergiare. Un altro esempio, andare in piazza contro il decreto Pillon che è sicuramente più uguale della legge che esiste in materia, significa andare contro il simbolo dl partito per ragioni femministe.


#4

Bhè, quel “premiergiare” spiega proprio tutto.


#5

Il gaio è che non l’hai proprio capita trattandosi di “licenza poetica” che significa che ognuno vuole essere premier.


#6

andare in piazza contro il decreto Pillon che è sicuramente più uguale della legge che esiste in materia, significa andare contro il simbolo dl partito per ragioni femministe

in che senso il decreto Pillon è più uguale della legge esistente in materia? Mi sembra una affermazione aperta al dibattito
Se sono ragioni sbagliate si dica che sono ragioni sbagliate, quel “ragioni femministe” lascia intendere che il femminismo sia incompatibile con l’idea alla base del simbolo di partito, è una espressione che proprio non mi torna.

Per il resto, penso che la discussione sia un po’ sterile, e me ne dispiaccio. Penso che comunque il tuo punto di vista sia abbastanza chiaro


#7

L’importante è crederci!


#8

Penso che tutti coloro che dicono di essere di sinistra, per la sinistra, dovrebbero leggere La lunga eclissi, ultimo saggio politico di Achille Occhetto, davvero illuminante. Sostiene che la sinistra com’è stata finora debba morire e risorgere dalle sue ceneri, rinascere nuova e più cosciente di sé, per poter essere funzionante e competitiva; Possibile per primo trarrebbe beneficio da questa lezione politica di Occhetto (in sinergia con altri soggetti politici a sinistra del PD, perché da soli non si va molto lontano), per questo ho rinnovato ancora la tessera per il 2019, nonostante attorno a me vedo una moria di iscritti che non rinnovano più la tessera. Parliamone.


#9

La Sinistra è opinione, misura della realtà, difesa dei diritti. Non lotta per il consenso. Quando decide di farlo entra in conflitto con i suoi stessi principi, perchè, secondo me e qualcun altro, fraintende clamorosamente sui motivi della lotta. Un uomo di sinistra deve sporcarsi le mani con gli ultimi e con i diritti, fino a sentire torcere le budella. Se si fa per prestigio e soldi - o consenso - si diventa PD. Secondo me. E poi diventa inutile organizzare i presupposti per le adesioni. La nostra tessera è una istigazione a continuare.


#10

Non bisogna confondere “lotta per il consenso” con il far avanzare le proprie proposte in campo politico, realmente e non solo sulla carta. La lotta, quando è per la sopravvivenza, può essere giustificazione a sé stessa, ma non porta a nessuna parte in genere. E rifiutare di sporcarsi le mani in senso pratico, cercando il potere per cambiare le cose, è autolesionismo.


#11

Si, inutile girarci intorno, il pensiero liberista non ha nulla a che vedere con la sinistra. Il socialismo è sinistra, lo stato che si prende cura di dare lavoro e redistribuire, che non è altro che l’attuazione della nostra costituzione. Ma i trattati europei non consentono tutto questo perché l’unione europea è stata fatta per arricchire chi è già ricco e impoverire chi è già povero che è il contrario di quello che dovrebbe fare la sinistra.