Possibile #EllySchlein | "Parlamento Europeo"


#1

E’ ancora accettabile che “Elly Schlein”, deputata europea di “Possibile” faccia parte ancora del gruppo S&D …non sarebbe più accettabile aderire al gruppo GUE/NGL per continuare con più determinazione il grande lavoro fatto da “Eleonora Forenza” e “Curzio Maltese”?


#2

Premesso che S&d non è il Pd e che come per l’uscita dal Pd la decisione non può che essere personale, non si capisce perché l’alternativa debba essere per forza la Gue, che peraltro contiene posizioni antieuropeiste lontanissime da Possibile: in Europa c’è anche dell’altro, ad esempio i Verdi. Se dibattito deve essere non lo si può predeterminare sin dall’inizio.


#3

Segnalo peraltro che Vie possibili è una piattaforma dedicata al confronto su progetti, non un forum ombelicale e politicista. Questo topic fa il paio con quello che suggerisce di rientrare il Pd: inutile e fuori posto.


#4

Infine, la partecipazione a Vie possibili è aperta e libera, ma gli pseudonimi tipo “Mihail Possibile” non sono accettabili (specialmente se si pretende di dire agli altri cosa fare).


#5

1Mihail è il mio vero nome 2possibile penso sia dovuto al fatto per per accedere ho dovuto chiedere assistenza ai tecnici di Possibile… Nulla di che


#6

Non penso che questa piattaforme sia stata creata solo ed decisivamente per proposte… Anche per idee e suggerimenti nuovi


#7

In Italia sosteniamo le idee della Sinistra…mentre in Europa addirittura quelle dei Verdi ??? Mi faccia un piacere … Comunque vorrei ricordare che la definizione di Gue\Ngl è Sinistra Unita Europea / Sinistra Verde Nordica e al proprio interno vi sono gruppi facenti parte dei Verdi


#8

E gruppi antieuropeisti. Comunque noi non ci chiamiamo “Sinistra Possibile”, ci chiamiamo Possibile, e non è un caso. Forse ti stai confondendo con altri partiti.


#9

No non mi sto confondendo con altri partiti … Anche Podemos non si chiama Sinistra Podemos ma porta avanti pensieri di una nuova politica di sinistra a cui voi vi ispirate … Gruppi antieuropeisti ??? così come sta procedendo l’Europa e come è stata costruita assolutamente d’accordo … Senza andare lontano il gruppo “l’altra Europa con Tsipras” vuole un altro tipo di Europa vicina al popolo all’ambiente hai lavoratori ecc… (come voi anche se non volete ammetterlo o alcuni di voi non ammettono )


#10

In teoria e se non ricordo male le vie servono praticamente come piattaforma di lancio per i progetti che i comitati fanno partire.
Per le discussioni c’è l’Agorà oltre che tutte gli spazi sui social.
Per chiarimenti di natura tecnica (e non solo?) la sezione Q&A sulla piattaforma “partecipazione”.


#11

Secondo me sei un po’ confuso, e dimentichi da dove vengono la maggior parte dei fondatori di Possibile, a partire dal segretario (che nella Gue non ci entrerebbe mai e poi mai). Noi siamo usciti dal Pd perché il Pd si è spostato, non abbiamo mai dichiarato di volerci spostare noi per andare nella sinistra-sinistra (al limite è dove voleva spingerci qualcuno, ma senza successo).


#12

Mi sa che qui sbagli tu Podemos al Parlamento Europeo è nel gruppo Gue/Ngl : Xabin Benito Ziluage . Tania Gonzáles Peñas . Miguel Urbán Crespo. Lola Sánchez Caldentey . Estefania Torres Matinez P.S.ti consiglio un giro sul sito http://www.guengl.eu


#13

Appunto. Podemos. Noi no.


#14

A proposito di antieuropeisti o europeisti è interessante quanto segue :
Fuori dall’ Euro la Germania crolla (e l’Italia vola).A dirlo e l’ex ministro delle finanze tedesco Theo Waigel.L’Euro conviene solo ai tedeschi, ecco perchè ci siamo dentro, e perchè la Merkel farà di tutto per non farci uscire, per non far cadere l’Euro. Siamo tutti ostaggio della Germania…
Theo Waigel è stato per dieci anni Ministro delle Finanze di Helmut Kohl…


#15

Premetto che non credo molto a queste previsioni ipersemplificate (e inverificabili); comunque, se questa fosse ben fondata, sarebbe un’eccellente notizia, perché darebbe un notevole potere contrattuale a tutti i Paesi nella posizione dell’Italia per chiedere una politica monetaria diversa e una riforma democratica dell’Unione Europea.


#16

Ciao Giovanni, ho trovato quella dichiarazione di Walgel e mi sembra idonea per comprendere il problema, nel senso che tutti o quasi ritengono che in un mondo globalizzato da soli non si sopravvive, ma nello stesso tempo non possiamo accettare che solo pochi ( Gemania,Olanda) possano avere vantaggi con questo euro, per cui o i paesi attualmente forti aiutano concretamente quelli più deboli ( si chiama solidarietà) o quelli più deboli si aggregano per avere un euro più debole ed essere competitivi… Anche così si può ugualmente avere un Europa federale che condivide molte strutture e cooperi per il bene comune.


#17

Mario, capisco l’esigenza che sostieni, ma la soluzione non può essere quella delle due monete. Gli economisti trattano la moneta dal punto di vista puramente economico, ma essa è anche un aspetto della sovranità: non so quante volte nella Storia uno Stato organizzato abbia accettato di avere due monete al proprio interno, se non in casi eccezionali e per brevi periodi di transizione. Anche dal punto di vista economico, se uscissimo dall’euro sarebbe un disastro: a che tasso di interesse lo Stato italiano dovrebbe offrire i buoni del tesoro espressi in una moneta destinata a svalutarsi? (Tra l’altro, non aver abbattuto il debito prima di entrare nell’euro è stato un disastroso errore di Prodi e delle forze politiche che lo sostenevano). L’unica soluzione è “convincere” la Germania che in una Federazione compito del governo e delle autorità monetarie è quello di fare una politica perequativa e non vantaggiosa solo per le aree già forti (perequazione peraltro fatta dalla Germania stessa verso i land ex orientali). E l’unico modo per “convincere” la Germania è fare la Federazione. Difficile, ma indispensabile, tanto più negli scenari mondiali che vanno profilandosi. (Yanis Varoufakis ha recentemente scritto un libro, discutibile come ogni cosa ma molto interessante: “I deboli sono destinati a soffrire?”)


#18

L’insistenza tedesca per una politica di austerità nell’eurozona ha reso l’Europa più divisa che mai pima d’ora, e una spaccatura dell’Unione europea non è più inconcepibile". La durissima accusa alle politiche scelte dalla cancelliera Angela Merkel non viene da economisti critici né da sinistre radicali: per la prima volta, a pronunciarla è il vicecancelliere Sigmar Gabriel in persona, leader della Spd (socialdemocrazia, partner di minoranza dei conservatori Cdu-Csu nella Grande coalizione al potere in Germania) e superministro dell’economia.
Vedi Giovanni, a questo punto auspichiamoci che vinca Gabriel, ma se non vincesse e vogliamo che l’Europa continui ad esistere , qualora la Merkel non cambiasse idea, non ci resta che avere un’Europa a più monete (infatti Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Gran Bretagna, Ungheria, FYR Macedonia, Norvegia, Polonia, Romania, Serbia, Svezia, Svizzera non hanno l’euro) fin tanto che le diverse economie non trovano un punto di equilibrio.


#19

Concordo pienamente con Giovanni se così fosse gli stati economicamente più deboli avrebbero un grande vantaggio “negoziale”


#20

Anche io sono molto d’accordo con quest’ultima posizione. Però, da un punto di vista “realistico”, credo che una politica monetaria simile, che appiana questi dislivelli in funzione dell’unitá europea, sia realizzabile solo a patto di una qualche “cessione morbida di potere” nazionale, in funzione europeistica (questi benedetti Stati uniti d’Europa SIGH!). Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca!