Possibile #EllySchlein | "Parlamento Europeo"


#41

Vero hanno un loro gruppo ma io preferisco GUE/Sinistra verde Nordica.


#42

Anche io e spero che Elly Schlein passi al gruppo GUE/NGL il prima possibile per una lotta più forte e rafforzare la voce del nostro paese in Europa … non ha più senso rimanere nel gruppo SeD


#43

+Europa e non solo , ma quale Europa. Non è un argomento da lasciare agli altri , anzi dovrebbe essere il life motive specialmente per noi per un’Europa solidale, non bisogna lasciare Schulz da solo a porre il problema alla Merkel, in questa legislatura o si fanno gli Stati Uniti d’Europa o va tutto a remengo.
Solo con un’Europa politica si potranno risollvere problemi fondamentali della società.


#44

Mario, sono assolutamente d’accordo con te. Invece, purtroppo, nell’assemblea di LeU del 3/12/2017 a Roma, mi sembra che l’unico che abbia pronunciato la parola “Europa”, peraltro in una frase abbastanza generica, sia stato Grasso. Un’altra occasione perduta. E quanto poco sia presente il tema europeo alla dirigenza di Possibile (con l’eccezione della bravissima Elly Schlein), è dimostrato dal fatto che a nessuno è venuto in mente di far tradurre il Manifesto almeno in francese e in inglese.


#45

La creazione di una Unione Europea veramente politica, a mio avviso, è ormai resa quasi impossibile dall’allargamento a dismisura della EU : per fare una unione politica occorre una comune base culturale e interessi comuni, che mancano alla EU.

In tutti questi anni si è cercato di costruire una Europa partendo dal tetto, cioè dalle istituzioni, quando a mio avviso si sarebbe dovuto partire dalle fondamenta, cioè dal costruire una comune cultura europea, su cui basare poi l’unione politica. Gli interscambi culturali tipo “Erasmsus”, pur lodevoli, non bastano:

  • Occorreva una lingua franca comune, l’Inglese sarebbe stata la scelta più ovvia ma vallo a dire a tedeschi e francesi (specie oggi che la GB sta uscendo dall’unione). In India, partendo da uno stato di forte necessità, non si sono posti tanti probòemi ad usare come lingua comune quella degli ex-colonizzatori
  • Occorevano dei veri media europei (non barzellette tipo “Euronews”), che svolgessere un ruolo analago a quello svolto dalla TV pubblica nell’unificare (?) l’italia
  • Occorreva una vera industria europea, con proprietà, interessi ed attività diffusa in molti stati, non industrie di uno stato che colonizzano gli altri stati. Ma la coalizione tra gli interessi dei propietari e politici miopi e populisti hanno fatto si che questo non succedesse.
  • Occorreva europizzare (ed in seguito globalizzare) le forze che da un secolo fanno da contrapposizione al capitalismo, in primis i sindacati, visto che i loro avversari ormai hanno una dimensione mondiale.

Tutto questo (ed altro) non è stato fatto, o è stato tentato in modo timido ed inefficace. Il risultato è che oggi non abbiamo una Unione Poilitica europea: abbiamo invece una “Unione Diplomatica”, in cui nel processo decisionale contano più i rapporti di forza tra gli stati che le necessità ed il volere dei cittadini europei.

Ed ora? Verrebbe voglia di cedere alle insistenze di chi vuole mandare tutto all’aria, per poter ricominciare d’accapo, sperando di avere appreso dagli errori fatti. Ma la storia ci chiede altro, chi chiede una quasi impossibile accellerazione verso l’Europa Unita. Come farlo senza ottenere un mostro burocratico/politico che sarebbe visto dal cittadino comune ancora più opprimente dell’attuale Unione Europea ? Io non lo so, ma provo a dare qualche consiglio:

  • forse(?) occorre un passo indietro, una specie di rincorsa per poter spiccare un salto in avanti : torniamo alla comunità economica europea, e da li ripartiamo
  • rilanciamo il processo di creazione di una costitutuzione europea, questa volta dal basso : quali sono i valori fondamentali del futuro stato europeo? Quali prerogative devono rimanere agli stati e quali attività invece devono essere messe a fattor comune?
  • Europa a più velocita? non mi piace, ma sembra inevitabile. Siamo troppi, e con interessi troppo diversi
  • Per l’ Italia : smettiamola di dire “ce lo chiede l’Europa” : le cose si fanno perchè e giusto e necessario, anche cose scomode e dolorose come il risanamento del debito pubblico. Si fanno per noi e per il nostro futuro, prima che per l’Europa,

#46

“Una nuova partenza per l’Europa”, ossia l’impegno per un’Ue più vicina ai cittadini, trasparente e democratica. Questa, per quanto riguarda l’Europa, sembra la conclusione delle trattative in Germania tra Spd di Martin Schulz e Cdu/Csu della Merkel. La Germania, quindi, si impegnerà a rafforzare il Parlamento Europeo e a lavorare insieme alla Francia per il rinnovo dell’istituzione, contribuendo maggiormente dal punto di vista economico. Le difficoltà che Francesco ha qui sopra sottolineato, esistono, ma conviene a tutti superarle, quindi a piccoli passi si proceda nell’interesse igenerale e sopreattutto dei paesi più in difficoltà.


#47

Visto che siamo in fase congressuale mi sembra ottimo aprire la discussione e a riflessioni sul futuro del nostro partito. Pensate che Elly Schlein abbia le caratteristiche per essere la nuova segretaria di Possibile?


#48

Persnalmente la ritengo la figura ideale, ma non so se questo è lo spazio per discuterne. Mi è sembrata un po’ reticente circa il dover coniugare il suo lavoro in Parlamento Europeo con un lavoro di segreteria. Ovviamente sarei felice di venire smentito


#49

Sì, credo che questo sia un ottimo posto in cui discutere anche di temi del genere. Le Vie Possibili sono uno strumento che dovremmo coltivare sempre più, le discussioni sono molto costruttive e partoriscono generalmente spunti e riflessioni da valorizzare.
Ci danno anche l’opportunità di metterci in contatto e condividere pensieri, quindi perché non parlare di una rosa di nomi :slight_smile:


#50

La Schlein è sicuramente una persona di una competenza e serietà rara nel mondo politico italiano odierno ma questo è un momento in cui il/la segretario/a deve essere sempre presente perché è necessario un lavorone di risistemazione del partito ed Elly fa già un lavorone al Parlamento Europeo, quindi non credo avrebbe tempo per svolgere efficacemente entrambi.


#51

Per me, senz’altro sì!


#52

Elly ha ufficializzato la sua NON-ricandidatura


#53

Equivale alla Lega che butta via Salvini (cosa augurabile dal mio punto di vista, ma non certo utile per le mire dei leghisti…).


#54

su repubblica.it. - Schlein: “Europarlamento addio, ecco perchè non mi ricandido”

![Schlein: "Europarlamento addio, ecco perchè non mi ricandido

Il volto di OccupyPd: “Zingaretti mi ha offerto una candidatura, bene che abbia aperto un nuovo dialogo con la sinistra”
Il Pd voleva candidarla. Ha parlato direttamente con Zingaretti?
“Sì, ho parlato anche con lui in queste ore. Propormi una candidatura non era affatto scontato, è la prova che Zingaretti ha aperto una nuova fase nel rapporto con la sinistra. Ma la proposta era arrivata anche da aree come Mdp, Futura che ringrazio per la generosità. E poi da altri mondi vicini a me: i Verdi, la Sinistra”.

E poi, perché ha rifiutato?
“Mi sono presa alcuni giorni per pensarci, ho passato momenti difficili ma alla fine ho capito che una mia candidatura sarebbe stata uno strappo. Ho trascorso gli ultimi dieci mesi a lavorare per unire un fronte ecologista e progressista in Italia. Per evitare inutili frammentazioni in una situazione grave come quella in cui ci troviamo. Bisognava trovare un terreno comune tra chi critica politiche economiche che hanno aumentato le diseguaglianze, tra chi si batte contro i nazionalismi e i populismi, di destra e di sinistra. Ma non ci sono riuscita. Visto che ho lavorato per unire, non potevo fare una scelta divisiva”.

Perché il tentativo è fallito? Il solito autolesionismo della sinistra?
“Ci sono state logiche identitarie e poi, certo, i personalismi nel nostro campo non mancano”.

Prodi ha provato a convincerla a candidarsi con il Pd?
“Abbiamo solo ragionato. E mi ha chiesto cosa intendevo fare”.

Il Pd con Zingaretti è cambiato?
“Il Congresso si è chiuso solo un mese fa, non è possibile superare tutte le contraddizioni in un tempo così breve. Ma staremo a vedere”.

Cosa le resterà delle sue battaglie nel Parlamento europeo?
“I risultati ottenuti quando le forze ecologiste e progressiste si sono unite: la risoluzione Sargentini contro l’Ungheria di Viktor Orbán per aver violato lo stato di diritto. E poi la riforma del trattato di Dublino, che ho curato personalmente, passata con i due terzi dei voti in Parlamento. Peccato sia stata bloccata in Consiglio dagli amici sovranisti di Salvini”.

E adesso cosa farà?
“Ora c’è moltissimo da ricostruire. Nella società un fronte comune – il cosiddetto terzo spazio - esiste già: lo si è visto nelle piazze o nelle sale in cui i cittadini si sono riuniti con forme di mobilitazione spontanea su temi come il clima, i migranti, il lavoro, la parità di genere. La politica si è aggiunta, ma è arrivata dopo”.

Per chi voterà alle Europee?
“Sosterrò i candidati che fanno parte di questo spazio comune. Ma non ho ancora scelto. Mi lasci qualche giorno”.

Credo che con Elly bisognerà lavorare non tanto per Possibile , ma per dare voce a questo
" TERZO SPAZIO" della sinistra per una nuova Europa. Quindi a sinistra solo due entità una favorevole all’Europa e l’altra contraria.


#55

Elly aveva tutto il diritto di scegliere e per quanto mi rammarico molto della sua scelta, la trovo coerente. A dir il vero, credo che avrebbe potuto anche soprassedere alle sue preoccupazioni sul “dividere”, tanto ci hanno pensato gli altri a farlo, mica lei. Al limite, pur di vederla in Parlamento, le avrei detto che se non con noi, allora anche col PD, per non disperdere quanto ha fatto. In questo senso il PD ha perso una risorsa, ma il danno è molto maggiore per noi di Possibile. Peccato. Vedremo poi questo “terzo spazio” cosa porta; speriamo non altre divisioni.