Riformare la scuola: da un concetto ormai vuoto ad una vera rivoluzione


#1

La discussione sulla scuola parte sempre dall’idea di modificare in parte, solitamente piccola, il sistema scolastico vigente, senza mai prendere di petto il problema base, cioé, che la scuola serve meno a istruire o formare e più a distinguere socialmente gli studenti, questo non come un enunciato ovviamente, ma come effetto reale, retaggio della scuola ottocentesca quale è ancora. Propongo una riflessione in merito partendo dallo scritto che segue, che ricevo e volentieri diffondo.

Il sociologo Marzio Barbagli insieme a Marcello Dei ed all’Istituto Cattaneo (istituto di ricerca sociologica) ha pubblicato nel lontano 1969 (solo due anni dopo la pubblicazione di “LETTERA AD UNA PROFESSORESSA” scritto dai ragazzi della Scuola di Barbiana, organizzata da don Milani,un saggio di ricerca sociologica sugli insegnanti della nuova scuola media che è diventato un classico della ricerca in questo campo specifico (Marzio Barbagli - Marcello Dei : "Le vestali della classe media " - Bologna - Il Mulino -1969 -pp 378 ) che ha confermato pienamente,già da allora, le intuizioni di don Milani e dei suoi ragazzi, cioè la presenza diffusa di atteggiamenti e comportamenti chiaramente classisti in molte insegnanti della scuola media dell’obbligo chiaramente incompatibili con la missione sociale e culturale della nuova scuola media unificata.
Come vedi,caro Riccardo, la questione è molto più antica e radicata di quanto possa sembrare a chi si fosse avvicinato a questo problema attraverso la lettura dell’articolo dell’Espresso o di "Tuttoscuola ". Tutte le ricerche che si sono succedute negli ultimi cinquant’anni da allora hanno confermato la sussistenza di questo problema che affligge la scuola italiana dalle origini. Tra i saggi più recenti usciti sull’argomento vorrei segnalare,oltre a quello di Raimo,quello di Roberto Contessi : “SCUOLA DI CLASSE” - Laterza- 2016
Qui il titolo è decisamente più esplicito e non lascia spazio ad equivoci; Tieni presente che entrambi gli autori sono docenti ancora in servizio , quindi non si tratta di “esperti” esterni alla scuola ma di persone che stanno ancora "in trincea "; l’autore di quest’ultimo saggio,Contessi è intervenuto recentemente su “Repubblica” , il 16-7-19 con un articolo molto incisivo dal titolo "Ma di questo disastro che cosa diciamo noi professori? " ; nel caso ti fosse sfuggito, ti riporto di seguito un inciso : …E’ sicuramente fallita la promessa di una formazione scolastica che mitigasse le disuguaglianze sociali, promessa elaborata con forza negli anni settanta, ma tale fallimento è sopratutto didattico (oltre che politico)…perché un metodo di insegnamento concepito per una scuola di élite, che utilizzava la bocciatura come strumento di selezione , è stato applicato ad una scuola di massa la quale,per definizione,non può usare la bocciatura se non come soluzione didattica estrema. Un metodo di insegnamento alternativo,però, non è stato mai introdotto (salvo lodevoli ma limitate eccezioni) in modo strutturale e generalizzato : questa è stata la denuncia di Tullio de Mauro a partire dagli anni settanta. Una scuola di massa che accetta (o tollera) un metodo adatto ad una scuola di élite è condannata a sfornare ragazzi i quali,se deboli all’iscrizione a scuola,rimangono deboli all’uscita cioè al diploma di maturità (se non abbandonano già al primo o al secondo anno, data la persistente alta percentuale di dispersione scolastica in questo ordine di scuola, largamente superiore alla media europea " … mi pare che non ci sia molto da eccepire a questo tipo di analisi, anche se sono cose note da decenni a tanti docenti e dirigenti "di coscienza "…


#2

Non so se sei al corrente che Possibile ha espresso dall’ultimo congresso alcuni gruppi di lavoro nazionali sulle tematiche più rilevanti della nostra proposta politica. Fra questo c’è il Comitato #AllaBaseLaScuola, coordinato da Eulalia Grillo, con un proprio progetto di riforma del sistema istruzione molto articolato e in continuo aggiornamento. Se ti fa piacere, puoi visitare la nostra attivissima pagina Facebook e interagire con noi, conoscendo direttamente quello che pensiamo e facciamo.


#3

Un’attenta riflessione su quella che è la realta scolastica oggi. Come in molti altri ambiti, la realtà tutt’ora è permeata dal passato, da quando le scuole erano sostenute finanziariamente dalle famiglie più agiate e per questo vi era inesorabilmente una visione classista degli studenti. Oggi, soprattutto nei paesi di provincia, è ancora largamente così. A mio parere bisognerebbe anche riflettere molto sul rivoluzionare tutta la visione del sistema scolastico, partendo dal suo risultato finale: cioè passare da una visione nozionistica ad una “obiettivistica”. Poiché insegnare non può più voler significare solamente il propinare il maggior numero di nozioni nel minor tempo possibile, ma deve necessariamente significare l’insegnare a saper ragionare sulle nozioni, insegnare a stimolare la propria creatività, stimolare la curiosità, la produttività e l’interesse nella ricerca sapendo discernere le fonti. Poiché solo un tempo poteva servire un sistema scolastico prettamente di questo tipo, ovvero quando gli studenti non avevano tutti i mezzi attuali per informarsi e per documentarsi. Per questo la scuola dovrebbe porsi l’obiettivo primario di fungere da guida per la stimolazione dell’interesse dello studente, partendo dall’educazione “alle uguaglianze” le definirei più che disuguaglianze, indirizzando lo studente ovviamente verso il giusto sapere. E’ solo così che si possono formare delle menti capaci di crescere e di competere. A testimonianza di tutto ciò, ci sono per esempio tutte le delegazioni dei giovani “amanti del fascismo”, che per quanto gli si possa aver insegnato cattedralmente la storia, non basta. Per questo bisogna ricrearsi, rielaborare nuove modalità, puntare all’ascolto degli studenti ed ovviamente alle necessità dei docenti. Perché davvero, a prescindere da tutti gli slogan, la scuola più di tutto il resto ha il potere di dirottare la società verso un luogo migliore.


#4

grazie ad @alfredo.hamill.42773 Alfredo e @s.tersigni per gli spunti di riflessione, molto interessanti.
Come ricorda @rosalba.bonacchi.422 esiste una campagna di Possibile dedicata alla scuola, Alla Base la Scuola, che si pone l’obiettivo di avvicinare al tema anche le persone che non sono del mestiere e colmare la frattura che 20 anni i riforme sbagliate hanno creato tra scuola e società.
Già nel dicembre 2017, in risposta alla “Buona Scuola”, avevamo prodotto una proposta di Scuola Possibile, frutto del lavoro dei tavoli tematici sui territori e di alcuni incontri nazionali.
La trovate qui https://www.possibile.com/wp-content/uploads/2015/06/Proposta-per-una-scuola-Possibile.pdf
Proprio in questi giorni ci siamo riproposti di aggiornarla, in occasione dell’insediamento di un nuovo ministro col quale, almeno per ora, sembra possano esserci margini di dialogo.

Il Comitato Scuola di Possibile è aperto: al momento c’è uno " zoccolo duro" di una decina di docenti che collabora attivamente, altri hanno mostrato disponibilità o interesse.

La mail di riferimento è scuola@possibile.com , poi ci sono i canali social https://www.facebook.com/AllaBaselaScuola/, twitter e Instagram, che sarebbe bello se ciascuno di noi diffondesse tra i suoi contatti. Grazie! :wink:

PS: bello davvero “educare alle uguaglianze”!

Eulalia