Speriamo che sia femmina


#1

Speriamo. Ma in genere le femmine sono molto loquaci e invece, purtroppo, in Possibile è ormai calato il silenzio.


#2

credo che, più semplicemente, questa piattaforma non sia usata come si dovrebbe. ed è un peccato, perchè ci sono pochi luoghi dove possiamo discutere con altri membri di possibile su svariati temi: a volte twitter non basta.
In effetti, il dibattito qui si accende solo quando c’è qualche polemica, per il resto vi è silenzio che viene colmato da discussioni alle quali, se ci sono, mi è precluso l’accesso
Dal canto mio, cercherò di fare presente questa cosa quando se ne presenterà l’occasione.


#3

Si dovrebbe lavorare a una lettera aperta al segretario Beatrice Brignone in merito a questa questione e, più in generale, ai problemi evidenti che attraversano il partito e il cambio (o meglio sbandamento) di rotta rispetto l’idea di partito che aveva Civati sin dalla fondazione nel 2015 e che sta alla sua base.


#4

Forse lo strumento andrebbe un po ripensato e promosso… Ad esempio per fare “network” tra i vari Comitati e Presidi sparsi per l’Italia, per capire quello che si fa e come lo si fa. Le energie, l’impegno e l’azione politica vanno messi in campo sul piano locale.
E poi i tanti- forse troppi- strumenti di comunicazione, tra gruppi Whatsapp, pagine personali di Facebook, account Twitter distolgono comunicazioni che potrebbero passare per qui.


#5

sono d’accordo sul fatto che il partito dovrebbe trovare una piattaforma unica sulla quale lavorare, abbiamo troppi strumenti e li usiamo tutti male.
Sono anche d’accordo con l’idea della lettera e sono pronto a sottoscriverla, purchè muova critiche in modo il più costruttivo possibile

come punti che si potrebbero indicare per potenziare lo strumento:

  • (aggiunto) cercare di integrare tutti i diversi strumenti attualmente presenti (agorà, domande e risposte, vie possibili,…) in un unica piattaforma
  • (aggiunto) istituire un tutorial/videotutorial per l’utilizzo dello strumento di discussione (mi offro volontario)
  • implementare un sistema di presentazione di istanze e mozioni da discutere e mettere in votazione tra gli iscritti
  • link diretto dal sito a vie possibili
  • supporto tramite social media (facebook, twitter) delle discussioni in attivo e integrazione di vie possibili con i social network se possibile
  • utilizzo mailing list per stimolare riflessioni e invitare alla partecipazione
  • istituzione di moderatori per il forum
  • semplificazione dell’ accesso tramite login via facebook/google e integrazione profilo
  • suddivisione piattaforma in aree territoriali, oltre a quelle tematiche, per favorire le collaborazioni tra comitati (per esempio in occasione di amministrative)
  • riflessione sulla provocazione un post su facebook, uno su vie possibili: vie possibili non solo come forum di discussione ma come vetrina di un partito trasparente e aperto

queste sono quelle che mi sono venute in mente di primo acchito.

p.s. un membro del mio comitato, @carlo_alberto.lentol, mi ha fatto notare che a #Repubblicana questo tema è stato già affrontato, con buona risposta da parte della segreteria che pare aver ascoltato la richiesta.


#6

sono d’accordo. Mi sembra anche che, in parallelo ai thread pubblici, si debbano immaginare pure forme di comunicazioni private, in modo da favorire le discussioni interne al partito e tra i comitati, come suggerisci.


#7

ho modificato i punti aggiungendo il tuo suggerimento. Ho il dubbio che alcune delle funzionalità che ho invocato siano già presenti (come la comunicazione privata, che è un po’ macchinosa ma fattibile, sarebbe solo necessario semplificarla un po’)

Ho aggiunto anche la necessità di inserire un tutorial di guida all’utilizzo dello strumento, in modo da permettere anche ai meno avvezzi di accedere allo strumento


#8

Questa piattaforma già permette di mandare messaggi privati ad altri iscritti


#9

A questo proposito ti segnalo la mozione che ho portato avanti lo scorso anno. Ora la mozione è rimasta orfana, dato che per varie ragioni ho deciso di non rinnovare la tessera a Possibile.


#10

ciao, mi riferivo alla possibilita’ di avere thread e discussioni non pubbliche, visibili ed accessibili solo agli iscritti di Possibile.


#11

Come era cattiva la frase “speriamo che sia maschio”, lo è altrettanto la frase “speriamo che sia femmina”, sono due mali della stessa medaglia. Voler dare una impronta femminista ad un partito rappresenta un errore di cui la sinistra va fiera, ossia essere divisivi. Come comitato non rinnoviamo la tessera per il 2019 perché per una sinistra nuova e soprattutto diversa cerchiamo soggetti con politiche unitarie nel nome dei “diritti della Persona”, non amiamo distinzioni maschi, femmine o altro, come bianchi, neri ecc.


#12

Come era cattiva la frase “speriamo che sia maschio”, lo è altrettanto la frase “speriamo che sia femmina”, sono due mali della stessa medaglia. Voler dare una impronta femminista ad un partito rappresenta un errore di cui la sinistra va fiera, ossia essere divisivi. Come comitato non rinnoviamo la tessera per il 2019 perché per una sinistra nuova e soprattutto diversa cerchiamo soggetti con politiche unitarie nel nome dei “diritti della Persona”, non amiamo distinzioni maschi, femmine o altro, come bianchi, neri ecc.

io penso si sia perso di vista sia il tema centrale di questa discussione che il significato di quel “speriamo che sia femmina”.
Un partito femminista non si sviluppa come tale in senso divisivo ed esclusivo nei confronti dei maschi (cosa che il suo messaggio lascia intendere) , ma anzi come il più possibilmente inclusivo. La “impronta femminista” è il tentativo di riunire partendo dal riconoscimento di situazioni che di fatto generano disuguaglianze e divario: non capisco dunque cosa ci sia di divisivo nel stravolgere un detto proprio della mentalità maschilista con un inusuale “speriamo che sia femmina”, nel senso di riporre speranza in una politica che parta dalle categorie più svantaggiate, e che confidi nell’empowerment di chi voce ne ha poca.
Sentirsi attaccati da una presa di posizione in senso femminista significa non avere colto, a mio avviso, il significato unitario di chi vuole coinvolgere nell’azione politica anche le fasce di popolazione che tuttora sono più escluse da certe dinamiche.
Non voler fare distinzioni mi sembra un debole tentativo di nascondersi e fare finta di ignorare di fronte a dei problemi che esistono e che vanno riconosciuti, e che sono la base dell’azione politica di un partito di sinistra.
Personalmente, poi, non capisco questa necessità di fare unità a tutti i costi e di evitare ogni tipo di distinzione: partito è per antonomasia rappresentanza della parte, ci sono delle situazioni in cui bisogna scegliere da che parte stare. La mia impressione è che si confonde l’unità con l’omologazione e l’indifferenziazione, e quindi in-differenza. in questo ci sono le radici di movimenti che sono molto distanti dalla sinistra progressista.


#13

Davanti un commento come questo, come dovremmo “noi donne poco loquaci di Possibile” commentare? Mi illumini.


#14

Mi ero appena reiscritto al Possibile per il 2019, e avevo letto lo slogan “Speriamo che sia femmina”. Mi è sembrato che tale auspicio fosse in contrasto col tono del dibattito degli ultimi mesi nelle Vie Possibili, non certo fantasioso e spumeggiante, ma un po’ tetro e musone, e condotto quasi esclusivamente da maschi.


#15

È un auspicio in netto contrasto con i toni “tetri e musoni” condotti esclusivamente da alcuni maschi. :wink:


#16

Visto, come si è divisivi, lo si " COGLIE" nelle frasi tra le parole, ma non c’è neppure il problema di cogliere che sembra che uno debba essere molto intelligente per capire semplicemente che l’uguaglianza la fai quando i diritti sono delle persone. Ve ne dico uno riguardo l’accoglienza che porterà questa sinistra alla morte. Quando un Europeo viaggia, non viene accolto , viaggia liberamente, lo fa in base al diritto di libertà di muoversi trai vari paesi. Ecco quello che la sinistra dovrebbe chiedere a voce alta non è l’accoglienza, ma il diritto di tutte le persone al mondo di poter viaggiare come noi europei liberi di farlo.


#17

Visto il rinnovato interesse per il tema relativo all’uso della piattaforma, proporrei di riportare la discussione sul thread esistente.

Suggerirei di riprendere l’ultima versione del documento postato da Francesco e ripartire da lì, per eventuali modifiche o nuove proposte.