Verso le Europee del 26 maggio


#41

La decisione di Civati, a mio sommesso avviso, è stata del tutto sbagliata.
Era il caso, a liste oramai chiuse (alla cui formazione si è partecipato) e prima delle elezioni, di sollevare così la questione? A quale fine?
Questa scelta alla Raimo ha messo in enorme difficoltà anche le altre candidature espresse da Possibile: persone che sostengono i valori costituzionali e l’antifascismo quanto Civati, che si spendono con enorme generosità, mettendoci letteralmente la faccia, e che non meritano certo di trovarsi nella bruttissima posizione che, inevitabilmente, si è venuta a creare. Sono persone a cui sono amico e che stimo moltissimo (tra tutti, penso a Annalisa e a Umberto) e mi sento arrabbiato, assai amareggiato e del tutto deluso. Perdonatemi lo sfogo ma anche la gestione di questa tornata elettorale, particolarmente alla luce della fuga solitaria (e, son certo, non concordata) che tanta risonanza pubblica ha assunto, mi pare gravemente deficitaria.


#42

Ripeto, sfugge che questa cosa non è stata sollevata da Civati, è uscita su un giornale. Inizialmente magari sarebbe rimasta circoscritta, ma DI SICURO sarebbe esplosa pochi giorni prima del voto, quando era impossibile rimediare. Meno male che è uscita prima, e meno male che Civati ha reagito subito. Non capire questo significa davvero non capire come funzionano le campagne elettorali.


#43

Apprezzo l’ottimismo, per quanto mi pare un po’ forzato, ma un candidato, anche se risulta in lista, che pubblicamente annuncia il suo allontanamento dalla campagna elettorale, praticamente abbandonando il gruppo, che valore politico ci lascia? Elly, che abbia fatto bene o male, comunque ha preso una decisione prima delle liste, Civati invece a campagna in corso, e sebbene la motivazione è chiara, l’unico risultato è di lasciarci in alto mare. Candidati ottimi ci sono nelle liste di Possibile, ma chi li conosce a livello, non dico nazionale, ma diffusamente forse anche a livello regionale? Io già ritenevo un grave errore non mettere Civati capolista in tutte le circoscrizioni, adesso che abbandona chi potrà essere la personalità conosciuta per nome e posizione politica che ci rappresenti davanti a tutta l’Italia? Nel vecchio PCI, come nella DC, la gente votava il gruppo per principio, a prescindere dai candidati, ma noi che siamo degli emeriti sconosciuti e di conseguenza per i più anche il nostro programma, come facciamo a distinguerci dagli altri e attirare l’elettorato (a parte la iattura che la dicitura Possibile neanche compare nel simbolo, ma lasciamo correre…)? Se questo non è un harakiri, non so come qualificarlo. Diceva qualcuno, nel caso ci si mette in disparte ad aspettare una prossima tornata elettorale, magari organizzandoci meglio. L’idea non mi sembrava pratica al momento, ma a questo punto non so che altro potremo ottenere. Ormai siamo sulla scheda (si fa sempre per dire…) e dunque almeno non si scompare del tutto, e votare Possibile, sperando in una percentuale almeno dignitosa, ci potrebbe almeno forse far conoscere di più in ottica futura, questo sì (ma con quale nome: Verdi Europa?). Sperare ormai in un risultato politico reale, però, mi sembra fantascienza. La scelta dunque è tra cercare di sostenere la baracca traballante, sperando di salvare il salvabile e per non rischiare di buttare via quanto di buono già fatto, oppure scegliere un voto che possa veramente contrastare di più la destra. Non è una scelta facile, ad ognuno la propria convinzione e coscienza.


#44

Ma il nome sulla lista rimane! E oggi molte più persone sanno che la lista esiste, e che lui è candidato. A Torino c’era la coda per parlargli. Possibile che non si riesca a guardare fuori dalle dinamiche di quattro militanti in croce che discutono sui social? Basta, ci rinuncio.


#45

Sono dalla parte di Paolo. Non so che cosa avrebbe dovuto fare Possibile se non un gesto simbolico forte come quello di Civati e una richiesta di spiegazioni e le distanze da due (almeno) candidati che fanno parte con ruoli attivi di un partito (per quanto insulso) gestito da neofascisti? Io sono orgoglioso che non abbiamo minimizzato o fatto finta di niente come avrebbe fatto un m5s qualunque. Sappiate che la diffusione della vulgata fascistoide che ci ritroviamo è dovuta proprio alla troppa tolleranza verso chi flirta con certe idee e certi personaggi.


#46

In vari commenti sembra che i Verdi siano stati un po’ sbadati. No: rivendicano le loro scelte: http://verdi.it/quando-antifascismo-diventa-autoritario-e-non-democratico/ accusando Possibile di essere autoritario e antidemocratico. Quindi evidentemente non si è fatto chiarezza fin dall’inizio sui criteri di candidabilità. E forse, se la si fosse fatta davvero, la scelta di stare con i Verdi italiani non si sarebbe neppure posta.
In quanto all’effetto “pulizia di Possibile”, credo che possa valere… diciamo per l’1% dell’elettorato… e comunque si scontra con l’effetto “ingenuità di Possibile”.


#47

L’1 per cento di elettori in una lista che ora è data al 2 per cento è tanta roba. Ed è più vicino al 4 di quanto fosse prima. Appunto.


#48

A due settimane dal voto l’ideatore e il padre politico di Possibile fa sapere attraverso i social, che ritira la sua candidatura, perché all’interno della lista dei Verdi sono presenti esponenti di estrema destra. La notizia si diffonde e gli iscritti al partito ne vengono a conoscenza.
Il perché abbia voluto fare naufragare così un progetto (se diciamo che i “due” erano presenti ad insaputa dei dirigenti, evvabbè la prossima volta prendiamo come leader Topolino) che ha sostenuto insieme alla segretaria, (celandosi dietro ad una votazione degli iscritti, che chiunque abbia un solo briciolo di onestà intellettuale ne ammetterebbe la farsa per le modalità di come si è arrivati ad un voto di una importanza enorme per il futuro politico di tutti noi), rimane un mistero. E’ stato escluso, di fatto, l’unico progetto valido portato avanti da Elly Schlein che vedeva la realizzazione di una lista unica a Sinistra, baipassando i veti che i Verdi Italiani avevano imposto. La segretaria e il coosegretario non hanno detto nulla, non una sola parola, sulla mancata candidatura di Elly. Non hanno detto nulla sull’esito del voto, non una sola parola di commento verso gli iscritti che hanno votato e niente nei confronti di coloro che nemmeno avevano capito cosa stesse accadendo. Non dicono nulla sul ritiro di Civati e sulle motivazioni. Civati così facendo affossa il partito stesso e tutta la dirigenza politica del partito che ha di fatto mostrato il suo totale distacco dalla base e la sua totale incompetenza e incoerenza politica. Questo si era già notato, con un certo fastidio, all’indomani del congresso che ha visto il rifiuto a coinvolgere, all’interno della segreteria, chi era nella mozione risultata minoritaria, (prima divisione interna, pronti via!).
Al termine di questa cavalcata è arrivata l’idea di insistere sulla lista Femminista Progressista Ecologista Trasversale. Non aveva possibilità di vedere la luce. Non era capitato in 30 anni figuriamoci se era possibile attuarla in 5 giorni come voleva far credere la segretaria.
La comunità di Possibile (quella che ne rimane) dovrebbe fare una riflessione profonda, sincera, autentica, leale, sul perché Elly, abbia fatto un passo indietro in questa competizione elettorale uscendo di fatto dal partito.
Quello a cui stiamo assistendo è un pessimo spettacolo teatrale dove in scena si sono messi dei pessimi attori che avrebbero fatto meglio ad esibirsi in una casa privata, visto il ridicolo di cui stanno coprendo il partito.
Non ha importanza che adesso i Verdi ci riempiono di parolacce e che a Sinistra ci perculano “……ma se eravate tanto antifascisti perché non avete aderito alla lista Sx?..…“. Sono cose che siamo in grado di superare. Il vero dramma è che abbiamo perso credibilità di fronte all’opinione pubblica. I ns valori, quei principi che ci hanno permesso di formare una comunità coesa, convinta, allegra, pulita, speranzosa, si sono dispersi e non interessano più nessuno. Basta guardare il calo degli iscritti. Di tutto questo la segreteria e il gruppo dirigente deve prenderne e renderne atto non, come banalmente leggo, se il fattaccio è stato meglio autodenunciarlo che aspettare una ipotetica polemica aperta da altri.


#49

Cosenza, però basta. Ma chi l’ha fatto naufragare il progetto di cui parli? Non è mai esistito, non aveva alcuna possibilità di realizzarsi, e lo sanno tutti. E lo hanno sempre detto tutti. Poi è fallito, come tutti sapevano sarebbe successo, e chi faceva finta che non fosse così vuole pure dare la colpa agli altri. È una cosa patetica. Poi come al solito aggiungi cose false, tipo che in questi giorni “nessuno del partito ha detto niente”, ma vabbè, ci hai abituati a questo tuo modo di fare.


#50

Ah, dimenticavo: se la scelta giusta da fare era quella di andare con la sinistra, perché Elly non l’ha sostenuta? Strano, no? Perché lo chiedi al partito e non lo chiedi a lei? Troppo comodo così.


#51

Basta lo dici a casa tua !!! da sempre racconti un sacco di balle e nessuno ti ha mai detto nulla … se sei stanco fai una cortesia a tutti non scrivere più nulla.


#52

Balle? Tutte le cose che scrivo sono documentabili, a differenza delle tue. Ma ti ripeto la domanda visto che fingi di non vederla: se la scelta giusta era andare con la sinistra perché non chiedi a Elly come mai non l’ha sostenuta? Magari col suo aiuto avrebbe vinto. Fai così, invece di contestare il voto degli iscritti.


#53

senti facci un favore, non possiamo perdere tempo a spiegarti le cose, o ti impegni a capire o lascia stare. non si è contestato il voto degli iscritti ma le modalità di come si è giunti al voto. ora vorremmo parlare di politica seria. dei tuoi ennesimi consigli su quello che dobbiamo fare non sappiamo che farcene


#54

Flavio scusa, ma stai distorcendo i fatti.


#55

No, è partito tutto da un articolo de Il Foglio. Che come accade spesso tra i quotidiani schierati scandaglia i candidati avversari in cerca di “difetti”, in questo caso trovando un’appartenenza a un partito sostanzialmente sconosciuto fondato da ex msi. Probabilmente a insaputa anche dei Verdi che comunque hanno la responsabilità su quei nomi.

Il progetto doveva includere il principale partito ecologista italiano in vista anche di un lavoro unitario in sede europea tra European Greens e GUE/NGL per ampliare le battaglie in comune (come già è avvenuto nell’ultima legislatura). Non mi pare che agli Stati generali si sia parlato di aderire alla Sinistra senza i Verdi. Esemplificato dalla frase “non ci si può dividere chiedendo chi è più di sinistra e chi è più ecologista”.

Non mi risulta che sia uscita dal partito. Non dobbiamo avere questa visione “elettoralcentrica” per cui ogni tornata elettorale diventa l’armageddon del partito.


#56

Comunicato. Una delle due canditate si autosospende. La segretaria chiede di andare avanti, dopo confronto con le candidate di Possibile: https://www.possibile.com/preferite-le-donne-lantifascismo-la-coerenza-il-progresso-preferite-possibile/


#57

Condivido le osservazioni di Steve87, ma preferirei tornare sul punto contingente.
L’analisi di Paolo è corretta, ma per potere veramente trarre beneficio dal caso è necessario che la frattura coi verdi venga ricomposta.
Forse con le dimissioni di una candidata si sta andando nella direzione che avevo auspicato, ma va completata l’opera e alla fine va fatto un comunicato congiunto noi e i verdi.
Non possiamo fare campagna ognuno svilendo i candidati dell’altro …


#58

Vorrei fare una riflessione sul tema. Le osservazioni di Paolo mi sembrano fondate, certamente in questa maniera si è riusciti a stigmatizzare le differenze tra i candidati di Possibile e gli altri, tuttavia due altri aspetti non marginali hanno danneggiato tanto la situazione

  1. Non di soli candidati si vive. Nella mia circoscrizione non c’è alcun candidato di possibile e sono/sarei costretto a votare una lista che abbiamo costruito insieme ad altri che abbiamo appena definito incoerenti. Onestamente non mi sembra un bel viatico per arrivare ad una soglia di sbarramento già ardua in condizioni normali.
  2. Con l’esclusione di Civati, che non me ne voglia nessuno ma non è un candidato come gli altri, si marca un ulteriore differenza. Non solo tra i (le) nostri(e) e quelli proposti dai Verdi ma tra candidati eccellenti che fanno tutti riferimento a Possibile. Ed anche questo non è un bel vedere.
  3. Speriamo bene

#59

Tra l’altro in tanti sembrano aver capito che Civati e la segreteria di Possibile non siano d’accordo e anche questo andrà chiarito prima o poi


#60

In quale circoscrizione sei?