Verso le Europee del 26 maggio


#81

Se decidi di votare il Pd come dici spero proprio che poi non pretenderai di voler anche fare l’analisi del voto con Possibile. Idem per chi voterà altre formazioni o non voterà affatto, a partire da chi anche tra i partecipanti a questa discussione notoriamente non avrebbe comunque votato Europa Verde, anche senza il caso FV. Senza offesa.


#82

Chi è iscritto, a prescindere dalle valutazioni personali, ha sempre diritto di parola. In una situazione critica, di emergenza, come adesso, è perfettamente legittimo riconsiderare le proprie scelte. Quello che è in ballo non sono tanto le correnti elezioni ma il futuro di Possibile, e la discussione, la critica costruttiva sono non solo un diritto ma direi una necessità impellente.


#83

Chi è iscritto e vota un altra lista vada a fare l’analisi del voto all’assemblea del partito che ha votato, francamente, lo dico per banale coerenza.


#84

Capisco la logica un po’ ideologica, scusami la cacofonia, ma chi sceglie di votare diversamente perché il proprio partito è imploso, non mi pare che abbia colpe.


#85

Veramente non è imploso nulla. Una parte voleva fare l’accordo con la Gue e una parte (che poi è la maggioranza) coi Verdi Europei. Non è che si potessero fare entrambe le cose. Ma che chi comunque non vota EV, e quindi sceglie di non rispettare nemmeno la decisione della maggioranza del partito, poi pretenda anche di discuterne anche no, grazie.


#86

Però la pesante critica che alcuni di voi stanno infliggendo al partito dimostra che non ci credete nel partito. Il che mi sembra eccessivo perché non c’erano molte alternative allo scegliere tra due liste se non quella di saltare la tornata elettorale (e magari anche lì sarebbero piovute critiche per essersi tirati fuori e non avere ascoltato la base). E perché se l’episodio può essere spiacevole a livello di metodo (i candidati devono essere inattaccabili chiaro) a una occhiata più attenta appare una tempesta in un bicchiere: FV avrà fondatori di provenienza inquietante ma poi esprime istanze ecologiste apolitiche, si richiama anche ad Alex Langer, le due candidate poi si affrettano a dire che condividono le idee di sinistra di accoglienza e giustizia sociale. Possiamo anche non crederci ma trovatemi un neofascista che dice di essere di sinistra, non lo farebbe neanche per interesse. Giurerei anche che si sono iscritte a FV senza avere la minima idea della provenienza ideologica. La nostra reazione è stata comunque e giustamente molto dura per l’intaccabilità di cui sopra, se c’è un errore è stato avere fiducia nella selezione dei Verdi, e il problema è proprio quello della fiducia tradita.

Insomma, passato il momento emotivo si reagisce, considerato che quelle due candidature sono bruciate dovremmo sostenere le/i nostre/i candidate/i che non meritano di perdere il nostro appoggio. Questo se ci teniamo ancora a Possibile.

Sulle allenze in sede europea nutro dei dubbi, quando si parlerà di immigrazione e di tassazione alle multinazionali vorrei capire come andare d’accordo con i neoliberisti alla Macron.


#87

Vi segnalo il dibattito europeo di questa sera

C’è anche la possibilità di ricevere su whatsapp indicazioni per diffondere i contenuti sui social, anche durante gli eventi live, come quello di stasera. Trovate qui sotto le info


#88

Guarda Paolo che io da tesserata non devo chiedere a nessuno il permesso di esprimere la mia opinione in un dibattito. E il tono perentorio che usi in questo contesto non mi sembra francamente accettabile. Dicendo che non ce la faccio a votare Europa Verde, lista che ho sostenuto attivamente fino all’uscita di Civati, esprimo il mal di pancia legittimo di molti tesserati. Persone che come me hanno sostenuto attivamente la campagna e che non è che si sono svegliati una mattina decidendo di non credere più al partito, ma che semplicemente sono venuti a conoscenza di un fatto di non poco peso. Ognuno lo giudichi come vuole, ma io ho il diritto di esprimere la mia libera opinione qui come in altre sedi. Come ho già scritto, il libero dibattito è il cuore di un partito e non c’è scritto da nessuna parte che un tesserato non possa fare una scelta diversa. Abbiamo il fondatore di Possibile che si è dissociato, vogliamo parlarne?


#89

Il fondatore di Possibile si è ritirato dalla campagna elettorale, non ha detto che vota il Pd, anzi sta invitando a votare le candidate di Possibile. Non ti paragonare che non è il caso.


#90

Non capisco questi due commenti a ciò che ho scritto io. Io ho votato per VE, considerando quella scelta la più logica e la più pratica, mica rinnego la scelta a livello di programma. Quello che è successo dopo è ciò che ha cambiato le carte in tavola. Avevamo poche chance elettorali, ma io almeno speravo in un’affermazione che ci facesse notare e ci tenesse in gioco in ottica futura. Poi, la speranza era l’ultima a morire per quanto riguarda avere qualche eletto, sperare nei miracoli non è logico ma non è neanche un illecito! Perdere la Schlein (iattura #1), non avere alcuna menzione di Possibile sul simbolo (iattura #2), non avere almeno Civati come capolista (iattura #3), addirittura subire l’abbiura di Civati a poche settimane dalle elezioni (iattura #4, #5, #6), una campagna elettorale che pare poco guidata dalla segreteria, che dipende soprattutto dal ingegno e iniziativa locale (iattura #7), mi sembrano motivi a sufficienza per non avere grande fiducia nel risultato del partito in questa tornata. Considerando tutto ciò, pretendere una specie di fedeltà leninista al partito, soprattutto nelle condizioni politiche in cui ci troviamo oggi (leggi: Salvini) è tra masochista e sadico. Qualcuno davvero crede che possiamo ottenere un risultato anche minimamente utile (tranne forse chissà in Sardegna, dove si mostrano più ottimisti)? Per come la vedo io, un voto che non porta utilità è un voto indirettamente per Salvini, perché i voti non assegnati poi vengono redustribuiti tra tutti i gruppi con eletti, dunque anche la Lega. Vi piace l’idea? (Già sento le maledizioni contro il “voto utile”. Se c’erano in gioco solo il PD o la Bonino magari non c’era da porsi un problema simile, ma Il Grande Male imperversa e questo cambia tutto.) Poi per il futuro se ne parlerà, chiunque ne avrà voglia, ma ora la situazione è questa. Chi crede nelle idee di Possibile continuerà a crederci, perché è un gruppo che porta avanti un’idea comune, ma non credo nell’osservanza cieca. Non siamo una setta, ma (mi auguro) un gruppo pensante motivato da criteri politici comuni, e il pensiero è libero e non prevede vincoli o catene. Poi ognuno agisca come meglio crede.


#91

Ma evidentemente non era una risposta a te. Detto questo ribadisco, Civati ha sospeso la campagna ma invita a votare le candidate di Possibile, se un iscritto vota per un altro partito l’analisi del voto poi non pretenda di farla in questo. Questi sono proprio requisiti minimi eh, non si tratta di evitare le critiche o di condividere tutto, nessun leninismo, ma almeno votare per il partito in cui si milita e in cui si vuole avere cittadinanza.


#92

Ribadisco che una persona, pur avendo la tessera di un partito, deve fare le scelte secondo quello che gli detta la sua coscienza. A me i requisiti minimi sembrano la capacità di ascolto e di accettare un dibattito democratico, senza puntare il dito contro chi ha opinioni diverse o ridicolizzarlo - no, non mi paragono a Civati, non arrivo a tanto, ma nemmeno pretendo di avere la verità in tasca su una situazione che mi sembra il minimo definire contorta e poco chiara. Quindi Paolo chiudiamola qua, mi sembra che abbiamo proprio posizioni diverse in merito ed è inutile continuare.


#93

Certo che devi fare le scelte che ritieni giuste, ci mancherebbe! Poi però non pretendere di venire a spiegare in un partito che ha sbagliato quando ne hai votato un altro. Punto.


#94

Non sono per niente d’accordo e secondo me quello che sostieni è piuttosto grave. Un’opzione sul tavolo per alcuni degli iscritti e di cui si è discusso era anche quella di un ritiro di tutte le candidature di Possibile, oltre a quella di Pippo Civati e Antonio Caputo dalla lista Europa Verde. Allora vuoi dire che gli iscritti che avrebbero preferito questa opzione non ha più diritto di parola d’ora in poi?


#95

Ma cosa c’entra? Il partito corre in Europa Verde, se voti il Pd vai a discutere col Pd.


#96

Mi spiego meglio: la segreteria ha deciso di non ritirare le candidature, scelta legittima, ma che qualcuno potrebbe non condividere, non sentendosi, in coscienza, di votare per una lista che, al di là della presenza delle candidate del suo partito, che voterebbe in condizioni diverse, contiene candidature ambigue di persone legate a movimenti di estrema destra. Quindi questa persona deve per forza uscire da Possibile secondo te, perché non ha più, non avendo potuto votare per le candidate del suo partito per le ragioni di cui sopra, la possibilità di criticare dall’interno la linea della segreteria. Dovrebbe invece fare la tessera del partito che ha votato non avendo alternativa. Cioè mi stai dicendo che io, pur essendo tesserata e aver dato il mio contributo finora in termini di denaro e tempo, o sposo in toto la linea della segreteria o esco dal partito. Caro Paolo, questo non è leninismo, è stalinismo.


#97

Devo dire che forse ti avrei dato ragione su qualche punto se TUTTI i candidati di Possibile si fossero ritirati, per coerenza. Che l’abbia fatto solo Civati è stato solo dannoso oltreché inutile.


#98

Ma io non contesto che non si condivida, contesto che si voti un altro partito. Non facciamo finta di non capire.


#99

Non faccio finta di non capire. Cosa dovrei fare allora astenermi obbligatoriamente? Non fare finta tu di non capire.


#100

Comunque, mettiamola così: indipendentemente da quello che farò, e da quello che mi detterà la coscienza, potremo discutere insieme delle nostre posizioni nella prossima assemblea di Possibile.